| | Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" | |
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Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Gio Mar 27, 2008 10:03 pm | |
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UN LIBRO PIENO DI SAGGEZZA 10 Essendo ispirata da Dio, la Bibbia è “utile per insegnare, per riprendere, per correggere”. (2 Timoteo 3:16)
Qui si fa finta di non sapere che questa frase di S. Paolo non può essere applicata a priori. Cioè prima di aver determinato quali manoscritti siano Bibbia=Parola di Dio. Quando S. Paolo l’ha detta esisteva solo la Bibbia ebraica e qualche scritto neotestamentario non ancora ritenuto Parola di Dio alla pari delle Scritture. E’ un particolare di gran peso. Infatti se lo si tiene presente si dovrà cercare esternamente alla Bibbia, che non contiene l’elenco dei libri ispirati, il criterio che abbia fatto giudicare ispirati alcuni manoscritti e altri no. E se lo si fa ci si accorge che tale discernimento è stato operato dalla Chiesa Cattolica verso la fine del 400 DC e con alla base il criterio fondamentale che certi manoscritti esprimevano compiutamente (senza sottrazioni né aggiunte esageranti) la fede che essa predicava da secoli attraverso una Traditio=trasmissione=consegna orale risalente al tempo degli Apostoli, ininterrottamente e fedelmente custodita come “sacro deposito”. Il che pone ovviamente la Traditio al livello intermediario tra i fatti e detti di Cristo (fonte) e il racconto scritto di essi (Bibbia/libro). Ed è grottesco ipotizzare che questa mediazione, in base alla quale la Traditio coonesta e codifica la Bibbia/libro sia, come pretende il geovismo, una realtà avversata dalla Bibbia (quando Gesù nella Bibbia avversa proprio il contrario, cioè la sostituzione della Traditio sacra con una traditio umana). Ancor più grottesco è pertendere che la Chiesa Cattolica abbia fatto tale discernimento, infallibilmente veritiero, in un tempo in cui il geovismo ritiene che fosse governata da Satana e preda di una spaventosa apostasia.
Piccola pausa di respiro per una domanda: quante persone tra quelle abbordate dai solerti proclamatori geovisti sanno che le cose sono andate come stiamo dicendo? Quante sarebbero capaci di fermare il proclamatore TG che galoppa in fa maggiore da un capitolo all’altro fermandolo su questo preciso punto, fondante la Bibbia, e obiettandogli le cose che stiamo enucleando?
La Bibbia è davvero un libro pratico.
Ah! Questo “pratico” mi sa tanto di americano. Sembra quasi detto masticando la gomma. E noi che pensavamo che i libri “pratici” dovessero avere piccolissima mole e contenere poche parole schematiche…
Rispecchia una profonda comprensione della natura umana. Questo non sorprende, dato che il suo Autore, Geova Dio, è il Creatore. Egli capisce i nostri pensieri e i nostri sentimenti meglio di noi stessi. Inoltre sa di cosa abbiamo bisogno per essere felici. E sa quali comportamenti dobbiamo evitare. (…)
Ricordiamo come le “sa” queste cose. Le sa studiando il comportamento umano e congetturando su tutte le possibili variabili. Insomma Geova è diverso da un coltissimo saggio umano solo per grado e non per natura e tipo di conoscenza.
UN LIBRO DI PROFEZIE 13 La Bibbia contiene numerose profezie, molte delle quali si sono già adempiute. (…) 17 Non rafforza la fede constatare che la Bibbia è un libro di profezie degne di fiducia? Dopo tutto, se Geova Dio ha mantenuto le promesse in passato, abbiamo ogni ragione per avere fiducia che manterrà anche la promessa di trasformare la terra in un paradiso. (Numeri 23:19) Quindi abbiamo senz’altro la “speranza della vita eterna che Dio, che non può mentire, promise prima di tempi di lunga durata”. — Tito 1:2.
Fatte alcune riserve per alcune profezie che (vedi nel libro “Tutta la Scrittura è utile…”) vengono inserite con leggerezza tra le cose previste, quando potrebbero essere benissimo postviste perché la WT non accetta la datazione scientifica dei libri biblici e pensa addirittura che il primo scrittore biblico sia stato Adamo, il discorso sulle profezie lo riteniamo valido. In verità l’attività profetica ha una portata più ampia che quella di profetizzare eventi futuri. E’ farsi portavoce di Dio che consola, rimprovera, promette, ammonisce, blandisce, insegna ecc… Ma è comunque certo che laddove si ha davvero predescritto un evento del tutto non prevedibile (metti Isaia che parla del Messia servo sofferente di Jahweh) là c’è il timbro di Dio onniveggente.
“LA PAROLA DI DIO È VIVENTE” (…) 19 Leggere la “parola” o il messaggio di Dio nella Bibbia può cambiarci la vita. Può aiutarci a esaminare noi stessi in maniera del tutto nuova. (…) Beh, questo lo possono fare anche altri libri. Per quanto mi riguarda, io confesso che certe idee che hanno contribuito a formare il sottoscritto, non sono state tratte dalla Bibbia ma da testi di psicologia, da testi di spiritualità, da esempi di vite vissute, da lezioni della storia e dell’esperienza personale, dalla parola amica di persone buone e perfino dai rimproveri di qualche persona che non aveva Dio nel proprio orizzonte ma un’idea della coerenza e della giustizia sì.
Interpellanze e interrogazioni, riflessioni e/o osservazioni, inviti e richieste, di PETITIO Se ho ben capito il CD fa derivare l’ispirazione e quindi la divinità della Bibbia da alcuni fattori presenti in quello che oggi è un libro unico ma che all’origine erano scritti sparsi: accuratezza, utilità spirituale, coerenza, profezie, esattezza scientifica… (strano che abbia dimenticato i miracoli) Mentre Bery dice che il criterio seguito dalla Chiesa è stato solo quello della corrispondenza degli scritti con la fede che essa predicava da secoli. La domanda: ma voi TG avete coscienza di essere tributari di quel testo biblico, unificato in unico volume e comprendente tutti i libri, che fu codificato dalla Chiesa cattolica o no?
Se sì, perché vi inventate criteri diversi per stabilire l’ispirazione quando sapete che il criterio scelto dalla Chiesa è diverso dai vostri e che se essa non fosse degna di fede utilizzando quel criterio voi non avete più la Bibbia=Parola di Dio ma solo un testo antico alla stregua di quelli di Omero & Co?
Che coerenza c’è poi a ritenere (come ritenete oggi) infallibilmente sacro un testo assemblato in piena apostasia e dichiarato ispirato-sacro sotto l’influsso di Satana sviatore e menzognero?
E’ vero o no che solo al tempo di Lutero la Riforma protestante ha rifiutato sette libri dell’AT considerandoli apocrifi? Con quale diritto assegnate alla Chiesa ora una facoltà di bene che ci indovina infallibilmente (nel codificare il Canone biblico) e ora uno sviamento totale nell’apostasia? Tantopiù che Satana sviatore e l’apostasia se sono presenti oggi non è che fossero assenti nell’epoca costantiniana!
Ma è vero o no che anche presso i Testimoni il verdetto interpretativo rimane in facoltà dello Schiavo che lo esprime tramite la WT e questo con il suo CD? E allora questo non equivale a dire che è la vostra tradizione teologica, di studio, quindi umana, ad avere l’ultima parola sullo scritto della Bibbia? E perché mai dite “la Bibbia dice… insegna…” se alla fin fine l’insegnamento sullo scritto, soprattutto quando è di difficile comprensione, va dato dallo Schiavo e lo si deve considerare come teocraticamente inviato e benedetto da Geova? FINE DEL CAPITOLO DUE |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Ven Mar 28, 2008 8:57 pm | |
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CAPITOLO TRE (pag. 27-36) Qual è il proposito di Dio per la terra?
Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)
Qual è il proposito di Dio per l’uomo? In che modo Dio è stato sfidato? Come sarà nel futuro la vita sulla terra? IL PROPOSITO di Geova Dio per la terra è davvero meraviglioso. (...) disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela”. (Genesi 1:28; 2:8, 9, 15) Quindi era proposito di Dio che gli esseri umani avessero figli, estendessero i confini di quella dimora paradisiaca fino a includere tutta la terra e si prendessero cura degli animali.
Come già accennato (e lo ripeteremo, al seguito delle ripetizioni che il testo ne fa, così come faremo per qualsiasi altra affermazione che riteniamo contestabile) abbiamo già accennato che quel “quindi” non è vero. “Quindi” in italiano vuol dire “da qui, in base a questa scrittura, stanti queste affermazioni della Bibbia ecc…”, ma se così fosse il “quindi” sarebbe stato individuato subito nella Bibbia e non dopo 50 anni di geovismo, quando si è scoperto il paradiso terrestre, pressati dall’afflusso delle altre pecore che sennò non sapevano dove alloggiarsi. Sono queste scoperte relativamente recenti della WT, e cioè la sua interpretazione di ciò che oggi la Bibbia dice alla Dirigenza assediata dalle altre pecore che diverrebbero leoni se le si rifiutasse come spazzatura, a fornire in realtà il “quindi” in base a cui prende corpo oggi l’affermazione tranquilla che sia la Bibbia a dire queste cose che invece continua a non dire, poiché il “proposito di Dio” è quello di “ammetterci alla comunione con sé” (Vaticano II), nessuno escluso, Testimoni compresi se ovviamente faranno certi aggiustamenti a partire dalla rivolta “proletaria” delle Altre Pecore contro il Rimanente che si autodichiara Unto (tra l’altro sbagliandosi spesso, visto che il numero degli Unti rimanenti invece di diminuire a volte cresce, non è vero?).
2 Pensate che il proposito di Geova Dio che l’uomo viva in un paradiso terrestre si realizzerà mai? “Sì, l’ho proferito”, dichiara Dio, “anche lo farò”. (Isaia 46:9-11; 55:11) Sicuramente Dio farà quello che si è proposto. Egli dice che “non . . . creò [la terra] semplicemente per nulla”, ma “la formò pure perché fosse abitata”. (Isaia 45:18) Quali persone Dio voleva che vivessero sulla terra? E per quanto tempo? La Bibbia risponde: “I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre”. — Salmo 37:29; Rivelazione 21:3, 4. Ma pensa quali e quanti riferimenti biblici confermavano quella verità del paradiso terrestre! E l’Unto rimanente, colui che si autoproclama “qualificato per insegnare”, non aveva capito che c’era anche questo nel proposito di Dio e non solo una salvezza celeste, come ha insegnato fino al 1935. Luce crescente? Incapacità ermeneutica? Opportunismo del vedere nella Bibbia tutto ciò che serve e nel preciso momento che serve? Decida il bereanesimo di ciascuno.
COMPARE UN NEMICO 4 Il primo libro della Bibbia dice che nel giardino di Eden fece la sua comparsa qualcuno che si opponeva a Dio. È definito “il serpente”, ma non si trattava di un semplice animale. L’ultimo libro della Bibbia lo identifica con “colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata”. Viene chiamato anche “l’originale serpente”. (Genesi 3:1; Rivelazione 12:9) Quel potente angelo, o creatura spirituale invisibile, parlò a Eva per mezzo di un serpente, come un ventriloquo può far sembrare che la sua voce provenga da un pupazzo o un fantoccio vicino.
Ma questo è enorme! Se le cose sono andate così, cioè se Eva avesse davvero sentito con le sue orecchie una voce e con essa un ragionamento provenire dal serpente-bestia, una delle due: - o intuiva che quello era un fenomeno soprannaturale e, dato il suo tenore di invito alla ribellione, non poteva provenire che da un nemico di Dio e quindi allarmarsi (cosa che non ha fatto); - oppure pensava davvero che una bestia potesse avere idee e parlare e allora la perfettissima e intelligentissima Eva era più scema delle donne imperfette di adesso le quali sanno che le bestie non parlano e non parlano perché non hanno pensieri. Ma - lo sa perfino la giustizia umana! -, una scema non commette alcun peccato per incapacità mentale.
(...) 6 Fu quello che accadde a Satana il Diavolo. A quanto pare Satana sentì quando Dio disse ad Adamo ed Eva di avere figli e riempire la terra della loro progenie. (Genesi 1:27, 28) Evidentemente pensò: ‘Ah, se tutti gli esseri umani adorassero me anziché Dio!’ Quindi nel suo cuore crebbe un desiderio sbagliato. Infine passò all’azione e ingannò Eva mentendo riguardo a Dio. (Genesi 3:1-5) Così diventò il “Diavolo”, che significa “calunniatore”. Al tempo stesso diventò “Satana”, che significa “oppositore”.
Ecco un altro "quindi" campato per aria. La teologia cattolica, più modestamente e credo meno puerilmente, ritiene che dalla Bibbia non si possa ricavare il tipo di tentazione che trasformò Lucifero in Satana-Diavolo. Ritiene però che, in quanto creature libere, ogni persona creata da Dio debba guadagnarsi il paradiso (il che equivale ad amare Dio) con una scelta libera. Perciò alla tentazione di ribellione fu sottoposto certamente non solo il Cherubino Lucifero “curiosone e guardone circolante nel giardino” ma tutti gli angeli del cielo e sin dal momento in cui furono creati. Evento quindi non avvenuto nel tempo. Insomma quando Satana tentò i progenitori era già Satana, Serpente, Dragone e Diavolo da un pezzo, e con lui i suoi seguaci, creati da Dio angeli “una tantum”. Gli angeli non crescono per generazione. Ciascuno di loro è una specie. Sono stati creati tutti una simul fuori del tempo. Numericamente sufficienti ad ogni servizio. Pensati e voluti singolarmente da una mente divina onniveggente che non impara e cambia parere o decide sollecitata da eventi che sarebbero avvenuti nel futuro temporale del cosmo fisico. |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Sab Mar 29, 2008 11:55 am | |
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7 Con astuzia e menzogne, Satana il Diavolo indusse Adamo ed Eva a disubbidire a Dio. (Genesi 2:17; 3:6) Perciò alla fine essi morirono, come Dio aveva detto che sarebbe accaduto se avessero disubbidito. (Genesi 3:17-19)
Non è così. Dio disse che nello stesso giorno in cui Adamo avesse assaggiato sarebbe morto. Ma Adamo ha assaggiato e non è morto in quel giorno. Questo significa che la “morte” minacciata non era di tipo fisico ma spirituale. E consiste esattamente in quella che la cristianità di ogni tempo ha chiamato “perdita della grazia di Dio” che significa non essere più tempio di Dio, non essere più in comunione d’amore con Lui, aver perso la compartecipazione alla divina natura, l’innesto nella Vite direbbe Gesù. La riduzione del peccato, fenomeno che riguarda lo spirito/anima a fenomeno di degradazione fisica, oltre che a trasformare in materialistico ciò che è spirituale, costringe la WT ad arrampicate sugli specchi. Eccone due:
-volendo essere fedele “alla lettera” e disprezzando lo spirito, va ipotizzando che nella mente di Adamo c’era già la regola che sarebbe stata istituita molti secoli dopo “un giorno per mille anni”. Così riesce a far morire Adamo, molto longevo, “entro lo stesso giorno” cioè prima che fossero passati 1000 anni;
-non potendo spiegare come mai il dono di grazia ricevuto con la Redenzione di Gesù, risanando dal peccato non fa diventare gli uomini non mortali, è perfino costretto a negare la validità sacramentale del battesimo (riconosciuta invece dai protestanti) e a trasformare la grazia sacramentale santificante, da realtà ontologica che inabita nel giusto, in un mero atteggiamento di benevolenza da parte di Dio (immeritata benignità) il quale non giustifica in realtà nessuno ma solo “dichiara giusti” quelli che vuole salvare.
Poiché peccando Adamo diventò imperfetto, tutti i suoi discendenti ereditarono da lui il peccato. (Romani 5:12) Per spiegare la situazione si potrebbe fare l’esempio di uno stampo per dolci. Se usiamo uno stampo ammaccato, come verranno tutte le torte? Ogni torta avrà un’ammaccatura, o imperfezione. Similmente ogni essere umano ha ereditato da Adamo l’“ammaccatura” dell’imperfezione. Ecco perché tutti invecchiamo e moriamo. — Romani 3:23.
A quanto pare è sparito l’accenno al fatto che il peccato avrebbe immesso nelle cellule un principio disgregativo che portava alla morte? Il che configurava il peccato – realtà prettamente spirituale e quindi malattia e morte ma non in senso fisico – come una sorta di veleno per l’organismo; cioè che cominciò a funzionare da quando entrò nello stomaco quel frutto.*
Così la WT ha materializzato una realtà che trascende l’organismo. Ma il peccato (come insegna Gesù, lo si compie a livello personale con il pensiero (cf “Ma io vi dico chiunque guarda una donna con desiderio…”). L’azione è solo l’attuazione successiva di esso. Davanti a Dio lo si è già commesso. Cioè Eva è “entrata nel disfavore divino”, ha perso la grazia di Dio, non appena ha deciso di accettare la tentazione; se vogliamo, non appena ha allungato la mano verso il frutto, prima ancora di morderlo.
E quindi il peccato non consiste nell’imperfezione fisica, ma nella morte spirituale. Nella perdita dell’amore divino, che alberga nel cuore del giusto, quando decide di divenire ingiusto. La punizione di perdere la perfezione fisico/mentale, che noi consideriamo una situazione non dovuta ad una natura calata nella storicità e quindi dono preternaturale, è stata un aggravio che il Signore ha aggiunto sottraendo ai progenitori quei doni preter-naturali che consistevano nella scienza infusa (Adamo è nato già colto quanto bastava per il suo ambiente), nella affrancatura dal dolore e dalla morte (cose ricavabili dalla condanna a partorire nel dolore e alla morte fisica) alla padronanza sulle proprie passioni (si veda l’accenno al fatto che erano nudi e non ne avevano vergogna).
Per questo, e coerentemente, la Chiesa insegna che il Redentore ci ha restituito il dono essenziale ad essere figli di Dio, la grazia-compartecipazione alla vita divina, in base alla quale si è eredi del Regno, ovvero si ottiene in dono da Dio il pegno della vita eterna nella gloria, e ci ha lasciato senza i doni preternaturali affinché “completassimo nella nostra carne quello che manca alle sofferenze del Cristo, a beneficio del suo corpo che è la Chiesa”, chiesa effettiva (=cristiani) e chiesa chiamata a farne parte (=umanità). |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Sab Mar 29, 2008 12:13 pm | |
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8 Inducendo Adamo ed Eva a peccare contro Dio, Satana in realtà stava capeggiando una rivolta. Stava sfidando il governo di Geova. In effetti diceva: ‘Dio non è un buon governante, mente e priva i sudditi di cose buone. Gli esseri umani non hanno bisogno che Dio li governi. Possono distinguere da sé il bene dal male. E sotto il mio dominio starebbero meglio’. Come avrebbe reagito Dio a questa accusa infamante? Alcuni pensano che avrebbe dovuto semplicemente mettere a morte i ribelli. Ma così avrebbe confutato l’accusa di Satana? Avrebbe dimostrato che il Suo modo di governare è quello giusto? 9 Il perfetto senso di giustizia di Geova non poteva permettergli di mettere immediatamente a morte i ribelli. Dio decise che ci voleva tempo per dare una risposta convincente all’accusa di Satana il Diavolo e dimostrare che è un bugiardo. Perciò permise che per qualche tempo gli esseri umani si governassero da sé sotto l’influenza di Satana. Nel capitolo 11 vedremo perché Geova ha agito in questo modo e perché ha lasciato passare tanto tempo prima di risolvere la questione.
Confutare… dimostrare… tempo per dare una risposta convincente… tutte assurdità da noi già esaminate nell’anticipazione che abbiamo fatto del commento del CAPITOLO UNDICI. Qui cogliamo un’altra bugia. Non è vero che Dio non permise “per qualche tempo”. Lo permise “per tutto il tempo della storia umana”, se è vero che essa è durata solo 6000 anni e solo all’inizio del settimo millennio la prova è finita con la cacciata di Satana e l’instaurazione del Regno di Dio nei cieli,* e che tra poco pochissimo tempo il mondo finirà._______________________________________
* Anzi si dà un’altra assurdità squassacervello. Stando sia alla dottrina geovista che spiega la prima guerra mondiale come insufflata da Satana confinato “nelle vicinanze della terra”, sia l’aumento dei disastri a livello planetario in maniera esponenziale dal 1914 ad oggi, la logica dovrebbe far dire che la prova (il “qualche tempo”!), è tutt’altro che finita; anzi è entrata nella fase culminante.
Intanto, però, facciamo bene a chiederci: Adamo ed Eva avevano ragione di credere a Satana, che non aveva mai fatto niente di buono per loro? Era giusto credere che Geova, a cui dovevano tutto, fosse un perfido bugiardo? Voi cosa avreste fatto? Beh noi avremmo detto che era da matti credere che dalla bocca di Satana potesse venire alcunché di vero. E perciò la sua insinuazione era di sicuro menzognera per il semplice fatto che l’aveva fatta lui. Invece sembra che a questa semplicissima conclusione non ci sia arrivata né la corte celeste che aspettava la dimostrazione per convincersi, né il CD-Schiavo di Brooklyn che ritiene ragionevole l’atteggiamento di Geova-professore che si piega a dare la dimostrazione invece di sculacciare tutta la corte celeste per miscredenza nella sua Parola e… per non aver detto in coro a Satana “Trovane un’altra che questa è ridicola!”.
10 Facciamo bene a riflettere su queste domande perché tutti noi ci troviamo in una situazione simile. Sì, abbiamo l’opportunità di schierarci dalla parte di Geova e confutare l’accusa di Satana. Possiamo lasciarci governare da Geova e contribuire a dimostrare che Satana è un bugiardo. (Salmo 73:28; Proverbi 27:11) Purtroppo, fra i miliardi di abitanti della terra, solo pochi fanno questa scelta. Questo solleva una domanda importante: La Bibbia insegna realmente che Satana governa il mondo? Ma sì, schieriamoci dalla parte di Dio, fratelli Testimoni, sì. Ma non per confutare Satana. Ma solo per dimostrare al Padre il nostro amore di Figli e la piena disponibilità a farsi corredentori insieme al Figlio per l’avvento del Regno/Salvezza dell’umanità. Che poi, teologicamente pensando, non è una dimostrazione a Dio che già sa quello che faremo, ma un training autogeno con cui dimostriamo a noi stessi, e ciò facendo ci infervoriamo sempre più e cresciamo fino alla piena statura di Cristo, che non siamo proprio da buttar via ed è entusiasmante e commovente che il Padrone della vigna ci abbia assunto al suo servizio facendoci partecipi del merito del suo Figlio quando poteva benissimo fare tutto da solo. |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Dom Mar 30, 2008 11:51 am | |
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CHI GOVERNA IL MONDO?
11 Gesù non dubitò mai che Satana fosse il governante di questo mondo. Una volta, con qualche prodigio, Satana mostrò a Gesù “tutti i regni del mondo e la loro gloria” e gli promise: “Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un atto di adorazione”. (Matteo 4:8, 9; Luca 4:5, 6) Riflettete. Questa offerta sarebbe stata una tentazione per Gesù se Satana non fosse stato il governante di quei regni?
Riflettete voi, fratelli TG. Satana non era il governante né il proprietario di quei regni. Tutto ciò che è sotto il cielo appartiene secondo una certa prospettiva ai figli degli uomini. Cielo e terra=cosmo appartengono contemporaneamente secondo un altro livello a Dio. Satana ha sì un possesso del mondo ma spirituale in quanto vi fa diffondere vizi, passioni, violenza, ingiustizie e quant’altro, così che si può dire che è sotto il suo dominio di influsso. Quindi Satana non offrì a Gesù i governi, ma le ricchezze, il potere, il possesso, la soddisfazione di tutte le voglie. E per far sì che questo costituisca una tentazione basta che il tentato si lasci prendere dall’avidità di possesso e dalla bramosia del piacere. Non occorre che sia vero ciò che promette il tentatore. Basta che lui sappia ben reclamizzare il miraggio. Mai sentito parlare di un paese dei balocchi che riduceva in schiavitù i bambini trasformandoli in asinelli dopo che aveva promesso loro mari e monti? O di spacciatori di droga che promettono ai ragazzi di diventare uomini mentre li riducono ad essere schiavi apportatori di luridi guadagni?
Gesù non negò che tutti i governi del mondo appartenessero a Satana. Certamente l’avrebbe fatto se Satana non li avesse avuti in suo potere. Certamente eh? Andiamo per supposizioni? Ci sbilanciamo "oltre ciò che è scritto"? A parte il fatto che io penso che Gesù sapeva benissimo che ogni atomo della terra è possesso perenne e irrinunciabile di Dio. Tutto è creatura che si regge sul niente per la permanente onnipotenza creatrice del Creatore. Ma, applicando questo criterio dell’evidentemente, potremmo dire che almeno Geova lo sapeva di sicuro che mille versetti della Bibbia esaltano Dio come Signore e padrone di tutto il creato, e che perciò Satana mentiva. Eppure Geova non è mai intervenuto nelle Scritture Ebraiche dicendo a Satana: “Zittto tu, mentitore!” Invero il “possesso” di Satana riguardo al mondo è solo un possesso consistente nell’aver egli diffuso l’egoismo tra l’umanità, scaturigine di ogni cattiveria e quindi di aver contaminato con lo “spirito del mondo” le categorie mentali da cui l’umanità si lascia prevalentemente guidare. E’ completamente fuori luogo parlare di possesso dei beni terreni da parte di Satana che non può prelevare neanche un cent in banca.
12 Geova è l’Onnipotente Dio, il Creatore del meraviglioso universo. (Rivelazione 4:11) Eppure la Bibbia non dice mai che il governante di questo mondo sia Geova Dio o Gesù Cristo. Anzi, Gesù definì esplicitamente Satana “il governante di questo mondo”. (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11) La Bibbia lo definisce persino “l’iddio di questo sistema di cose”. (2 Corinti 4:3, 4) A proposito di questo oppositore, o Satana, l’apostolo Giovanni scrisse: “Tutto il mondo giace nel potere del malvagio”. — 1 Giovanni 5:19. Appunto, è una signoria delle menti, non dei beni materiali.
IN CHE MODO IL MONDO DI SATANA SARÀ ELIMINATO
13 Ogni anno il mondo diventa sempre più pericoloso. È piagato da eserciti in guerra, politici disonesti, capi religiosi ipocriti e criminali incalliti. Il mondo malvagio nel suo insieme è irriformabile. La Bibbia rivela che si avvicina il momento in cui Dio lo annienterà durante la guerra di Armaghedon. Questo spianerà la strada a un giusto nuovo mondo. — Rivelazione 16:14-16.
Niente affatto, la Bibbia, con Gesù Redentore ha immesso nel mondo un “già e non ancora” capace di far maturare tutta la “pasta”, grazie al prolungamento del “Corpo di cristo” che sono le sue membra, fino alla “piena statura del Cristo”. Che si avvicini il momento della fine, grazie al passare del tempo, è una cosa così lapalissiana che non occorre dirla. Andrebbe fatta l’esortazione a non perdere il proprio tempo, il kairòs della propria grazia, invece di augurarsi che presto venga meno il tempo per la conversione dell’umanità.
14 (…) Come vedremo più avanti, il Regno di Dio presto eliminerà tutti i governi del mondo e prenderà il loro posto. (Daniele 2:44) Allora il Regno di Dio porterà il Paradiso sulla terra.
Non porterà il paradiso sulla terra e non avverrà presto. I vari “presto, incombe, tra poco… ecc” geovisti sono diventati la barzelletta mondiale con tutte le date profetizzate e fallite. E il paradiso sulla terra è – lo abbiamo detto – un’elucubrazione funzionale del geovismo seconda maniera. Il CD ci vedeva meglio quando pensava che c’è solo la salvezza celeste. Anche se poi sbagliava assegnandola solo a 144.000 soggetti. |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Dom Mar 30, 2008 11:53 am | |
| 20.
UN NUOVO MONDO È VICINO!
15 La Bibbia ci assicura: “Secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia”. (2 Pietro 3:13; Isaia 65:17) A volte nella Bibbia l’espressione “la terra” indica gli abitanti della terra. (Genesi 11:1) Quindi la giusta “nuova terra” è la società umana che avrà l’approvazione di Dio.
"A volte...quindi"? Ma allora si potrebbe fare un ragionamento opposto: Se a volte nella Bibbia l’espressione “la terra” indica gli abitanti della terra, vuole dire che molte più volte indica il pianeta: quindi “nuovi cieli e nuova terra” indicano un mondo fisico ricostituito nella purezza originaria del preinquinamento. E saremmo fuori strada in entrambi i casi. I “quindi” facili sono ingannevoli! Se invece inquadriamo la promessa di Gesù come l’entrare in comunione con Dio, come lui ha promesso nell’ultima cena e dintorni, allora avremo che “nuovi cieli e nuova terra” saranno una metafora del Regno di Dio, un regno che, siccome è dei cieli e vi abita Gesù (con tanto di corpo spirituale direbbero i TG) non indica gli abitanti della terra ma la società dei beati in paradiso (paradiso cattolico, cioè celeste).
16 Gesù promise che nel futuro nuovo mondo quelli che sarebbero stati approvati da Dio avrebbero ricevuto il dono della “vita eterna”. (Marco 10:30) Aprite la Bibbia, leggete le parole di Gesù riportate in Giovanni 3:16 e 17:3 e notate cosa si deve fare per ottenere la vita eterna. Ora riflettete sulle benedizioni di cui godrà, secondo la Bibbia, chi sarà idoneo per ricevere questo meraviglioso dono di Dio nel futuro Paradiso terrestre.
La promessa è vera, ma da tutto l'insieme del Vangelo si capisce che non riguarda il nuovo mondo in un paradiso terrestre bensì l’altro mondo. Dicendo “vita eterna” si sottintende una vita eterna gloriosa, la partecipazione al “gaudio del tuo Signore”, vita di gioia estatica che in sostanza è l’unica degna di questo nome. Quella che in pratica voi riservate agli Unti (ma neanche perché è molto di più di quello che il geovismo riesce ad immaginare dal momento che ha di Dio un'idea molto piccola). Ma anche i dannati vivranno eternamente – è pure Gesù a garantirlo - e senza il “dono” della vita eterna ma con la sanzione di vivere eternamente lontani dall’Amore, così come loro hanno scelto liberamente.
17 Malvagità, guerra, criminalità e violenza finiranno. “Il malvagio non sarà più . . . Ma i mansueti stessi possederanno la terra”. (Salmo 37:10, 11) Ci sarà pace perché ‘Dio farà cessare le guerre fino all’estremità della terra’. (Salmo 46:9; Isaia 2:4) Allora “germoglierà il giusto, e l’abbondanza di pace finché non ci sia più la luna”, cioè per sempre. — Salmo 72:7.
Metafore, ancora metafore. Si tratta dello stile apocalittico che basta un’inezia ad obbligare di non prenderlo alla lettera. Si pensi a quel famoso “un terzo delle stelle del cielo precipitate sulla terra” di cui parla Apocalisse. Cosa possibilissima se si trattasse di lampadinette, financo di 1000 watt l’una, ma non certo se si tratta delle stelle così come sono!
18 Coloro che adorano Geova vivranno in tutta sicurezza. Nei tempi biblici, finché ubbidivano a Geova gli israeliti erano al sicuro. (Levitico 25:18, 19) Come sarà meraviglioso godere della stessa sicurezza nel Paradiso! — Isaia 32:18; Michea 4:4.
Qui si danno tre ipotesi: 1) o il CD preferisce “non dire certe cose ai nuovi interessati” (cf pag 173 del manuale della Sicula di Ministero teocratico”; 2) o non ha studiato bene il geovismo perché ignora che sulla terra paradisiaca la sicurezza non ci sarà mai, poiché “Geova potrà sempre comminare la pena di morte a possibili ribelli” (Rutherford); 3) o se lo ricorda benissimo ma teme che se lo dicesse terrorizzerebbe i nuovi pesci e si sentirebbe obiettare dai più logici: “Ma allora che senso ha, se tutto può ricominciare da capo come in una storia infinita?”
19 Non ci saranno più carestie. “Ci sarà abbondanza di grano sulla terra”(...) finché tutta la terra sarà bella e fertile come il giardino di Eden. E immancabilmente Dio ‘aprirà la sua mano e sazierà il desiderio di ogni vivente’. — Salmo 145:16. No che non lo sazierebbe, se fosse così. Non sazierebbe affatto il desiderio più profondo dell’essere umano. Quello già espresso dal salmista “io cerco il tuo volto Signore, mostrami il tuo volto” e da Filippo “Signore mostraci il Padre e ci basta”. La terra paradisiaca geovistica è una sorta di ipermercato gratuito ove ci sarà tutto fuorché ciò che più desidera la creatura: vedere il volto di suo Padre e di Gesù.
21 Ci sarà pace tra l’uomo e gli animali. Animali feroci e animali domestici pascoleranno insieme. Persino un bambino piccolo non avrà niente da temere da parte di animali che adesso sono pericolosi. — Isaia 11:6-9; 65:25.
Se questa non è una metafora c’è da dedurre che verranno cambiati gli stomaci e la dentatura ai carnivori e tolto il pungiglione a tutte le zanzare…
22 Le malattie spariranno.(...) Tutti quelli che sono morti e sono nella memoria di Dio saranno riportati in vita. In effetti “ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti”. — Atti 24:15; Giovanni 5:28, 29.
Attenzione, qui il CD non la dice tutta. Non dice che ci sono morti che non sono più neanche nella memoria di Dio; negando così a Dio la sua facoltà di onniscienza. La cosa non torna neanche se intende dire che Geova ricorda solo quelli che meriterebbero di essere risuscitati, perché il CD sa che ci sarà una resurrezione sia dei giusti che degli ingiusti, e quindi Geova deve ricordarsi assolutamente di ogni essere umano morto. Infine se intende dire che per “essere nella memoria di Geova” si allude solo ad un elenco di eletti che Geova ha già pre-giudicati come meritevoli di vivere in eterno a fronte di altri che non avendolo meritato non saranno affatto risuscitati, anche il tal caso il CD realizza un infortunio perché dimentica che ha insegnato che “la morte assolve da ogni peccato” e che quindi Geova dovrebbe risuscitare comunque tutti perché «contrariamente all’opinione comune, egli [Cristo giudice – ndr] non giudicherà le persone in base ai loro peccati passati… La Bibbia spiega che alla morte l’individuo è prosciolto o assolto da tutti i peccati commessi… i risuscitati saranno giudicati in base a quello che faranno durante il Giorno del Giudizio [il millennio sulla terra – ndr] non a quello che hanno fatto prima di morire.» (Potete vivere…, pag. 175). Quando uno le cose non le sa, si impastoia come un micetto nella lana!...
24 Quale avvenire meraviglioso attende coloro che decidono di imparare a conoscere e a servire il nostro grande Creatore, Geova Dio! Gesù si riferiva al futuro Paradiso sulla terra quando promise al malfattore che morì accanto a lui: “Tu sarai con me in Paradiso”. (Luca 23:43) È essenziale conoscere meglio Gesù Cristo, per mezzo del quale si realizzerà tutto questo.
Ah sì? E come mai lo avete capito solo dopo 50 anni di scrutamento delle Scritture? Come mai fino al 1935 il vostro Movimento non contemplava l’esistenza della terra paradisiaca per il malfattore suddetto & Co.? E come mai Gesù gli ha detto che sarebbe stato "con se" se Gesù sarebbe stato nel cielo e il peccatore nel nulla in attesa di Armaghedon e dopo di esso confinato sulla terra, cioè in un posto dove Gesù non sarà mai? |
|  | | Il dimissionario Admin
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| Oggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?" Dom Mar 30, 2008 11:55 am | |
| 21.
CAPITOLO QUATTRO (pag. 37-46)
Chi è Gesù Cristo? Che ruolo straordinario ha Gesù? Da dove veniva? Che tipo di persona era?
Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto) (…) 3 È importante conoscere la verità su Gesù. Perché? La Bibbia dice: “Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo”. (Giovanni 17:3) Sì, conoscere la verità su Geova Dio e Gesù Cristo può farci avere la vita eterna su una terra paradisiaca. (Giovanni 14:6) Attenzione Giovanni 14,6 dice che, rispondendo a Tommaso «Gesù gli disse : “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.» Non è un controllo inutile. Serve a verificare che di terra paradisiaca non se ne parla affatto in questo passo.
(…) Nel primo capitolo si è parlato della verità riguardo a Dio. Adesso vediamo cosa insegna realmente la Bibbia su Gesù Cristo.
“Realmente” eh? È la promessa di copertina che finora non ci ha mica convinti troppo. Ma andiamo avanti perché ci interessa davvero saperlo in questo mondo pieno di falsi profeti e di falsi fondatori di religioni. Sapete le religioni nel mondo sono la bellezza di 20.000 e in Italia, stando al Centro Studi Nuove Religioni, sono più di 600. (Cf CESNUR “Le religioni in Italia, ELLEDICI-VELAR, Leumann (TO), 2006)
IL MESSIA PROMESSO
8 (…)Ed ecco, ci fu una voce dai cieli che disse: ‘Questo è mio Figlio, il diletto, che io ho approvato’”. (Matteo 3:16, 17) Visto e udito ciò, Giovanni era sicuro che Gesù era stato mandato da Dio. (Giovanni 1:32-34) Quel giorno, nel momento in cui lo spirito di Dio, la sua forza attiva, fu versato su di lui, Gesù diventò il Messia o Cristo, il Condottiero e Re designato. — Isaia 55:4. Che lo “spirito di Dio”, nell’insieme della Bibbia consista anche in una energia speciale che Dio dà è ben attestato, ma che ogni volta che si incontra questo SPIRITO (ruah, in ebraico e pneuma in greco) si tratti sempre e solo di forza attiva questo è un partito preso. E’ precisamente uno dei ritornelli insistiti della WT, perché le preme demolire ogni prova biblica a favore della Trinità; e questo passo ove la Bibbia mostra il Figlio, lo Spirito e il Padre insieme è marcatamente trinitario. In realtà nella Bibbia troveremo che c’è anche uno “SPIRITO” particolare che pensa, intercede, comanda, guida, insegna e cose del genere, così che sarà ben difficile negarne la personalità. Che poi Gesù sia diventato Messia in quel momento direi che è una sottigliezza legata ai termini messia e cristo che significano entrambi “unto” il che sta per “consacrato”. Ma è chiaro che Gesù, avendo avuto una “esistenza preumana”, come dice il geovese, era messia nella sua persona sin dalla nascita.
DA DOVE VENIVA GESÙ? 10 (…) In molte occasioni Gesù stesso disse di essere vissuto in cielo prima di nascere come uomo. (Giovanni 3:13; 6:38, 62; 17:4, 5) In cielo, come creatura spirituale, Gesù aveva avuto un rapporto speciale con Geova.
Io penso che ci vorrebbe un po’ di pudore e prudenza prima di definire così gratuitamente Gesù “creatura” al mondo cristiano. Un mondo di quasi un miliardo e mezzo di persone che lo ritengono persona divina e perciò facente parte della Divinità increata ed eterna. Ma forse siamo di fronte a quelle mossette studiate dal CD per saggiare l’attenzione e la preparazione religiosa dei “pesci” a cui si offre la nuova esca.
11 Per Geova, Gesù è il Figlio più caro, e a ragione.
E qui non viene detto, ma lo si dovrebbe, che per la dottrina geovista si tratta di Figlio “putativo”, cioè considerato tale ma non reale, perché Geova non avrebbe generato alcun figlio. E gli angeli, sue creature, non sono propriamente parlando figli ma realtà che non partecipano della stessa natura del Creatore.
È definito “il primogenito di tutta la creazione”, perché è stato la prima creazione di Dio. (Colossesi 1:15) Qui bisogna fermarsi e porre attenzione. Confrontando con la versione CEI (che secondo le rassicurazioni di approccio che ogni proclamatore è invitato a ripetere dovrebbe essere una versione che va bene per supportare l’ideologia geovista) troviamo “generato prima di ogni creatura”, il che è un concetto diametralmente opposto a quello che la NM vuole inculcare. Gesù - o meglio il Figlio di Dio giacché nell’inno di Colossesi fino al v 17 si parla di lui e non del Gesù storico di cui si parlerà, dal 17 in poi, come “il capo del corpo, cioè della Chiesa” – questo Figlio non è presentato dalla mia Bibbia come la prima delle creature, come vorrebbe il CD dei TG, bensì come non creatura (perché lo si definisce generato e non creato e anche perché generato prima che la creazione ci fosse). Egli quindi è fuori di ogni creaturalità che, come vedremo proseguendo la lettura e come sappiamo da Giovanni 1, 3, è susseguente al suo esserci perché “tutte le cose son venute all’esistenza per mezzo di lui e senza di lui neppure una cosa è venuta all’esistenza.” (NM); tutta la creazione cioè nasce dalla sua attività congiunta con il Padre perché il Verbo/Logos/Figlio è da sempre “nel seno del Padre” (Gv 1,18 CEI, confusionariamente tradotto dalla NM con “nella posizione del seno presso il Padre”).
Ma qualcos’altro lo rende speciale: è l’“unigenito Figlio”. (Giovanni 3:16) Questo significa che Gesù è l’unico a essere stato creato direttamente da Dio.
Ma fino a prova contraria “unigenito” non significa questo, ma significa solo che Dio non ha generato altri Figli oltre a Lui.
È anche l’unico di cui Dio si sia servito per creare tutte le altre cose. (Colossesi 1:16) E’ interessante notare che questa dizione “altre cose” nella Bibbia geovista sia ripetuta ben cinque volte dal v 16 al v 20 di Colossesi e che in tutte e cinque le volte l’aggettivo “altre nell’originale greco non esiste. Cioè è incredibile – ma tremendamente istruttivo se si inquadra il modo di procedere della WT come ispirato alla BIG LIE! - constatare come il CD di Brooklyn proceda come se non fosse stato obiettato (ormai almeno da venti anni e ripetutamente) che nel testo sacro originale quella parola “altre” non esiste. Ricerche bereane hanno accertato anche che la WT ne è ben consapevole perché nella sua Bibbia pone quell’aggettivo tra parentesi quadre, e a pag. 7 della Bibbia con riferimenti si spiega che le parole tra parentesi quadre non fanno parte del testo sacro. Il fatto è che la WT sa anche che con quella aggiunta di “altre” si declassa il Figlio dalla sua divinità e, trasformato in creatura, seppur la prima tra tutte, lo si inserisce nel livello creaturale. Che questo sia l’intento esplicito lo si ricava da Ragioniamo che, citando il passo con tanto di “altre” senza le parentesi quadre, dichiara “Viene così indicato che anch’egli è un essere creato, parte della creazione di Dio”. (cf pag. 406) La sottrazione costante delle parentesi quadre, quando poi si citerà nei vari stampati geovisti questo passo di Colossesi completa la manovra che si configura come manipolazione testuale recidiva. Domanda interessante: con questi chiari di luna ci sarà ancora speranza di sapere “cosa insegna realmente la Bibbia su Gesù Cristo” seguendo questo testo geovista? Risposta, sì, se si segue la contestazione di tutte le deformazioni che segnaleremo; quindi alla verità ci si arriva lo stesso ma di riflesso e con l’aiuto del GRIS.
Inoltre Gesù è definito “la Parola”. (Giovanni 1:14) Questo ci fa capire che parlava per conto di Dio, trasmettendo agli altri figli, spirituali e umani, i messaggi e le istruzioni del Padre.
Che bello finiamo questo post con una battuta umoristica! Così, tanto per confrontarci, dato e non concesso che (come si dirà più avanti) che il Figlio di Dio in cielo non era altri che l’arcangelo Michele, la nostra teologia ci insegna che gli angeli, essendo puri spiriti non hanno corpo, e perciò devono comunicare tra loro in maniera telepatica. Non c’è bisogno di alcun “portavoce” di Dio soprannominato “la Parola” per consentire a Dio di trasmettere il Suo pensiero a tali Suoi “servitori”. |
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