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 Il bordeggiamento nelle dottrine dei TdG

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Dario Piraino
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MessaggioOggetto: Il bordeggiamento nelle dottrine dei TdG   Lun Feb 25, 2008 5:01 pm

La Dottrina

Studiato lo sviluppo storico, è ora il momento di affrontare direttamente le idee in sé. Dovendo analizzare l’aspetto escatologico eviteremo quanto non sia direttamente coinvolto, non tralasciando comunque alcuni temi chiave che sostengono l’intera visione del mondo Geovista.

Nella teologia cattolica si parla di analogia fidei per indicare l’interdipendenza di tutte le verità di fede. L’una è legata all’altra e incrinata una anche le altre ne subiscono danno. In modo analogo questo principio vale per l’insieme degli insegnamenti Geovisti. Questo principio risulta ancor più evidente quando si affronta l’escatologia e l’apocalittica. Ci sono poi dei paradigmi da tener sempre presente perché influenzano in profondità tutta la visione del mondo Geovista. Tuttavia di fronte alle continue variazioni di dottrina che il Geovismo mostra, sembra che l’analogia fidei sia una raffinatezza fuori luogo. Anzi proprio un non senso, anche perché sembrano generate non da un processo logico ed omogeneo di approfondimento, ma dalla semplice necessità di adattare la dottrina agli avvenimenti che via via accadendo smentiscono questa o quella visione.

Senza voler entrare nel merito e lasciando ad altri[136] di affrontare approfonditamente la questione, tratteremo il Geovismo allo stato attuale della dottrina considerandolo un tutto organico. Resta comunque vero che l’aspetto escatologico-apocalittico, con la prassi che ne deriva, sono una realtà omogenea.

Questo approccio alla dottrina Geovista ci svelerà, fin da subito, il suo tentativo di razionalizzare ogni aspetto della loro visione del mondo. Ridurre e semplificare ogni concetto per essere ragionevolmente compreso, esaustivamente compreso, anche dalla persona più semplice e meno acculturata. Questo riteniamo essere l’emblema più adatto al Geovismo come insieme e come singole dottrine.

La giustificazione razionale delle continue variazioni appare comunque necessaria alla mente di chiunque osservi. Infatti è impensabile che le verità rivelate da Dio possano variare nel tempo fino a contraddirsi più volte. Se Dio ha detto una Parola, quella Parola resterà immutabile come Lui, altrimenti o non è Parola di Dio oppure Dio… mente. Certo, quell’unica Parola potrà essere compresa sempre meglio dall’uomo; sia in se stessa che in riferimento a tutte le altre parole divine, sia in rapporto alla propria persona o alla situazione storica in cui vive, tuttavia non potrà mai contraddirsi. Se evolve, si svilupperà coerentemente. Il seme che diventa la conseguente pianta piena di fiori e di frutta è l’esempio classico e, nel medesimo tempo, il più immediato che si possa fare, ma non è il più esatto. Contrariamente al Mormonismo che risolve il problema con la tesi di una rivelazione divina che continua tuttora[137], il Geovismo dichiara che Dio ha già svelato tutto quello che voleva e doveva svelare fino al giorno dell’inizio del mondo nuovo. Dopo ci saranno nuove rivelazioni[138]. Per il momento, no. Tuttavia, secondo il Geovismo, la comprensione della scrittura divina è progressiva per gli uomini e diventa tanto più chiara quanto più ci si avvicina alla fine di questo sistema di cose. È talmente progressiva che può smentirsi da sé più e più volte senza cessare, in ogni momento, d’essere Parola di Dio e come tale, in ogni variazione, deve essere con tutta umiltà accolta, creduta e vissuta[139]. Comunque ciò che muta non è la Parola di Dio, bensì la sua comprensione da parte degli uomini.

Il Bordeggiamento

La dottrina geovista evolve, si modifica, cambia continuamente fino a contraddirsi. In che modo allora il Geovismo giustifica queste variazioni molteplici, senza mai appellarsi alla rivelazione continua come i Mormoni? Usa l’idea del bordeggiamento. Fa l’esempio della tecnica marinara usata dalle barche a vela per navigare contro vento. Come le barche bordeggiano, prendono il vento prima da un lato della barca e poi rigirandosi lo prendono dall’altro lato e così, zizzagando continuamente un po’ a destra e poi un po’ a sinistra, avanzano nella direzione voluta, allo stesso modo farebbe il Geovismo nei confronti della Parola di Dio. Cioè sul medesimo argomento prima si dà una versione e poi un’altra e un’altra ancora, fino ad arrivare a una soluzione che risolva tutti i problemi del caso. Lo spiegano così: «Si potrebbe dire che questi aggiustamenti seguano un principio che spesso è risultato valido nel progresso della verità scientifica. In breve funzionerebbe così: dapprima viene presentato un argomento che è sottoposto a discussione. Sembra avere grandi possibilità di chiarire molte cose o nel campo delle applicazioni pratiche. Ma poi col tempo si nota che ha certi difetti o lacune. Allora si tende ad adottare un argomento diametralmente opposto. In seguito si riscontra che nemmeno quella posizione rappresenta l’intera verità e allora si giunge a una combinazione dei punti validi di entrambe le posizioni. Questo principio si è più volte applicato in relazione all’adempimento di Proverbi 4,18: “La strada dei giusti è come la luce dell’alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio”. E una nota a piè di pagina specifica: Il suddetto principio è stato così definito: tesi (proposizione), antitesi (proposizione opposta) e sintesi (una conciliazione o combinazione delle due)»[140].

È interessante questa serie di affermazioni perché dopo aver combattuto in ogni modo le filosofie umane e accusato la cristianità d’averle introdotte nella purezza evangelica inquinandola in maniera radicale[141], entra all’improvviso nella visione Geovista anche un po’ di filosofia hegeliana.

Il bordeggiamento non è limitato a qualche aspetto della dottrina, ad esempio l’escatologia o l’apocalittica, ma coinvolge l’insieme stesso della visione del mondo Geovista. «La progressiva luce della verità riguarda un’ampia gamma di aspetti. C’è un perfezionamento nell’intendimento di dottrine, profezie, condotta e incarico dei cristiani, significato delle parabole di Gesù, corretta organizzazione delle congregazioni, e così via»[142]. È come dire che il bordeggiamento può sempre modificare ogni e qualsiasi aspetto della dottrina. La conseguenza logica è che nessun punto della dottrina geovista è definibile: variazioni sostanziali possono sempre intervenire. In base a questo principio Gesù prima è stato fatto ritornare nel 1874 e poi rimandato al 1914. La resurrezione spirituale dei 144.000 predestinati al Cielo prima è stata fissata nel 1881 e poi è stata spostata nel 1918. Cosi la fine di questo sistema di cose è stata attesa prima nel 1914, poi nel 1918 quindi nel 1925 per rimandarla ancora al 1975 e fermarsi per ora ad una data non precisata. Per il medesimo principio la questione dei trapianti di organi umani fu lasciata alla decisione personale del singolo Testimone di Geova fino al 15 marzo 1968[143]; da questa data i trapianti di organi furono considerati cannibalismo e quindi vietati. Dal 1 settembre 1980[144] il trapianto è tornato alla libera decisione personale. Simili casi di mutazione sono ormai così numerosi che non si contano più[145]. Il bordeggiamento permette al Geovismo di cambiare dottrina in ogni momento.

Questo significa allora che non si può descrivere il loro escatologismo? Certamente no. Se nella Torre di Guardia del 15 agosto 2002 viene suggerito di dedicare un po’ di tempo alla lettura del libro Ragioniamo facendo uso delle scritture del 1985; se nella Torre di Guardia del 1° ottobre 2002 viene usato il testo Rivelazione: il grandioso culmine è vicino! del 1988; se nella Torre di Guardia del 1° dicembre 2002 viene consigliata la lettura del libro La conoscenza che conduce alla vita eterna del 1995; ciò significa che, salvo le modifiche successive, questi testi contengono tesi tutt’ora valide e sostenute. Ribadiamo che il richiamo a questi volumi non sono note a piè di pagina, ma suggerimenti di studio e approfondimento ufficialmente dichiarati. Per questo motivo, secondo noi restano, insieme ad altri, utilizzabili.

Confrontando la tesi del bordeggiamento geovista con quella della rivelazione progressiva dei Mormoni[146] viene da domandarsi se, al di là della terminologia usata, c’è qualche differenza di sostanza. Di fatto no! Il Mormonismo è semplicemente più chiaro. Le conclusioni sono infatti le stesse. Ad una rivelazione conclusa con la morte dell’ultimo apostolo, i Mormoni aggiungono anche il “libro di Mormon”. E questa è la differenza sostanziale. Ma fissata questa differenza, da questo punto in poi le conclusioni sono uguali. Nel Mormonismo il Presidente-Profeta, di quando in quando, aggiunge o toglie qualcosa nella dottrina – tipico il caso della poligamia. Nel Geovismo il Corpo Direttivo aggiunge o toglie, di quando in quando, elementi di dottrina e altro con l’argomento del bordeggiamento. Ad esempio lo spostamento delle date del secondo avvento o la problematica legata all’uso terapeutico del sangue. Ciò che da una parte si chiama rivelazione progressiva, nell’altra si chiama bordeggiamento. La conclusione è che di fatto, con il bordeggiamento, il Geovismo, vive l’idea di una rivelazione progressiva.

Il materialismo Geovista

Il Geovismo sa distinguere tra materia e spirito? Riesce a concepire qualcosa che non sia legato a peso, misura, dimensioni?

Leggendo certi testi del Geovismo risulta evidente che il fondamento ultimo di questa religione, al di là dei termini usati, è il materialismo. O almeno così sembra di dover concludere. L’esempio del seguente brano, proprio per la sua importanza, costringe a certe conseguenze: «Non esiste intelligenza senza una mente. E sappiamo che se c’è una mente ci deve essere un cervello in un corpo di forma ben definita. La grande mente che ha creato ogni cosa appartiene a quella grande Persona che è l’Iddio Onnipotente. Anche se non ha un corpo materiale ne ha uno spirituale»[147]. Leggendo questo righe la memoria corre ad un passo quasi il parallelo di sant’Agostino quando, ancora manicheo, si lamentava con se stesso: «Io, che nella mia ignoranza non solo gli attribuivo [a Dio] una sostanza, ma una sostanza corporea, essendo incapace di pensare persino lo spirito privo di un corpo, sottile, che però si diffondesse nello spazio»[148]. Il Geovismo si muove sullo stesso piano. Se qui si parla di “corpo di forma ben definita” applicato a Dio, anche pensare una qualsiasi realtà fuori dalle coordinate spazio-tempo gli è impossibile. «Il nostro Dio, Geova, è infinito nel tempo, come indica la ragione. Gli scienziati dicono che l’universo ha migliaia di milioni di anni»[149]. Perciò il Creatore dell’universo coesiste con lo spazio e il tempo. Non è al di là del tempo e dello spazio. È intrappolato da queste coordinate. Si potrebbe aggiungere che è per essenza sottomesso a queste coordinate. Come se queste coordinate dessero valore anche a Geova. Certamente il termine “spirituale” viene usato, ma sempre come se avesse uno spessore materiale. Materia più o meno sottile, ma sempre materia. E quando i Testimoni di Geova devono parlare dello Spirito Santo – non potendo dargli un corpo spirituale, altrimenti, secondo il loro modo di ragionare, dovrebbero dire che è Persona – affermano che esso è la “forza attiva” di Geova: cioè qualcosa di quantificabile come la materia. Ci si può domandare se i singoli Testimoni di Geova si rendono conto di questa manifesta incongruenza. Domanda importante, ma a cui non è possibile rispondere perché coinvolge anche il Corpo Direttivo e i passati presidenti della Società. E qui entra in gioco la buona fede. Certo resta un forte dubbio leggendo affermazioni come questa di Rutherford: «la grandezza come dimensione di altre stelle o pianeti diventa piccola cosa quando viene comparata coll’importanza delle Pleiadi perché in queste si trova il luogo dell’eterno trono di Dio»[150]. E anche la seguente del 1971 in cui la Società Torre di Guardia scriveva: «Gli angeli possono inoltre viaggiare a enorme velocità, superando di gran lunga i limiti del mondo fisico. Infatti quando Daniele pregava, Dio inviò un angelo in risposta alla sua preghiera; e l’angelo arrivò in pochi attimi, ancor prima che la preghiera fosse conclusa»[151]. Oppure, sempre nello stesso testo di approfondimento, si afferma che «… [il reame [dell’Altissimo] non [è] regolato da norme o dimensioni umane»[152], lasciando intendere che si tratti di un universo paramateriale parallelo. In ogni caso quando i Testimoni di Geova parlano di “corpo spirituale” o anche “vita spirituale”, bisognerebbe tradurre «corpo dell’universo parallelo dove vive l’Altissimo, vita dell’universo parallelo», ecc. Sempre sono legati a qualche forma di spazio e a qualche forma di tempo. È vero che oggi sembrano più prudenti, almeno su alcuni punti, ma la sostanza resta intatta. Perciò la domanda iniziale esige una risposta negativa. Questo non significa però che in futuro anche questa impostazione subisca un drammatico bordeggiamento.

Di Ernesto Zucchini

[136] In particolare cfr.: Aveta Achille, Un’ideologia che logora: I Testimoni di Geova, Edizioni Dehoniane Roma, Roma, 1990; Giovanni Marinelli, I Testimoni di Geova III ed., Pro Manuscripto, Ferrara, 1988; Lorenzo Minuti, (GRIS di Roma), I testimoni di Geova non hanno la Bibbia, cit.

[137] Cfr. Bruce R. Mc Conkie, Mormon Doctrine, 2a ed., Bookeraft, Salt Lake City, 1966, alla voce Revelation, pp. 643-650.

[138] Cfr. Babilonia la grande è caduta! Il Regno di Dio domina!, Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., 1967, p. 206.

[139] Su tutta la questione cfr. «La luce ha brillato per i giusti», in La Torre di Guardia, 1 giugno 1982, pp. 16-31.

[140] Cfr. «Il sentiero dei giusti risplende sempre più», in La Torre di Guardia, 1 giugno 1982, pp. 28-29. Corsivi e parentesi sono nel testo.

[141] Cfr. Ragioniamo facendo uso delle scritture, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, Brooklyn, New York, 1985, alla voce Filosofia, pp. 151-154.

[142] Ibid p. 26.

[143] Cfr. La Torre di Guardia, 15 marzo 1968, p. 190.

[144] Cfr. «Domande dei lettori», in La Torre di Guardia, 1 settembre 1980, p. 31.

[145] Tutta una serie di variazione sono presenti ad esempio in Achille Aveta, Analisi di una setta: i Testimoni di Geova, cit., pp. 65 - 68; Cfr. «Un tempo di prova e vagliatura», Torre di Guardia, 15 giugno1987, pp. 15-20.

[146] Alain Gillette, Les Mormons théocrates du désert, Desclée de Brouwer, Paris, 1985, pp. 17-19.

[147] Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, Watchtower Bible and Tract Society of Pennsylvania, New York, 1982, p. 44.

[148] Sant’Agostino, Le Confessioni (VII,5,12.22), Città Nuova Editrice, Roma, 2000, p. 137.

[149] Come trovare la felicità, Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma, 1989, p. 38.

[150] J.F. Rutherford, Riconciliazione, Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc,, Brooklyn, New York, 1928, p. 14. Questa strana affermazione, peraltro non del solo Rutherford, è stata in seguito tacitamente abbandonata assieme ad altri scomodi lasciti dei primi tempi della Società.

[151] Ausiliario per capire la Bibbia, Watchtower Bible and Tract Society of Pennsylvania, New York, 1971 (ed. italiana 1981), alla voce Angelo, p. 67.

[152] Ibid., alla voce Ascensione, p. 114.
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