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 L'ANTICRISTO

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Dario Piraino
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:46 pm

Condanno il cristianesimo, levo contro la Chiesa cristiana l'accusa più spaventosa che mai sia uscita dalla bocca di un accusatore...La Chiesa cristiana, con la sua depravazione, non lasciò nulla d'intatto, essa ha fatto di ogni valore un non-valore, di ogni verità una menzogna, d'ogni rettitudine un'infamia dell'anima...Io chiamo il cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, occulto, sotterraneo, piccino – io lo chiamo unico imperituro marchio d'abominio dell'umanità...
“E noi compiamo il tempo a partire dal dies nefastus con cui questa calamità principiò – dal primo giorno del cristianesimo! - Perché non piuttosto del suo ultimo? - Da oggi – trasvalutazione di tutti i valori...” (62). Come si può notare in questo modo tutto il discorso sul cristianesimo storico Nietzsche si oppone con tutta la sua potente forza dialettica al cristianesimo col suo antivangelo, col suo “Dionisio crocifisso”. Osservando le numerose espressioni nietzscheane contro il cristianesimo storico, considerandolo un inganno, i tdG ne hanno accolto tutto il suo spirito e le loro espressioni, come abbiamo visto, si armonizzano con alcuni scritti di Nietzsche, con la differenza che egli alla fine dimostra un cedimento significativo, sul quale invito i tdG a riflettere, come si può osservare in “Così parlò Zaratustra” nel capitolo il “Mago”, che sotto alcune forme evoca quello di Giobbe, così si esprime: “Ecco che ora è fuggito, - il mio unico compagno, - il mio grande nemico – il mio Sconosciuto, - il mio carnefice – Dio!... - No! - Torna indietro! - con tutti i tuoi martiri! - Oh torna indietro – all'ultimo dei solitari! - Scorrono le mie lacrime – tutte verso di te! E la mia ultima – fiamma del cuore arde verso te! - Oh torna indietro, - mio sconosciuto Iddio, mio dolore! - ultimo mio bene!...”. Ecco dove approdano tutte le sue contraddizioni, tutte le sue invettive sul cristianesimo e su Dio. In un certo senso le critiche sul cristianesimo, operate da Nietzsche, possono essere giustificate considerato il manierismo della Chiesa, specialmente quello del suo tempo, degli uomini che lo rappresentavano, senza analizzare criticamente il messaggio cristiano, che la Chiesa aveva tramandato. I tdG cadono nello stesso errore quando si soffermano sugli errori morali degli uomini che ci hanno tramandato la verità evangelica che, come dirà L. Tolstoj, ci fu tramandata in un “sacco di immondizie” e dobbiamo “ringraziare” quelli che l'hanno tramandata. Per loro tutto ciò che viene proposto come insegnamento da parte della Chiesa tradizionale, costituisce tutta una menzogna, un inganno ispirato dal grande nemico satana, ai danni del mondo, una “maledizione”. Un cammino questo che sarà percorso dai tdG per spiegare che la Chiesa cristiana è una tipologia di cristianesimo solo apparente in realtà apostata, una maledizione per il mondo. Come si può constatare, non siamo molto distanti dal discorso di Nietzsche.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:47 pm

LE VITTIME DELLA “GUERRA SANTA DI GEOVA” !

Chi conosce il discorso del CD non si sorprenderà nel leggere anche, in uno dei libri recenti “Viviamo avendo in mente il giorno di Geova” il delirio apocalittico di sempre sin dal suo fondatore T. C. Russell che fra tutte le condanne ivi espresse da parte di Dio vi è pure la morte di innocenti bambini per la sola colpa di essere figli di persone che rifiutano il messaggio del CD che viene chiamato la buona notizia del paradiso terrestre. Ciò è pure evidente come ci informa la TG del 15-12, 2003 a pag. 18, dove si afferma che “saranno pochi “ quelli che sopravvivranno nell’imminente tribolazione” dai cui calcoli, fatti a pag. 15, paragonati all’evento noetico di 120 anni di sopportazione divina, termineranno nel 2034 calcolando dal 1914 dall’insediamento di Gesù Cristo nel Regno di Dio. Col dire “colpire i bambini” il CD fa di Dio un assassino. E' il peggiore volto dell'anticristo, una dottrina che odora davvero di zolfo. Marcione viene incoraggiato a inorridire ancora di più al suo rifiuto di escludere dal suo canone il VT.
Quest'altro insegnamento anticristiano, appunto, è quello di credere, con l'appoggio del VT, la morte degli innocenti bambini, perché figli degli “increduli,” che avverrà a “breve” scadenza. A causa di un padre assassino, andrà in prigione anche il figlio minorenne innocente! A questo riguardo non sorprende la lettura di un libro recente “Viviamo avendo in mente il giorno di Geova”(2006), un titolo che crea la paura pensando al giudizio avverso di Dio nel giorno di Armaghedon. Si tratta del solito materiale trito e ritrito dai toni violenti nei confronti di coloro che non si attengono all'insegnamento. E' evidente che l'amore verso Dio si fonda su quello che succederà “tra breve”.
Ecco la sentenza geovista dopo aver citato Malachia 4: 1: “Nel giorno della resa dei conti i bambini (i rami) subiranno giustamente il trattamento riservato da Geova ai loro genitori (le radici) che sono responsabili dei loro figli. (Isaia 37: 31). Dal modo in cui vivono i genitori può dipendere il futuro dei figli sia in bene sia in male. (Osea 13: 10). Se noi (la radice) non conserviamo una buona relazione con Geova, cosa accadrebbe ai nostri bambini nel giorno del suo furore? (Sofonia 1: 14-18; Efesini 6: 4; Filippesi 2: 12). Viceversa i nostri fedeli sforzi per aver l'approvazione di Dio potranno giovare ai nostri figli. - I Corinti, 7: 14” (pagg. 131, 132). Fuori della Sala del Regno non c'è vita né salvezza, ma solo morte, a detta del loro insegnamento.
I prototipi della guerra di Armaghedon sono presi dalle vicende storiche del VT. Secondo la loro visione quelle guerre la rappresenterebbero in tutta la sua drammaticità. Per rendersi conto di questo basta leggere i loro scritti i quali si esprimono con una violenza tale che non ha l'eguale.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:48 pm

La guerra di Geova “la virile persona di guerra” che viene invocata come guerra giusta e santa per i tdG la guerra di Armaghedon costituirebbe da parte di Dio un atto di amore. Ed essi dicono che è una guerra molto diversa da quella combattuta dagli uomini: “Non è piacevole lo sterminio di esseri umani, tuttavia dobbiamo ricordare che le guerre di Dio (come quelle combattute nel VT - ndr) non sono meschini conflitti umani. I capi militari e politici possono cercare di attribuire nobili motivi alle loro organizzazioni, ma le guerre umane sono invariabilmente contrassegnate da avidità ed egoismo”. Quindi, al di là del fatto che la guerra è sempre drammatica e regge sul dolore, gli alleati che hanno liberato l'Europa dalle nefaste orde naziste e che hanno liberato anche i tdG dai campi di concentramento, l'avrebbero fatto per egoismo e avidità, questo secondo loro! Anche se a volte certe guerre siano viste come giuste, per esempio quando una nazione viene invasa dai nemici e deve difendersi dall'invasore, purtroppo hanno sempre i loro tragici risvolti negativi. Le guerre purtroppo sono tutte nefaste, peggio ancora anche quelle che vengono attribuite a Geova come guerre giuste secondo il credo dei tdG, perché proprio a soffrire in questi momenti tragici sono sempre le persone innocenti, specialmente i bambini che non c'entrano proprio nulla con le beghe degli adulti. Si osservi il fatto che il popolo santo dell'AT conquistò la terra di Canaan, una terra che non era la loro. Nel conquistarla sottoposero a ferro e fuoco tutta la regione: “E vuotarono tutto ciò che era nella città, dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio e al toro e alla pecora e all'asino, alla distruzione col taglio della spada... E bruciarono con il fuoco la città e tutto ciò che era in essa. Solo l'argento e l'oro e gli oggetti di rame e di ferro diedero al tesoro della casa di Geova (Gios 6: 21 – 24. Vedere anche Deut 3: 3-7, TNM). Sono questi i nobili motivi? Sono queste le guerre senza egoismi? Che muoiano pure tutti, quello che conta è il bottino delle cose preziose per metterle nella casa di Geova! Questo rappresenta anche ciò che avverrà dopo Armaghedon; i soli tdG sopravvissuti, si approprieranno del bottino di guerra! Domando ai tdG: questo comportamento è da attribuirsi davvero a Dio che è amore? Non è questo insultare la Divinità? Se Dio ha dotato le sue creature di profondi sentimenti, specialmente dell'amore viscerale che troviamo nella madre la quale ama senza chiedersi il perché anche quando il comportamento del figlio potrebbe essere disordinato e crudele, può essere da meno Dio, il Creatore di questi sentimenti?
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:49 pm

Raab la meretrice, presa come esempio di fedeltà dai tdG, quale collaborazionista con il nemico, scampa il massacro assieme alla sua famiglia, proprio come avviene in tutte le guerre per chi collabora con l'invasore, che spesso ottiene favori speciali. Perciò, all'inizio, non fu la fede in Geova a salvare questa donna, ma la paura del massacro da parte dell'esercito invasore al prezzo del tradimento del suo popolo. Evidentemente, in seguito, ci fu una conversione al Dio degli ebrei, come ci spiega l'Apostolo Paolo, nella Lettera agli Ebrei al capitolo 11. Non si può coinvolgere Dio nelle vicende umane perché questo è blasfemo. Ma i tdG dicono che si trattava di guerre sante: “Benché sia un Dio di amore Geova è anche un Dio di santità, giustizia e diritto: A volte queste qualità lo costringono a usare la sua potenza distruttiva (Isaia 59: 15 – 19; Luca 18: 7). Perciò, quando combatte, Dio non macchia la sua santità, anzi combatte perché è santo. - Esodo 39: 30”. Si noti la frase: “Dio è costretto”! Da questo discorso è evidente che vedono Dio soggetto alle passioni umane. Si noti anche la frase: “Egli combatte perché è santo”.
Quindi, secondo i tdG, Dio uccide le sue creature con santità! E' davvero una bestemmia! Non c'è da meravigliarsi quando dicono che Dio è dotato di sensi umani. In questo modo Dio si santifica massacrando donne, bambini e vecchi innocenti comprese le bestie. Dio farà sì giustizia, ma non certo macchiandosi di crimini fossero anche contro i suoi nemici. Dio salva per principio. Gesù, che è il volto umano di Dio, insegnò ad amare il nemico e di sopperire ai suoi bisogni., in quanto Dio è amore e l'amore fa parte proprio della giustizia di Dio. Ma i tdG replicano che Dio non uccide “indiscriminatamente”, infatti fa “la conta”(!) come nel seguente caso: “Noi testimoni di Geova possiamo aspettarci questa protezione (come nel caso di Raab e la sua famiglia, ndr) come gruppo” ( in corsivo nel testo). ...durante la veniente” battaglia di Armaghedon tutto il resto invece viene votato alla morte eterna da parte della “potente persona di guerra” Geova! (Accostiamoci a Geova, 2002, pagg. 57 – 73).
Questo è solo un piccolo saggio di ciò che si trova nelle migliaia di stampati diffuse in tutte le nazioni. Strumentalizzando le guerre del VT per spiegare la guerra santa di Geova, ad Armaghedon l'intera terra diverrà un immenso campo di sterminio, un immenso forno crematoio. Dio che è amore farà davvero tutto questo? Essi rispondono che Dio Geova non si santifica soltanto in questo modo, ma anche vietando le trasfusioni di sangue per le quali molti tdG sono morti, specialmente bambini di padri e di madri tdG.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:51 pm

Il divieto delle trasfusioni di sangue: Bambini immolati al Dio “Geova”!

Come i Cananei che sacrificavano i loro figli al loro dio nel fuoco, alla stessa maniera i tdG, spinti da un'errata interpretazione della storia del popolo di Israele, sacrificano i loro figli minorenni sull'altare del Dio Geova con il divieto delle trasfusioni di sangue, quando se ne presenta la necessità: “Il comando di astenersi dal sangue intende le trasfusioni? Sì... un cristiano infrangerebbe la legge di Dio solo per vivere un po' più a lungo in questo sistema di cose? … se infrangessimo le leggi di Dio per preservare la vita attuale rischieremmo di perdere la vita eterna...” (Cosa insegna realmente la Bibbia, 2005, pag. 130). Quindi secondo loro in Atti capitolo 15 il decreto apostolico proibirebbe le trasfusioni di sangue. Strano che alla medicina sia sfuggita nel XX secolo una cosa del genere così importante! Se il genitore tdG che si permettesse di allungare la vita del proprio figlio minore con la trasfusione di sangue, quando le terapie alternative sono insufficienti, il consiglio degli anziani lo disassocerebbero in quanto la volontà del CD è volontà di Geova, sicché in questo modo, sia il genitore che il figlio, a causa della loro condotta peccaminosa, sarebbero esclusi dal dono della vita, condannati a morte secondo la legge della retribuzione del VT. E' un'interpretazione questa che fa di Dio un infanticida alla stessa maniera del dio cananeo. Eppure nel VT si narra l'episodio in cui Dio, in un caso di emergenza, concesse, pur disapprovando l'atto, di mangiare la carne con il suo sangue: “...e il popolo era molto stanco. E il popolo si lanciava avidamente sulle spoglie e prendeva pecore e bovini e vitelli e le scannava per terra e il popolo si mise a mangiare insieme al sangue.” (I Sam 14: 31 – 34, TNM). Imparino i tdG da questo episodio! Evidentemente Dio tenne conto delle necessità in cui versava il popolo e non applicò le sanzioni capitali secondo Levitico 17: 10 (TNM) per i violatori.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:52 pm

Un episodio analogo ce lo provvede lo stesso Maestro quando ci spiega che Davide e i suoi compagni trovandosi in difficoltà molto serie, presi dai morsi della fame, mangiarono: “nella casa di Dio i pani di presentazione che non era loro permesso, ma solo ai sacerdoti.” (Matt 12: 3,4) e non furono puniti. Perché il CD in nome di Dio vieta ai suoi membri le trasfusioni di sangue, specialmente ai bambini in caso di necessità che è molto più pericoloso per la vita che essere colti dalla fame?
Ma che cosa c'entrano le trasfusioni di sangue con il cibarsi del sangue animale vietato nel VT e in seguito incluso nel decreto apostolico in Atti 15 per rispetto verso i giudeo-cristiani? La trasfusione di sangue è una terapia come quella delle vaccinazioni o dei trapianti di organi che a suo tempo, quando erano vietate, portarono alla morte diversi tdG. Perché poi si decise in seguito alla libera coscienza di ciascun tdG? A chi si deve attribuire la responsabilità di quei morti? Con quale autorità si cambiano le regole? Non è una bestemmia coinvolgere Dio nelle decisioni umane? Non è anche questo un volto dell'anticristo? Mettere accanto questo comportamento anticristiano con le parole di Gesù: “Chi perde la sua vita per amore mio la riceverà” è davvero insensato. Tra i comandamenti di Gesù non vi è traccia che riguarda il divieto di nutrirsi di sangue sia nei riguardi dei suoi fratelli ebrei e dei gentili con i quali egli ha avuto contatti, ma al contrario disse: “Non ciò che entra nella bocca contamina l'uomo; ma ciò che esce dalla sua bocca, questo contamina l'uomo...Non capite che tutto (perché non ad eccezione del sangue?) ciò che entra nella bocca passa per gli intestini e va a finire nella fogna?” (Matt 15: 11,17,18 TNM). Ed è proprio in relazione alla legge del VT che Gesù dirà nei suoi discorsi: “Vi fu detto, io invece vi dico”, cambiando in questo modo radicalmente la fede dell'ebreo che si convertiva a Lui quale vero Messia promesso. Credo sarebbe saggio da parte del CD di lasciare alla coscienza di ciascun tdG se accettare o no la trasfusione di sangue come nel caso delle vaccinazioni e dei trapianti di organi un tempo proibiti. E' davvero doloroso osservare la persona tdG padre o madre del minore di assumersi la responsabilità di decidere la vita o la morte del proprio figlio minore a causa di una norma facente parte della legge mosaica superata dalla morte di Cristo. E' il documento che Dio: “lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce...Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o bevande, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati: tutte queste cose che sono ombra delle future; ma la realtà invece è Cristo!” (Col. 2: 15, 16). Il vero cristiano non vive all'ombra del V.T.!
Però i tdG insistono sul fatto che comunque in Atti degli Apostoli cap. 15 viene dichiarato dal consiglio degli apostoli, con l'assistenza dello Spirito Santo di “astenersi dal sangue” usato come trasfusione di sangue. Dunque astenersi dal sangue, secondo la loro concezione, è uguale ad astenersi dalla trasfusione. Mentre si può vivere benissimo senza cibarsi di sangue, non si può sopravvivere senza trasfusioni quando la necessità lo impone in nome di una norma che ha fatto il suo tempo e che esula pure dal campo medico.
Con l'entrata dei pagani nella comunità cristiana, che all'inizio si componeva solo dei giudeo-cristiani, sorse il problema se la legge di Mosè doveva essere imposta ai neo convertiti provenienti dalle nazioni. Ne nacque un forte dissenso tra quelli che erano favorevoli all'osservanza della legge e quelli invece favorevoli a lasciare liberi dalla legge i neoconvertiti delle nazioni: “ordunque, perché mettere Dio alla prova, ponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri antenati né noi siamo stati capaci di portare? (At.15:10, TNM).
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:53 pm

Il contrasto divideva la comunità e il dissenso tanto profondo minacciava una scissione vera e propria della prima comunità. Per la pace della Chiesa si giunse così ad un compromesso, cioè quello di far osservare agli etno-cristiani un minimo della legge che aveva solo valore temporaneo allo scopo di mantenere l'unità che la discussione da parte dei giudeo-cristiani aveva minacciato. Che la norma del Concilio di Gerusalemme avesse solo valore temporaneo lo si comprende dalla Prima ai Corinti, cap. 8 e 10 dove Paolo, ispirato da Dio, permette ai cristiani di mangiare la carne sacrificata agli idoli. Questo è il risultato della raggiunta conoscenza, cioè la capacità di distinguere il bene dal male, che il problema sollevato a suo tempo dai giudeo-cristiani non era ancora raggiunto. Circa il sangue o la carne sacrificati agli idoli, da questo momento non aveva più senso, ma che purtroppo evidentemente permaneva ancora per qualcuno il problema che per sua coscienza non era corretto cibarsi della carne sacrificata agli idoli. Il cristiano maturo viene avvertito da Paolo di fare attenzione alla coscienza del debole.

L'Apostolo spiega: “Quanto dunque il mangiare la carne immolata agli idoli noi sappiamo che non esiste nessun idolo al mondo e che non c'è che un solo Dio (8:4). Quello che Paolo rimprovera a coloro che avevano la conoscenza, non si trattava del fatto che si cibavano delle carni offerte agli idoli, si trattasse anche di entrare in un tempio pagano per mangiare, ma la mancanza di sensibilità che il gesto poteva essere dannoso per chi aveva una coscienza debole e così essere indotto a peccare di idolatria: “Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli”. La cosa sbagliata di questi fratelli dalla coscienza forte, prendendosi la libertà concessa da Paolo di mangiare la carne sacrificata agli idoli, in presenza dei deboli, poteva essere motivata dal desiderio o anche dal pretendere in questo modo, di edificare i deboli che ancora non avevano raggiunto la conoscenza. In realtà il debole che credeva che mangiare la carne proveniente da un sacrificio significasse avere comunione con esso, poteva essere indotto a mangiare e così nel suo cuore commettere idolatria: “Ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto” (8: 10, 11). Ed è proprio su questo presupposto che alla fine l'Apostolo conclude dicendo: “Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò più carne, per non dare scandalo al mio fratello”. (8: 13)

I tdG sbagliano quando dicono che la carne venduta al mercato, proveniente da un sacrificio idolatrico: <> (Perspicacia). Se il debole nella fede avesse creduto che al mercato le carni immolate agli idoli avessero perduto ogni carattere sacro, che bisogno c'era allora di scandalizzarsi nel vedere il fratello cibarsi di quella carne? Per il cristiano che aveva la scienza, la carne sacrificata agli idoli non era sacra neppure nel tempio e che quindi si riteneva giustificato di mangiarla pure nel tempio in quanto l'idolo non è nulla.(8: 10). Per il fratello debole, che proveniva da un sacrificio pagano, conservava la sua sacralità anche fuori dal tempio nelle macellerie e, se aveva avuto contatto con i demoni, era carne contaminata: “Che cosa dunque intendo dire che la carne sacrificata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti ai demoni e non a Dio” (10: 19-22). Paolo si preoccupa di avvertire i Corinti del pericolo che correvano di partecipare alle cerimonie religiose pagane nelle quali, nel mangiare il sacrificio offerto voleva dire avere comunione con i demoni. Così le due cerimonie, l'Eucaristia e il banchetto sacrificale idolatrico si escludevano a vicenda. Pertanto il debole che considerava la carne che si vendeva al mercato, quella proveniente dal sacrificio idolatrico, nutrirsi di essa significava avere comunione con l'idolo. Osservando il forte che aveva conoscenza, cibarsi di questa carne poteva pensare che non ci fosse nessun peccato avere comunione con l'idolo. Da questo pericolo il fratello che aveva debolezza nella fede doveva essere protetto dal commettere il peccato di idolatria. Ecco perché Paolo interviene con rigore condannando il comportamento dei forti che, con il loro comportamento, privo di amore per il prossimo, non tenevano conto del debole.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:55 pm

I passi scritturistici che il libro “Perspicacia”, volume I alla pag. 1237, che cita Apocalisse 2: 14,18,20 circa la comunità cristiana di Pergamo e quella di Tiatira che rispettassero il “decreto apostolico” in realtà si tratta invece di un discorso idolatrico che viene confuso con ciò che stabilì la comunità cristiana all'inizio circa la carne proveniente da un sacrificio idolatrico. Quindi i passi in questione non si riferiscono al nutrirsi di carni che provenivano da un sacrificio idolatrico, altrimenti, il primo ad essere condannato sarebbe proprio l'apostolo Paolo che concesse ai Corinti di mangiare la carne sacrificata agli idoli. Pertanto non si riferiscono al semplice nutrimento, ma di una cerimonia religiosa vera e propria che ha tutte le connotazioni di un atto idolatrico e una comunione con i demoni. E la soluzione del problema ce lo provvede la stessa TNM, che ci riporta, come punto di riferimento, a Numeri 25: 2 ove si dice: “E le donne vennero ad invitare il popolo ai sacrifici dei loro dei e il popolo mangiava e si inchinava di fronte ai loro dei”. E appunto in questo senso che si deve intendere l'Apocalisse quando parla delle cose sacrificate agli idoli.
Paolo ci spiega che il vero uomo spirituale, per amore verso il prossimo deve essere disposto a rinunciare alla propria libertà: “Tutto è lecito, ma non tutto giova”. Egli invita i Corinti a seguire il suo esempio: “Benché infatti fossi libero da tutti mi resi schiavo di tutti per guadagnare il maggior numero...con coloro che stanno sotto la legge mi resi come uno sottomesso alla legge, benché io stesso non sia sotto la legge per guadagnare coloro che sono sotto la legge” (I Cor 9: 19-23). Sulla stessa linea si muoverà il capitolo 14 ai Romani esortando il forte, che ha raggiunto la maturità spirituale, di non danneggiare, per la sua libertà, colui che ha la coscienza che gli impedisce di poter mangiare di tutto o di ritenere un giorno più di un altro. E con toni molto pacati rispetto ai Corinti e ai Galati (cap. 2), egli invita i fratelli di Roma a rispettarsi a vicenda e a smettere di giudicarsi l'un l'altro, ma di perseguire amore e pace poiché: “Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è immondo in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come immondo, per lui è immondo”. Insomma alla fine l'Apostolo ci dice che ciò che conta nella vita cristiana è quello di considerare, al di là delle proprie convinzioni personali sul mangiare e bere o a certi giorni da osservare che: “Il regno di Dio, infatti, non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia pace e gioia nello Spirito Santo: chi serve il Cristo in queste cose, è ben accetto a Dio e agli uomini”.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:56 pm

Era questo in sostanza il discorso che anni prima aveva fatto ai Corinti e così alla fine invita i cristiani di sentirsi liberi, sia ai provenienti dal giudaismo che a quelli provenienti dalle nazioni, di mangiare tutto quello: “che viene venduto in macelleria senza indagare ulteriormente per scrupolo circa la provenienza delle carni”. Potevano essere anche carni non dissanguate di animali catturati col laccio o con le frecce. I pagani non avevano, come gli ebrei, leggi sull'uso del sangue. La preoccupazione di Paolo era motivata non tanto per il cibo quanto invece sull'atteggiamento di assumere nei confronti di coloro la cui coscienza era debole. Comunque il discorso di Paolo sul cibo va ricondotto, in ultima analisi, al discorso del Maestro che: “Non è tutto quella che entra nella bocca che contamina l'uomo”.
Se un giorno, e questo lo spero, dopo i numerosi avvertimenti fatti dai cosiddetti “apostati” che la loro interpretazione della norma apostolica circa il sangue, è sbagliata e, quindi, dovesse verificarsi un cambiamento dottrinale da parte dei dirigenti, sarebbe un fatto positivo per tutti i tdG la cui vita è a rischio. Permettendo le trasfusioni di sangue alla libera coscienza di ogni singolo tdG sarebbe veramente un passo cristiano perché ciò salverebbe molte vite umane, specialmente innocenti bambini. Ma a chi si dovranno imputare le colpe delle migliaia di morti causate dal divieto delle trasfusioni di sangue? Come l'accoglieranno, se ciò accadesse, tutti gli Oneda che hanno sacrificato, per un ordine del CD, i propri cari? Davvero era un decreto dello Spirito Santo? Rifletta bene il CD sui cambiamenti che Gesù ha apportato nel NT rispetto al VT proprio perché non è corretto che il tdG ponga nelle mani del CD la propria vita invece di consegnarla a Gesù.
Nella nuova pubblicazione “Rendiamo completa testimonianza”, 2009, nutro il presentimento che ci saranno dei cambiamenti sulla questione delle trasfusioni di sangue, proprio perché nel commentare il capitolo 15 di Atti non si fa alcun cenno all'uso del sangue, invece costantemente si invita il tdG a seguire l'esempio dei primi cristiani, ad accettare la direttiva del CD senza discutere eventuali cambiamenti che in futuro, sotto la direttiva di Cristo, potrebbero essere emanati. Alla lettura di questa nuova pubblicazione mi ha sorpreso proprio il fatto che si ignora completamente, se non sbaglio, a nessun divieto sulle trasfusioni di sangue. La discussione verte piuttosto sulla necessità da parte dei giudeo-cristiani di estendere l'obbligo della circoncisione e la legge di Mosè ai neo convertiti provenienti dal mondo pagano. Il fatto che si passi sotto silenzio il problema delle trasfusioni di sangue e si insista, invece, sulla fedeltà del testimone alle direttive del CD, potrebbe essere questo il preludio di un prossimo cambiamento sotto questo profilo? Ce lo auguriamo per il bene di ogni fratello tdG. Se ciò dovesse accadere sarà veramente un annuncio drammatico per tutti coloro che, come i coniugi Oneda, hanno assistito alla perdita di un loro caro per aver seguito non Dio, ma l’insegnamento degli uomini.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:57 pm

Se è sbagliata la trasfusione di sangue, tenga presente il CD, che il primo a sbagliare allora è stato Gesù Cristo che in modo allegorico ha trasfuso nel genere umano, per dare la vita eterna, il suo prezioso sangue: “Poiché sapete che non cose corruttibili, con argento o con oro, foste liberati... Ma lo foste con sangue prezioso, come quello di un agnello senza difetto e immacolato, quello di Cristo”. E leggiamo pure che gli uomini hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'agnello e le hanno imbiancate, altro che buttarlo a terra! I Pietro 1: 18, 19; Apoc. 7: 14, TNM
I tdG, negando a se stessi e ai propri figli minorenni le trasfusioni di sangue, all'opposizione alla trasfusione si sentono martiri; creano solo delle atrocità opponendosi alle autorità mediche che invece si preoccupano di salvare la vita umana. Invece di sentirsi martiri, perché impediti dalle autorità sulla loro volontà di essere trasfusi, in realtà sono vittime di un'ideologia che offende l'amore di Dio verso l'uomo, sua creatura. Non si possono prendere il lusso di dire che ciò lo vuole Dio anche quando firmano il modulo provvisto dalla struttura ospedaliera con il quale si informa il personale medico che loro non accettano trasfusioni di sangue neanche si trattasse della vita del proprio figlio minorenne. E' davvero volontà di Dio tutto questo? No affatto. E' la volontà del CD che con il suo insegnamento provoca la morte di tanti innocenti. Non è altro che la volontà dell'anticristo.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:59 pm

LA COMPASSIONE DEI TDG PER I POVERI DELLA TERRA

Se esiste un interesse, il quale in modo ossessivo viene alimentato più di ogni altra cosa, è quello che riguarda l'opera di proselitismo e marginalmente si menziona un interesse per dare soccorso materiale là dov'è più avvertita la necessità di dare aiuto a chi soffre la fame e le malattie. Se esiste un aiuto lo è solo rivolto all'interno del loro gruppo, ma ciò viene fatto a condizione che il tdG bisognoso soddisfi i requisiti della congregazione, cioè i “meritevoli” il che significa che devono prestare “fedelmente servizio da molto tempo”. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che devono presentare regolare servizio di campo e regolare presenza alle adunanze e a tutte le attività della congregazione. Gli irregolari non devono aspettarsi nulla. Anche quando si parla di offrire l'aiuto ai meritevoli, prima di intervenire, si devono incoraggiare i parenti prossimi di valersi dell'opportunità che offrono gli enti “sociali” e statali del mondo di satana, e dopo ciò, in caso negativo, interviene la congregazione. C'è poi l'individuo che personalmente, ma capita di rado, potrebbe essere spinto, per misericordia, ad offrire aiuto verso anche a chi non è meritevole; deve però sempre adeguarsi allo spirito del gruppo (Organizzati per fare la volontà di Geova, 2005, pagg. 131,132). La stessa pubblicazione precedente del 1983 viene cancellata la frase, in relazione alle necessità materiali: “In questo critico tempo della fine” con “in questi tempi difficili”. Si tratta dei soliti bordeggi.
Il CD critica tutte le chiese cristiane e le associazioni del volontariato anche laiche che recare aiuto ai poveri della terra è tutto inutile, è come “gettare un fiammifero”ad una persona che sta per annegare. Ecco il messaggio cristiano che ci comunicano: “Per esempio, getteresti un fiammifero ad un uomo che sta per annegare in un mare tempestoso? Difficilmente. Tuttavia, gli sforzi degli ecclesiastici per risolvere i problemi nel mondo del genere umano soprattutto con i doni materiali sono molto simili a ciò. Il sollievo che recano è solo superficiale. Per il fatto che, finché egoismo e avidità continueranno, ci saranno povertà e fame”. Anche questa è una dottrina che odora di zolfo. (TG 1-1, 1972, pag. 8). Tutto questo è il cinismo di chi ampollosamente parla di seguire le orme di Gesù Cristo quelle della compassione e della misericordia verso chi soffre. Siccome c'è l'egoismo che causa la fame, che esisteva anche al tempo di Cristo, che le persone affamate e ammalate muoiano pure; che muoiano pure queste avide donne con i propri bambini rachitici in braccio che succhiano le mammelle rinsecchite dalle privazioni! Il CD dei tdG così insegna che bisogna girare lo sguardo dall'altra parte. Almeno la Chiesa da sempre, dal tempo di Cristo che aveva la borsa per i poveri, “getta il suo fiammifero”. Sarà poco di fronte all'immenso problema delle necessità umane, ma almeno dimostra di possedere la stessa sensibilità che Gesù mostrò verso tutti, anche verso coloro che non lo cercavano. E' veramente anticristiano parlare di superficialità verso coloro che lodevolmente si impegnano, come possono, verso chi soffre. E' grottesco quando dicono di Gesù che con il miracolo della moltiplicazione del pane risolverà il problema della fame nel mondo compreso l'inquinamento “tra breve”: “Invece di sfamare il mondo o alleviare gli stessi mali estesi sociali – incluso l'inquinamento – Gesù additò la soluzione globale del genere umano. Giovanni 6: 10-15; 18: 36” (TG 1-1 -1993, pag. 31). Gesù Cristo viene assunto dal CD come panettiere! Il discorso è fatto per giustificare se stessi che non fanno nulla per alleviare il mondo dalla sofferenza se non quello di distribuire materiale cartaceo da 140 anni, regolarmente gettato nel cassonetto.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 10:59 pm

Il cinismo del CD è ancora più manifesto quando dice che è: “Inutile dare vita ed energie ad un mondo che scompare”. Esso disapprova ancora tutte le associazioni religiose e laiche che si impegnano nobilmente, nei limiti dei mezzi a loro disposizione, di alleviare in qualche modo le miserie e il dolore delle persone, specialmente dei bambini che vivono nelle zone martoriate dalla guerra e dalla povertà. Fanno tutti parte, dicono i tdG: “Del mondo estraniato da Dio. E incoraggiano gli uomini a perpetuare l'attuale sistema di cose... Dopo tutto, perfino i criminali possono allevare una famiglia...” (Vera pace e sicurezza. 1986, pagg. 127, 128). In altre parole, queste organizzazioni, che si occupano amorevolmente per dare aiuto ai sofferenti mettendo a repentaglio persino la loro stessa vita, per il CD sono diaboliche in quanto lo fanno per perpetuare questo mondo alienato da Dio! Che Gino Strada, fondatore di Emergency, e i suoi collaboratori che rischiano la vita per soccorrere in modo ammirevole gli straziati della guerra, i bambini specialmente, è tutto inutile per i sacerdoti di Brooklyn. Che Gesù si sia preoccupato di aiutare i poveri, di alleviare le loro sofferenze, di preoccuparsi di essere presente là dove c'erano le sofferenze, è stato tutto inutile e superficiale, un aiuto temporaneo. Egli ha sprecato tempo ed energie per aiutare un mondo estraniato da Dio, destinato alla distruzione. Poverino! Infine, stando alle parole del CD, chi si occupa dei bisogni umani viene paragonato ad un criminale.
Intanto la Chiesa non ha mai affermato che vuole risolvere i problemi di questo mondo. Si sforza comunque, nei limiti delle possibilità umane, di fronte ai mali sociali e alle contraddizioni politiche del nostro tempo, di recare aiuto e conforto come può. Nello stesso tempo, però, è impegnata, come realtà religiosa, ad annunciare un Regno che non è di questo mondo, come comandato dal suo fondatore. Pur presentando la ricetta per risolverli, si rende conto dei limiti e delle debolezze umane e si scontra poi con una realtà politica che non è disposta ad accettare le soluzioni da essa proposte. E neppure tutte quelle organizzazioni del volontariato, impegnate in tutto il mondo a recare aiuto, come possono, a tutti quelli che soffrono, hanno la pretesa di risolvere i mali del mondo. Il quadro invece che ci viene offerto dal CD non è altro che l'indifferenza e il cinismo, caratteristica propria dell'anticristo.
Per le sofferenze patite dall'innocente, per i dolori implacati della storia, di tutti i crocifissi che gridano: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” non è altro che il lamento che si solleva e ci perseguita ogni momento e ogni pagina del giorno che ci angoscia e ci interrogano sul significato della vita. Non è quindi con i proclami apocalittici dei tdG che possono rispondere ai grandi enigmi della storia, specie sulla sofferenza e degli insondabili disegni di Dio. Egli ci annuncia nelle parole di Paolo che il suo proposito è quello di “ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra”. (Efesini 1: 10). Allora sarà l'osanna all'armonia dopo la ribellione e il disordine e alla sofferenza in quanto “Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi (Apocalisse 21: 1-4). Per quanto ci si sforzi di capire Dio nessuna conoscenza umana, per quanto grande sia, può illuminare la conoscenza di Dio, ma Dio può illuminare la conoscenza umana.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 11:00 pm

Il volto di Dio, che ci presentano i tdG a causa di un'errata chiave di lettura delle Scritture, è un volto cinico, indifferente verso che soffre, un Dio privo di coscienza alle lacrime degli innocenti tormentati da questa vita. Insegnano che ormai Dio sin dall'inizio della ribellione e del peccato, ha destinato questo mondo alla fine eterna, quindi ogni sforzo per cercare di migliorarlo e aiutarlo è tutto inutile. Eppure Gesù disse che Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio Unigenito per salvarlo (Giovanni 3: 13-17). Al quadro desolante offerto dai tdG si solleva il grido di Ivan Karamazov. In questo modo Dostoevskij si oppone col suo scenario che ci sconcerta davvero proprio sulle lacrime dei bambini, l'innocenza e la purezza assolute e si invita i tdG a riflettere quando parlano di Armaghedon. Le lacrime, dice Ivan: “Dovrebbero essere riscattate, altrimenti non potrebbe esistere l'armonia. Ma in che modo (dice al fratello credente), vorreste mai riscattarle?...forse col dire che saranno vendicate? Ma che me ne faccio della vendetta che ne sarà fatta, che me ne faccio dell'inferno, per i tormentatori: cosa può rimediare l'inferno se quelli, ormai, li hanno patiti i tormenti? E poi che bell'armonia, se ci sarà l'inferno?” Ma conoscendo il pensiero dei tdG non si tratterranno dal rispondere: Non siamo interessati a questo tipo di discorsi. I nostri interessi sono spirituali, noi abbiamo a cuore di dare testimonianza al Regno di Dio nato nel 1914, che verrà sempre “tra breve” e risolverà i problemi a tutti quelli che hanno voglia di convertirsi al nostro discorso, quindi che valore possono avere tutti i discorsi di questo mondo che sono in dissenso con le Sacre Scritture? Non valgono a nulla. Ciò che interessa a Dio, innanzitutto è la rivendicazione del suo santo nome e sarà proprio la sua vendetta contro coloro che non vogliono riconoscerlo. Questo è un pensiero, un altro ce lo offre la vera Bibbia che Dio invece, dopo la lunga agonia umana e anche quello della ribellione, la vendetta di Dio sarà quella di “ricambiare il male con il bene”.
Ogni coscienza umana, dopo aver esaminato, in breve, il messaggio dei tdG, specialmente quello della sofferenza patita dagli innocenti, in conclusione si ribella!
La coscienza dell'uomo, la sua individualità, non può dissolversi nelle vicende umane narrate nel VT, in esso si trova la storia ed il suo corso fino a Gesù. E' lui che adempie l'amore verso tutti col sacrificio di sé in special modo verso gli innocenti. Affermare che Dio distruggerà anche gli innocenti bambini è davvero un orrore da spirito maligno. Dice l'Apostolo che “nessun assassino erediterà il regno di Dio”. Dio, dunque, non è un assassino, si trattasse anche di mettere a morte un criminale. Se fosse davvero così come dicono i tdG, Dio comparirebbe in cima alla lista delle associazioni che si occupano nobilmente di combattere per l'abolizione della pena di morte. Al problema della sofferenza e della morte di piccole innocenti creature, si oppone magistralmente il pensiero di Ivan Karamazov: invito il CD a fermarsi a riflettere seriamente sull'argomento convinto che non è molto semplice rispondere alle sue acute osservazioni al problema del male che imperversa nel mondo e che colpisce spesso vittime innocenti. Ivan così dice al fratello credente Alesa sul problema dei bambini: “Volevo, ora, venir a parlare delle sofferenze umane in generale, ma sarà meglio che ci limitiamo alle sofferenze dei bambini...forse tu rimarrai sorpreso, Alesa, ma anch'io voglio un gran bene ai bambini...Oh! Io, con la mia miserabile, terrestre intelligenza euclidea, io so, unicamente, che la sofferenza c'è, che colpevoli non ne esistono, che da una cosa deriva l'altra in linea retta, che tutto scorre via e viene a controbilanciarsi: ma questo certamente, non è che vaneggiamento euclideo, e so io stesso ch'è così, e vivere secondo è una cosa a cui non posso, io, acconsentire!...Ascolta: posto che tutti si debba soffrire, per comperare a prezzo di sofferenza la futura armonia, che c'entrano però i bambini, me lo dici tu per favore? E' assolutamente incomprensibile perché debbono soffrire anch'essi, e perché, essi, debbano quell'armonia con le sofferenze.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 11:02 pm

La solidarietà nel peccato, fra gli uomini, io la comprendo, e comprendo quindi la solidarietà anche nelle sanzioni, ma non già la solidarietà, nel peccato, con i bambini: ma se effettivamente la verità è che essi sono solidali con i padri in tutti i peccati di quest'ultimi, allora devo rispondere che una verità come questa non è di questo mondo, e io non la posso comprendere... Perdonare voglio io, abbracciare voglio: non voglio già che si soffra dell'altro. E se le sofferenze dei bambini fossero destinate a completare quella somma di sofferenze, che era il prezzo necessario per l'acquisto della verità, in tal caso io dichiaro fin d'ora che tutta la verità non vale un tal prezzo... Non voglio l'armonia: per amore stesso verso l'umanità, non la voglio. Voglio che si rimanga, piuttosto con le sofferenze invendicate. Preferisco, io, di rimanere nel mio stato d'invendicata sofferenza e d'implacato scontento, dovessi pur non essere nel giusto. Troppo caro, in conclusione, hanno voluto l'armonia: non è davvero per le tasche nostre, pagar tanto d'ingresso. Quindi il mio biglietto d'ingresso io mi affretto a restituirlo e se appena appena sono un uomo onesto ho l'obbligo di restituirlo il più presto possibile”.
In un'altra riflessione Ivan aveva affermato a suo fratello dicendo: “Non è che io non credo in Dio, non accetto il suo mondo”. Rifletterà davvero il CD su queste parole? Io me lo auguro! A. Camus, commentando le parole di Ivan sul problema della sofferenza che non trova una spiegazione razionale, dice: “Il grido più profondo di Ivan, quello che apre i più sconcertanti abissi sono i passi dell'uomo in rivolta e il suo <>. Il che significa che anche se Dio esistesse, anche se il mistero celasse una verità, anche se lo starets Zozima avesse ragione, Ivan non accetterebbe che questa verità fosse pagata con il male, la sofferenza e la morte inflitte agli innocenti”. (L'uomo in rivolta). Se gli uomini nelle loro imperfezioni giungono a riflettere con questi pensieri sulla sofferenza umana specialmente in relazione al dolore e alla morte di innocenti bambini, può il Dio Creatore della vita, il Dio dell'amore e della misericordia parlare in modo diverso? Sono parole, quelle di Dostoevskij, che scuotono profondamente la religiosità e le ragioni della nostra esistenza. Secondo me fanno riflettere e c’interrogano sulla fede e sulla teodicea di Dio. La domanda del Grande Inquisitore che rivolge a Gesù in una segreta di una prigione di Siviglia è davvero inquietante: “Perché non abbreviasti le sofferenze umane di mille anni?”
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 11:04 pm

Ma da parte del CD ci sarà la risposta che il Dio dell'amore ha consegnato il mondo nelle mani di satana “ per la rivendicazione del suo nome Geova” fino alla venuta di Gesù Cristo col prezzo pagato con la sofferenza umana!?! Esso si appella sempre, per sostenere la sue dottrine, alle vicende del VT filtrando con le sue immagini il NT come se si ripetesse la stessa storia e tutto ciò che accadeva veniva attribuito a Dio. Nei tempi antichi, infatti, ogni accadimento, sia naturale, politico o religioso, ogni sofferenza, ogni male che le persone soffrivano e anche ciò che accadeva alla nazione, era attribuito alla divinità. Si credeva che il male di un individuo fosse il risultato del suo peccato per cui Dio lo puniva. Le vittorie nelle guerre si attribuivano alla benedizione di Dio, nella sconfitta come la sua punizione per le infedeltà alle sue leggi. E' evidente da un'immagine che ci viene presentata nel Vangelo circa il paralitico che si trovava davanti a Gesù Cristo; la domanda che gli apostoli sottopongono a Cristo è significativa della concezione che essi avevano del male e della sofferenza: “Ha peccato lui o i suoi genitori?” quindi, secondo loro, il male di quell'uomo si basava sull'idea della retribuzione secondo ciò che dice il libro dell'Esodo cap. 20: 5, ma in netta contraddizione con ciò che viene affermato in Ezechiele 18: 20. Gesù supera tutto: “Non ha peccato né lui né i suoi genitori, ma affinché io lo guarisca”. Questo anche sulla base di un altro importante insegnamento di Gesù: “Dio fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi”. Gesù, che disse di amare i nemici, non può permettere, proprio perché è amore, che 7 miliardi di persone, che personalmente non conoscono e non hanno coscienza del messaggio dei tdG, (ammesso e non concesso che abbiano la verità) siano rinchiusi nel braccio della morte aspettando che si adempiano le parole del profeta Ezecchiele 9: 5-6. Con questo passo, molto amato dal CD, Dio attraverso le sue forze angeliche “frantumerà la testa” delle persone non “segnate”, bambini compresi, con una mazza da baseball. (E conosceranno che io sono Geova, pagg. 165, 166). Una bella prospettiva per i non segnati dai geovisti! Le Scritture mi danno tutto un altro discorso: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” per la salvezza del genere umano, infatti “non sono venuto a giudicare il mondo ma a salvarlo” e Dio non può mentire. Egli non può essere assimilato al “giustiziere della notte”, visto che il mondo è nelle tenebre; Egli assolutamente non può essere coinvolto nella peggiore “strage degli innocenti” perché “Dio è amore”. Perciò la Bibbia deve avere tutt'altro significato da quello postulato dal CD circa gli eventi sia del VT sia del NT. La vita e la morte, la salvezza o la dannazione, tutto ciò va visto in prospettiva del futuro escatologico quando Gesù Cristo metterà il mondo in condizioni di scegliere quello che vuole fare, ma che inizia dal momento in cui la persona viene a conoscere Gesù Cristo. Sia oggi sia domani, noi abbiamo la libertà di scegliere di vivere accanto a Dio o separati da Lui che ci aiuta in questo senso, comunque, abbiamo la Parola profetica del Maestro che quando Egli arriverà “tutte le nazioni si batteranno il petto, alla stessa maniera del peccatore pentito che si batte il petto rispetto all'altro che si riteneva giusto. La pretesa di ritenersi giusti e puri, come per inveterata abitudine si ritiene il CD rispetto agli altri, si deve tener presente che Gesù disse che Egli è venuto proprio nel mondo non per i giusti, ma per i peccatori! Non per i sani, ma per gli ammalati!
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 11:05 pm

Se fosse vera la dottrina dei tdG, il vero intendimento delle Scritture, che il mondo è destinato al massacro per opera di Dio e di Gesù Cristo, e se questo è il destino dell'uomo, sono inquietanti le parole di Schopenhauer, il quale disse, proprio a fronte della sofferenza del mondo: “Se Dio esiste non vorrei essere al suo posto”. La seduzione dell'anticristo è davvero potente!
Se Dio, alla fine, è il quadro che ci pone dinnanzi il CD sul destino al quale Dio ha riservato questo mondo col suo carico di milioni e milioni d’innocenti, specialmente bambini, con ragione, vengo spinto , allora, a schierarmi dalla parte dell'uomo, al posto del Dio geovista, lo sterminatore! Ed è proprio sulla sofferenza umana che Ivan Karamazov si rifiuta di accettare questo mondo quale mondo di Dio. Ed è proprio sulla sofferenza degli innocenti bambini che, battendo la stessa strada, Dostoevskij insiste dicendo per bocca di Ivan: “Bene, ti meraviglierai, ma forse io accetto Dio (dice Ivan al fratello). Accetto Dio senza tante storie. Ma bisogna premettere questo: se Dio esiste e ha creato il mondo, allora, come tutti sappiamo, l'ha creato secondo la geometria euclidea... io ho una mente euclidea, terrestre, come posso io risolvere problemi estranei a questo mondo?... E così accetto Dio, e lo accetto non solo senza riluttanza, ma accetto anche la sua divina saggezza e il suo disegno, che sono completamente oltre la nostra capacità di comprensione. Io credo nell'ordine che vi risiede e nel significato della vita... Ma credo che saresti sorpreso se ti dicessi che, alla fin fine, io rifiuto di accettare questo mondo di Dio, e sebbene io sappia che esso esiste, io assolutamente mi rifiuto di ammettere la sua esistenza. Ti prego di capirmi non è Dio che non accetto, ma il mondo che ha creato”. Dostoevskij con le sue parole ci presenta un quadro così vivo della sofferenza che apre gli abissi più sconvolgenti. Come dirà Freud, sono pagine queste che sono senza confronti in tutta la letteratura mondiale. Ed è proprio su queste letture dostoevskijane, dopo quelle affrontate di A. Camus e quelle di Bonoeffer che più di ogni altro scritto hanno trasformato la mia vita interiore di tdG nei lontani anni '70. Da allora l'idea della teodicea, cioè della giustificazione di Dio di fronte al male e al dolore, non mi ha più abbandonato. Tutto ciò è stato fondamentale e ha maggiormente influito sulle mie contraddizioni con gli insegnamenti del CD e le mie scelte di credente.
Le ragioni che possono spiegare la presenza del male e del dolore del mondo non sono di facile soluzione ogni tentativo di offrire una risposta adeguata e soddisfacente, che abbia un senso sulla presenza del dolore nel mondo, credo che la soluzione data dal CD non sia né coerente né saggia e tanto meno cristiana. Prendere alla lettera, come fa il CD, l'immagine di Dio, proposta dal VT, o qualche espressione del NT, come un Dio della retribuzione, Egli che è amore, non si può prestare assolutamente a nessuna violenza. Quello che ci lascia perplessi piuttosto riguarda il suo silenzio, quasi fosse un Dio lontano, indifferente alle sofferenze umane, un dolore che è scritto a grandi caratteri nelle pagine della storia e che oggi si fa sentire più che mai. Ecco il grido: “Svegliati, perché dormi, Signore? Destati, non ci respingere per sempre. Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra sofferenza e oppressione? Perché siamo prostrati nella polvere, il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto; salvaci per la tua misericordia.” Sal. 44:24-27.
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MessaggioOggetto: Re: L'ANTICRISTO   Dom Giu 20, 2010 11:06 pm

E' una dottrina quella dei tdG che non presenta segnali di cedimento. Credere in una riforma futura, anche parziale del loro sistema dottrinale, stando alle ultime pagine della loro stampa sul destino umano, è una chimerica speranza. Il radicalismo religioso al quale sono attaccati, fa parte della loro liturgia, la base del loro messaggio che stabilisce alla fine solo la loro salvezza quale unico popolo approvato. Un cambiamento sarebbe la fine del loro movimento. Questo è il mondo di satana e deve scomparire molto presto dopo la lunga agonia che dura da millenni finalmente per miliardi di persone, specialmente gli innocenti bambini, calerà per sempre il sipario per la sola colpa di appartenere ad un mondo alienato da Dio!

Venaria, 28 -12 - 2009 ADRIANO BASTON
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