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 A chi spetta l'onere della prova? A chi sostiene il mondo accademico o a chi lo contesta?

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MessaggioTitolo: A chi spetta l'onere della prova? A chi sostiene il mondo accademico o a chi lo contesta?   Mar Nov 08, 2011 8:12 am

Una forte convinzione di cui si fanno portatori i membri delle sette è che quando qualcuno di loro elabora delle teorie che sono in contrasto con il mondo accademico degli studiosi, il resto del mondo, che continua a porre la propria fiducia giustamente sugli esperti del settore, debba dar risposta alle "osservazioni" del loro fratello per poter continuare a sostenere la posizione ufficiale del mondo accademico.
Se non è in condizione di fornire risposta allora è in torto!

Per fare un esempio: fra i Tdg spesso sorge chi faccia ricerche personali allo scopo di invalidare la datazione della distruzione di Gerusalemme nel 587 a.C. e portarla al 607 a.C. Tempo fa fu un certo Furuli scrisse dei libri al riguardo (per inciso mai accreditati dal mondo accademico degli studiosi) in modo da contestare la cronologia babilonese ufficiale affermata all'unanimità da tutti gli studiosi. I TdG suoi fratelli scorazzavano in lungo e in largo sfidando chi poggiava le sue certezze sul mondo accademico, a contestare le tesi di Furuli.
A far ciò provvide un ex-Tdg di nome Carl Olaf Johnson, il quale basandosi sugli studi degli esperti e sulla posizione delle costellazioni riportate nelle tavolette ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che la data è fissata nel 587 e non nel 607.

Non che ce ne fosse bisogno ma comunque lo fece.

Ora è del tutto ovvio che di improvvisati studiosi ne possono nascere a decine o addirittura a centinaia che possono fare ricerche e mettere a soqquadro, sicuramente senza competenze, tutti gli studi del mondo accademico. Fare confusione ed elaborare tesi personali, motivati poi dal proprio desiderio apologetico, è molto facile nella natura umana. Fare ciò come dicevo è normale. Molto meno normali sono le sfide lanciate a destra e a manca affinchè chi sostiene normalmente il mondo accademico debba dimostrare l'erroneità delle tesi di questi improvvisati studiosi senza competenza.

Perchè è senza senso? Per la banale ragione che se uno deve entrare nei meriti di ogni documento, tavoletta, stele, reperto archeologico esistente servente agli storici per datare e fissare nel tempo gli avvenimenti della storia, non ne viene più fuori. Senza contare che non avendo le competenze per fare ciò potrebbe commettere errori madornali; per questo motivo queste valutazioni devono essere lasciate agli esperti di settore. Se gli improvvisati studiosi fossero davvero sinceri di cuore, invece di lanciare sfide a destra e a manca nell'attesa che qualcuno entri nei meriti del loro "lavoro", scriverebbero mail precise e puntuali sui "risultati" delle loro "ricerche" agli esperti del settore. Riguardo alla cronologia babilonese l'esperto è Ronald Sack, il quale è rintracciabile qui:

[url=http://history.ncsu.edu/faculty/view/ronald_sack ]http://history.ncsu.edu/faculty/view/ronald_sack [/url]

Inoltre spesso questi studiosi improvvisati conducono le loro ricerche basandosi su internet,. su foto reperite online e non senza andare personalmente a verificare e a vedere i testi storici di cui tanto discutono e su cui hanno elaborato le loro tesi. Le foto su internet non sono una fonte affidabile di studio in quanto è solo guardando e osservando, dopo un preciso percorso di studi fra l'altro, i reperti storici di persona che si possono elaborare delle conclusioni. Già questo dunque basterebbe per inficiare i risultati delle loro ricerche.
A chi afferma che allora anche coloro che sostengono la cronologia ufficiale devono andare personalmente a vedere i documenti storici bisognerebbe rispondere che questo è assurdo in quanto se allora un giorno qualcuno mettesse in discussione che nel 44 a.C. Cesare è stato ucciso, allora bisognerebbe andare a vedere tutti i testi che ne parlano in modo da sconfessarlo. Insomma non è compito delle persone in generale smentire o avvalorare gli studi di improvvisati studiosi. Tocca quindi a chi contesta il mondo accademico verificare di persona ciò di cui parla ed eventualmente contattare gli studiosi del settore per esporre loro i risultati delle sue personali ricerche.
Ciò però viene sistematicamente evitato.

E' pur vero che è impossibile permettersi viaggi per andar a vedere di persona i reperti di cui si parla, però se si ha l'ardire (o meglio, l'arroganza) di contestare il mondo accademico questo è un passo necessario; se non si può fare allora è del tutto inutile fare il "ricercatore" su quell'argomento. Ad ogni modo almeno contattare gli esperti del settore non richiede spese ingenti, però chissà come mai si preferisce lanciare sfide a destra e a manca invece di fare una cosa così semplicissima.
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