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 Dimostrazione della fallacia della pratica geovista della disassociazione

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MessaggioTitolo: Dimostrazione della fallacia della pratica geovista della disassociazione   Mer Feb 22, 2012 8:11 am

Molto spesso i TdG sono soliti affermare che la disassociazione è un provvedimento positivo che spinge i disassociati a tornare a Geova (anche se sarebbe più corretto dire "tornare nell'organizzazione").
Le riviste della torre di guardia sono solite riportare esperienze di ex-TdG riassociati per mostrare quanto è efficace l'emarginazione per ricondurre l'ex sui suoi passi.

Che l'efficacia dell'emarginazione ci sia questo nessuno lo mette in discussione, ma che questo mezzo sia un sistema positivo per riavvicinare una persona a Dio, beh su questo ci sarebbe molto da dire. Non solo non è positivo ma non è nemmeno lecito in quanto si tratta di una vera e propria violenza psicologica nei confronti dell'ex aderente. Che poi l'ex ceda al ricatto psicologico pensando che sia una cosa voluta da Dio (ma come abbiamo visto in altri topic non lo è affatto) questo non fa di tale provvedimento un qualcosa di positivo ma bensì dimostra ancora una volta fino a che punto arriva il livello di condizionamento mentale in un culto distruttivo.

Riporto qui l'esperienza recente della Torre di Guardia del 15 Aprile 2012:

Citazione :
Lealtà a Geova
Ci sono componenti della congregazione che hanno commesso peccati gravi e che sono stati ripresi “con severità, affinché [fossero] sani nella fede”. (Tito 1:13) Nel caso di alcuni, la loro condotta ha portato alla disassociazione. Per “quelli che ne sono stati addestrati”, la disciplina `e stata di aiuto per ristabilirsi spiritualmente. (Ebr. 12:11) E se il disassociato è un parente o un caro amico? Allora a essere in gioco è la nostra lealtà, non verso quella persona, ma verso Dio. Geova senz’altro nota se ci atteniamo al comando di non avere contatti con nessun disassociato. — Leggi 1 Corinti 5:11-13.

[Commento mio: in realtà la questione della disassociazione descritta in Primo Corinti si riferisce a un peccato pubblico conosciuto in tutta la zona che stava sovvertendo l'intera chiesa locale, cosa che spinse Paolo a prendere provvedimenti drastici in quella circostanza ben precisa e non di una regola aurea da applicare farisaicamente a tutto e a tutti anche se non c'è di mezzo nessuna corruzione effettiva della chiesa di appartenenza]

Consideriamo solo un esempio del bene che può derivare quando una famiglia sostiene lealmente il comando di Geova di non stare in compagnia di parenti disassociati. Un ragazzo era disassociato da piùi dieci anni, durante i quali i genitori e i quattro fratelli avevano ‘cessato dimischiarsi’ in sua compagnia. A volte cercava di prendere parte alle attività della famiglia ma, lodevolmente, tutti i familiari erano decisi a non avere alcun contatto con lui. Dopo la sua riassociazione disse che la compagnia della famiglia gli era sempre mancata, specie di sera quando si ritrovava da solo. Ammise comunque che se i familiari avessero trascorso del tempo con lui, anche solo per brevi periodi, questo avrebbe soddisfatto il suo bisogno di stare in loro compagnia. Tuttavia, poiché la famiglia non aveva avuto alcun contatto con lui, l’ardente desiderio di stare con loro era diventato una delle ragioni che lo avevano indotto a ristabilire la sua relazione con Geova. Teniamone conto se mai fossimo tentati di violare il comando di Dio di non stare in compagnia di parenti disassociati.

Viviamo in un mondo caratterizzato da tradimenti e slealtà. Ciò nondimeno nella congregazione cristiana troviamo molti esempi di persone leali che possiamo imitare. Con la loro vita è come se dicessero: “Voi siete testimoni, Dio pure lo è, di come provammo a voi credenti d’essere leali e giusti e non biasimevoli”. (1 Tess. 2:10) Tutti noi vogliamo essere incrollabili nella nostra lealtà a Dio e gli uni verso gli altri

La cosa davvero spaventosa è la parte che ho grassettato nella citazione dell'articolo. L'organizzazione dice che una delle ragioni per cui l'ex è ritornato sarebbe stata l'emarginazione in cui l'ha vessato la famiglia. Questo è davvero orripilante e mostruoso perchè il riavvicinamento a Dio dell'ex quindi non è avvenuto per vero e sincero amore verso Dio (cosa che accadrebbe se uno si riavvicinasse senza essere ricattato dal punto di vista psicologico dall'emarginazione della disassociazione) ma per recuperare i rapporti con la propria famiglia. Ecco come la disassociazione geovista dimostra di non raggiungere nemmeno l'obiettivo oltre che a essere un ingiusta azione non biblica nei confronti di un ex-TdG.

Per la società Torre di Guardia e per i suoi seguaci invece tutto ciò non solo è normale ma dimostra la correttezza di questo provvedimento abnorme e "contro natura", a dimostrazione di quanto il condizionamento mentale sia efficacemente entrato nella loro "logica".

Articoli come quello di sopra inoltre dimostrano che la disassociazione geovista non risparmia nemmeno i rapporti familiari, cosa che di fatto rende persino anticostituzionale questo provvedimento in quanto cozza contro il principio della sacralità della famiglia garantito dalla costituzione.
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