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 Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"

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MessaggioOggetto: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:45 pm

“Vuole fare un gratuito studio biblico a domicilio? Guardi io e il mio collega siamo disponibili a venire un’oretta alla settimana per farle vedere ‘cosa insegna realmente la Bibbia’”

Questa è una delle classiche frasi dette dai Tdg quando nell’opera di predicazione si imbattono in una persona curiosa e interessata. In tal modo essi garantiscono di aiutare la persona a sapere cosa davvero la Bibbia insegna mediante lo studio di un libro ufficiale, fatto di capitoli, domane e risposte, in cui vengono esposti gli insegnamenti principali delle Sacre Scritture.

Il libro in questione sarà il testo di base attraverso il quale in maniera progressiva verranno spiegate le dottrine geoviste fondate sulla Bibbia, o, per dirla ai Tdg, le dottrine esposte sulle Sacre Scritture.

Non è una cosa insolita per i Tdg far ricorso a un libro guidato che incanala la conoscenza del padrone di casa secondo le interpretazioni geoviste. Prima di quest’ultimo libro. “Cosa insegna realmente la Bibbia?” c’era “la verità che conduce alla Vita Eterna” e prima ancora il libro “Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca”. Quindi è prassi Tdg svolgere uno studio pragmatico e già prefabbricato avvalendosi di un libro ufficiale che pilota la persona nelle conoscenza delle dottrine geoviste. Infatti il libro ufficiale per lo studio è sacrosanto e ogni qualvolta la persona sarà curiosa chiedendo approfondimenti su temi che le risultano stonati, il proclamatore sarà solito dire al padrone di casa che tutto prima o poi sarà spiegato ma di non uscire fuori dal seminato altrimenti si rischia di perdere il filo. Ma è così? Non sarà piuttosto che fuoriuscendo dalla programmazione del libro si rischi di spezzare il piano di indottrinamento acritico cui la WTS vuole sottoporre il padrone di casa?

Per tali motivi e per la matematica garanzia con cui i Tdg rivelano di essere gli unici dispensatori di verità perché gli unici ad aver capito veramente le scritture, il GRIS di Roma (un’associazione cattolica di approfondimento delle religioni) si è fatto carico, onde certificare la certezza della garanzia geovista di conoscere la Bibbia meglio di altri, di sottoporre a critica demolitiva e al contempo costruttiva, il libro di studio che è il cavallo di battaglia della predicazione geovista.

Ho l’onore di presentare a tutti voi uno studio ben fatto e articolato elaborato da un GRISsino mio amico di nome Berescitte, di analisi critica approfondita sul libro ‘Cosa insegna realmente la Bibbia’ che i Testimoni usano per ‘fare luce sulle Sacre Scritture’. Perché è importante leggere questo studio? Per farvi un’idea senza il pilotamento programmatico del proclamatore Tdg e del libro di come agisce la società Torre di Guardia nel diffondere il suo messaggio. Questo studio sarebbe anche un valido ausilio per rispondere alle argomentazioni Tdg che ‘sembrano’ essere buone ma che in realtà, a un’attenta analisi, si rivelano essere illusoriamente valide e non resistenti all’uso della logica. Quindi consiglio di tenere questo studio per voi e di stamparlo se necessario onde poter ragionare col Tdg che considera il suo libro ufficiale, queste controargomentazioni valide su ogni punto della dottrina geovista.

Ma bando alle cianche, adesso lascio a voi lo studio ‘Davvero dice così? Analisi grissina di ‘Cosa insegna realmente la Bibbia?’’ – autore Berescitte del GRIS di Roma (con la collaborazione saltuaria di Petitio, un collega di Berescitte altrettanto specializzato nello studio della dottrina geovista)
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:47 pm

Davvero insegna questo? Analisi grissina di 'Cosa insegna realmente la Bibbia'?

1.
Sul titolo: Cosa insegna realmente la Bibbia?


Osservazioni critiche di BERESCITTE
Mi chiedo cosa voglia sottolineare la WT con quel “realmente”!… A me fa pensare che insinui che sia possibile anche farlo “falsamente”. E perciò la WT sta dicendo: guardate che siamo noi, e solo noi (infatti lo dice mille volte altrove) che vi diamo il “reale” messaggio della Bibbia; ben diverso da quello che “la cristianità” ha propinato per secoli.

E’ una assicurazione, anzi una rassicurazione che apre il cuore a grandi speranze e sottopone la povera WT ad una enorme responsabilità. Si dà il caso infatti che ogni reclamizzatore del proprio prodotto si premura di svilire quello altrui e non c’è operaio chiamato ad aggiustare qualcosa che non si profonda in critiche per l’operaio che l’ha preceduto. Tutto questo è di prammatica e non ha alcun valore dimostrativo. La dimostrazione starà nella solidità del fondamento, nella duranta della torre. Hai visto mai che sia “di carta” come dice Don Minuti? Che “sembra” alta e temibile, ma di fatto è di cartapesta (anzi di carta stampata) e tutta puntellata da dietro.

Ma come avviene appunto nel caso di riparazioni e di ri-riparazioni, può anche avvenire che la cosa non duri neanche dopo la ri-riparazione fatta dal sedicente onestissimo e competentissimo ennesimo nuovo operaio/MRA (=Movimento Religioso Alternativo).
Quindi prudenza e saggezza vogliono che non solo non debba tenere alcun conto di questa rassicurazione, ma anzi che la veda come sospetta. Atta a chiedere un affidamento fiducioso ma gratuito, senza alcuna prova che la nuova costruzione/dottrina geovista risponda alla realtà della verità.

In altre parole questa rassicurazione mi farà tenere gli occhi ancor più aperti di quanto non lo avrei già fatto di mio. Mi esorterà ad esaminare tutto con una bella lente di ingrandimento e di non passare sopra a nessuna “smagliatura” del discorso che la WT tesserà.
Sarò soprattutto accorto a “non passare oltre” senza aver ottenuto una risposta approfondita alle mie domande di chiarimento e approfondimento. E se il libro (= il proclamatore che viene a casa) mi spingerà a passare oltre tali risoposte rimandando a studi successivi (o a un fratello che ha più accurata conoscenza), allora lo seguirò ma segnerò sulla lavagna un punto a sfavore, un tessera di mosaico tra le !”cose cattive”/incongruenti o palesemente sbagliate o false di questa se-dicente religione.


Interpellanze e interrogazioni, riflessioni e/o osservazioni, inviti e richieste, di PETITIO
Nessuna domanda se non il rammemorare che la WT ha scritto e scrive le mille volte che i suoi “agenti pubblicitari” (Rutherford) sanno rispondere a tutte le domande. Qui, trattandosi direttamente del libro stampato dalla WT avremo a che fare di sicuro con la dottrina autenticamente ufficiale, con le risposte ufficiali e perciò cariche della maggiore competenza. Ma parimenti sarà ufficiale, cioè tentativo di eludere le risposte, la mossa di sgattaiolare altrove o rimandare a maggiore competenza, giacché altrove non esiste un altro CD superiore a quello che scrive. Chi ha scritto e/o approvato questo testo deve saper rispondere come una Cassazione sa rispondere al quesito giuridico più complicato.
E se lo svicolare avvenisse, ciò aprirebbe di diritto l’indagine da parte di qualsiasi bereano ricercatore/accertatore della verità per sapere se questa mossa di fuga deriva da incompetenza del CD/WT/Schiavo/Dottrina/Geovismo (sono sinonimi per quel che ci riguarda) o dalla impossibilità matematica per la Dirigenza geovista di sostenere una bugia ricorrendo alla verità.

Faccio notare al rispettabilissimo pubblico che questo testo su “Cosa insegna realmente la Bibbia”, come già “La Conoscenza che conduce alla vita eterna” è molto diplomatico nel suo modo di presentare “la verità”. Sono state smussate tutte le asperità presenti nei testi che l’hanno preceduto.
Perciò si richiede da tutti pazienza e attenzione per cogliere, a volte, il falso nascosto di cui affiora solo qualche accenno, che visto superficialmente e frettolosamente, ha una parvenza di verità.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:50 pm

2.
Introduzione (pag 3-7)


Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)

È questo che Dio voleva?
LEGGETE un giornale. Guardate la TV o ascoltate la radio. Ci sono così tante notizie di criminalità, guerre e terrorismo. Pensate ai problemi che affrontate voi. Forse una malattia o la morte di qualcuno che amate vi addolora molto. Probabilmente vi sentite come Giobbe, un uomo buono che si definì “sazio di afflizione”. — Giobbe 10:15, Sales.
Chiedetevi:
? È questo che Dio voleva per me e per tutta l’umanità?

Certo che no. Dio non poteva che volerci “santi e immacolati al suo cospetto”, “perfetti come il Padre che è nei cieli” eccetera. Ma ha lasciato che questo avvenisse per libera scelta. E gli uomini, a partire da Adamo, hanno scelto di… giocare a rompere il giocattolo. “Sì siamo stati noi a rovinare questo capolavoro sospeso nel cielo” (Celentano in “Mondo in Mi7”). E’ storia sacra, con tanto di Nemico che ha “seminato la zizzania nel buon campo di Dio.”

? Dove posso trovare aiuto per far fronte ai miei problemi?

Mi pare ovvio! Lo troverò nel convertirmi a Dio e cambiare condotta. Ripeto “convertirMI” gli altri pensino a se stessi perché Dio chiederà a ciascuno conto di quello che può fare lui. Io penso alla MIA conversione, che dura da una vita ma non è ancora perfezionata.

? C’è qualche speranza di vedere un giorno la pace sulla terra?

Sicuramente no se non ad isole, come adesso, e continuamente variabili! Finché nasceranno nuove persone che… hanno la patente fresca e non sono brave a guidare l’automobile, e in aggiunta hanno el sangre caliente della gioventù nelle vene, sarà inevitabile che ci siano “incidenti”. Il Vangelo assicura che si tratta di “grano e zizzania”, un fenomeno che durerà fino alla mietitura. Mietitura che, in rapporto a tutto il mondo, non è roba di questi giorni (hai voglia quanti secoli di cristianesimo dovranno passare!), ma per me personalmente la fine è sempre dietro l’angolo e perciò oggi, adesso, sì anche scrivendo queste cose, io cercherò di rendere bene per male e di dare il mio piccolo contributo al miglioramento dell’umanità.

La Bibbia dà risposte soddisfacenti.
LA BIBBIA INSEGNA…

Sta a vedere che ora comincia il refrain: “la Bibbia, la Bibbia…”? Pazienza! Vorrà dire che ogni volta mi toccherà decodificarlo leggendo «Noi, WT-Anziani-Pionieri e Proclamatori annessi, pensiamo che la Bibbia dica... Anzi siccome lei non dice nulla perché non ha le labbra. Noi pensiamo che leggendola ci par di capire che… E, siccome siamo contrarissimi all’idea che esseri umani possano essere infallibili – cf la nostra avversione al primato petrino! – sottolineamo che questo nostro “ci sembra che”, anche se è travestito sempre da “la Bibbia dice”, in tutta coscienza significa che non siamo mai sicuri di quello che diciamo; e, poiché riteniamo di capirlo dalla Bibbia, confessiamo che non abbiamo la minima garanzia di saper interpretare/capire nel modo giusto il pensiero di Dio da essa trasmesso.» E’ una decodifica po’ lunga ma giova ricordarselo che la realtà è questa. Facciamone un segnalibro-rammemoratore va’!

...CHE DIO PORTERÀ QUESTI CAMBIAMENTI SULLA TERRA.
“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore”. — Rivelazione 21:4
“Lo zoppo salterà proprio come fa il cervo”. — Isaia 35:6
“Gli occhi dei ciechi saranno aperti”. — Isaia 35:5
“Tutti quelli che sono nelle tombe commemorative . . . ne verranno fuori”. — Giovanni 5:28, 29
“Nessun residente dirà: ‘Sono malato’”. — Isaia 33:24
“Ci sarà abbondanza di grano sulla terra”. — Salmo 72:16

Mah! Io sapevo da una vita che queste non sono che immagini/metafore proprie del linguaggio escatologico (e quando si tratta di cose terrorizzanti “apocalittico”) una strategia comunicativa dei profeti atta ad impressionare e indicare sia la novità e i benefici dell’era messianica, sia il giudizio finale di Dio alla fine dei tempi.
Ma so anche da sempre che, passando dal “paese ove scorre latte e miele” sognato dal pio israelita (che poi si è trattato della ramicia realtà della pietrosa Palestina), al paradiso dei giusti, il “gaudio del tuo Signore” promesso da Gesù, la Bibbia ne ha fatta di strada!... Perciò so di sicuro che questi cambiamenti non riguardano una vita sulla terra, ma la vita dei risorti, nel mondo di là. Che poi questo mondo di qua rimanga come ricordo-trofeo-opera d’arte-rammemoratore per l’eterna lode o cose del genere è un problema di “contorno”. La “pietanza” consiste nel “banchetto dei cieli”, nel “trono di gloria” nella “casa del Padre”, nel “possesso del Regno” nella “eredità celeste” e via metaforando… cioè nella gloria dei beati in comunione con Dio-Trinità. In questo consiste in effetti lo stesso “gaudio del nostro Signore”.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:51 pm

3.
TRAETE BENEFICIO DA CIÒ CHE INSEGNA LA BIBBIA


Non concludete frettolosamente che quello che si vede nelle pagine precedenti sia solo un’illusione. Dio ha promesso di attuare queste cose, e la Bibbia spiega come lo farà.

Per carità, mi prendo tutta la calma ma… piuttosto non è che è stata la WT a concludere troppo frettolosamente che l’unica speranza era quella celeste? E’ vero o no che fino al 1935 non si sapeva dove “alloggiare” le persone esorbitanti il numero dei 144.000? E’ vero o no che solo in quella data Geova avrebbe fatto capire (dopo 50 anni di luce? Ma che eravate de coccio? O era Lui che non sapeva le cose? O si è preso la libertà di mentirvi?) che invece esisteva anche il paradiso terrestre?
Insomma, applicando il “segnalibro-rammemoratore”, non sarà che non sapevate davvero capire come stavano le cose ieri? E chi garantisce che ci imbroccate oggi? e domani?


Ma la Bibbia non si limita a questo. Offre la chiave per avere sin d’ora una vita soddisfacente. Pensate un momento alle vostre ansie e ai vostri guai. Forse avete problemi economici, familiari o di salute, oppure avete perso una persona cara. La Bibbia può aiutarvi ad affrontare i problemi odierni e può confortarvi

Di questo sono certissimo. Lo so per esperienza.

rispondendo a domande come queste:
? Perché si soffre?

Questa sarà proprio da considerare con attenzione. In passato ho letto cose turche sulle stampe geoviste. Vedremo se questa pubblicazione ha cambiato le cose o continua su quella linea….

? Come si può far fronte alle ansietà della vita?
? Come si può rendere più felice la vita familiare?

Onestamente, su questo livello ho letto cose utili sia sulle riviste che su qualche libro (intendo sempre della WT). Insieme a cose strane, si capisce.

? Cosa accade quando si muore?

E qui preparatevi a fare uno sforzo enorme per essere convicenti perché a me sembra che neppure il CD si è mai reso conto del senso delle cose che dice su quest’argomento.

? Rivedremo mai i nostri cari che sono morti?

Altroché!

? Come possiamo essere certi che Dio adempirà le sue promesse?

Come sarebbe a dire? Non basta il fatto che è Dio ad averle fatte? Mica c’è bisogno di prove. La sua parola è la prova. Piuttosto si tratterà di vedere di quali promesse parlerete. Perché può essere che ne promettiate di inesistenti e ne neghiate di realissime.

Il fatto che abbiate iniziato a leggere questo libro dimostra che vi piacerebbe scoprire cosa insegna la Bibbia. Questo libro vi aiuterà. Noterete che in fondo a ogni pagina ci sono domande che corrispondono ai paragrafi. Milioni di persone che hanno esaminato la Bibbia insieme ai testimoni di Geova apprezzano questo metodo con domande e risposte. Speriamo che piaccia anche a voi. Dio vi benedirà mentre imparate quello che insegna realmente la Bibbia: sarà un’esperienza positiva ed emozionante.

Riecco subito “scoprire cosa insegna la Bibbia… quello che insegna realmente la Bibbia”, visto?
Attento a come procedi, WT e CD che ne hai la direzione, perché tutto quello che direte e anche quello che andrebbe detto ma di cui tacerete o deformerete i connotati, potrebbe essere usato contro di voi. Qui c’è una “Giuria” ormai disincantata. Ci sono molti ex TG che finalmente possono essere “bereani” e controllare attentamente tutto per vedere se le cose stanno realmente così come le dite, senza il timore di perdere tempo da utilizzare per riscattarlo contro un Armaghedon incombente che toglierebbe loro la serenità e il tempo per l’analisi.
In verità in verità Bery vi dice che alcuni dei presenti non passeranno affatto finché tutta la disamina di questo vostro nuovo testo di catechismo non sarà compiuta.
E nessuno si auguri che io divenga geovista, altrimenti… non si compirà mai.


[Riquadro/Foto a pagina 7]
COMINCIATE A CONOSCERE LA BIBBIA
LA BIBBIA è un insieme di 66 libri e lettere, divisi in capitoli e versetti per facilitarne la consultazione. In questa pubblicazione, quando vengono citati dei passi biblici, il primo numero dopo il nome del libro si riferisce al capitolo e il successivo al versetto. Per esempio, “2 Timoteo 3:16” indica la seconda lettera a Timoteo, capitolo 3, versetto 16.
Cercando i passi citati in questa pubblicazione ben presto acquisterete familiarità con la Bibbia. Inoltre, perché non vi prefiggete di leggere la Bibbia ogni giorno? Leggendo da tre a cinque capitoli al giorno, in un anno avrete letto l’intera Bibbia.

Grazie del suggerimento di leggere la Bibbia ogni giorno e delle indicazioni circa versetti e capitoli. Vergogna per la sottrazione di verità!... Dare ad intendere così come se fosse normale che LA Bibbia (mentre invece state parlando delle edizioni protestanti della Bibbia) consta di 66 libri, quando sapete che l’ecumene cattolica e ortodossa ha nella sua edizione 73 libri, è il primo grosso infortunio/bugia della WT/CD che la dice lunga sul suo modo di procedere.


Interpellanze e interrogazioni, riflessioni e/o osservazioni, inviti e richieste, di PETITIO

E’ vero o no che con tale incipit voi volete saggiare la preparazione biblica dei vostri interlocutori? E’ vero o no che, se la bevono senza sussultare, voi capite che non sanno niente di Bibbia e che farete loro digerire da subito quello che è scritto nella vostra Nuovo Mondo o un’edizione protestante? O, anche utilizzando sull’inizio la loro Bibbia polverosa sugli scaffali, avete quasi la certezza che non conteranno i libri biblici così da non accorgersi che ne hanno 7 in più, eliminati dalla Riforma Protestante?

Ed è vero o no che tra i sette libri eliminati ce ne sono due (Sapienza e II Maccabei) che alludono alla sopravvivenza dell’uomo dopo la morte e perciò sono contro la vostra cosiddetta “mortalità dell’anima”? Ed è vero o no che se qualcuno invece nota la vostra sottrazione voi obietterete che si tratta di libri apocrifi, riconosciuti tali dagli studiosi (sciocchezza sentita con queste orecchie!) e che comunque non sono importanti, cercando di minimizzare la sottrazione? Quando la verità è che si tratta di libri “deuterocanonici” (perché gli apocrifi sono ben altro!) che la fede cattolica e ortodossa considera Canonici a tutti gli effetti, e sono detti “deutero” semplicemente perché sono stati inseriti nel Canone definitvo solo verso la fine del processo che ha portato alla compilazione del Canone e alla formazione, dai vari “ta bibliai” (scritti) sparsi, all’unico odierno volume chiamato “La Bibbia”? Che allegria!...

E poi è vero o no che la Bibbia non dice quanti e quali sono i libri biblici? Al suo interno non esiste l’elenco! Esso è stato apposto da mani moderne, come i capitoli e i versetti. E l’elenco dei libri biblici, quelli e non altri con esclusione appunto di quelli definiti poi apocrifi e che al tempo aspiravano a far parte della Bibbia canonica, è stato o no stabilito dalla Chiesa Cattolica verso la fine del 400 DC al Concilio di Cartagine? E quell’elenco, accettato da tutta la cristianità (giacché non esistevano né ortodossi né protestanti) comprende o no quei 7 libri che nella vostra Bibbia mancano? Noi terremo ben conto di questa bugia iniziale, molto grave a parer nostro, e procederemo perciò – anche rinunciando a quei libri – con molta oculatezza per vedere se questa leggerezza nel nascondere la verità si estenda per caso – le premesse ci sono! – anche ad altre cose, come all’interpretazione biblica, alla traduzione del testo offerta nella vostra NM e (Geova non voglia!) addirittura alla manipolazione testuale di cui si vocifera e della quale vi rimproverano gli stessi fratelli protestanti…
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:52 pm

4.
CAPITOLO UNO (pag. 8-17)


Qual è la verità riguardo a Dio?

Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)

Dio si interessa davvero di voi?
Com’è Dio? Ha un nome?
È possibile avvicinarsi a Dio?
AVETE mai fatto caso al modo in cui i bambini fanno domande? Molti iniziano appena imparano a parlare. Guardano in su con gli occhi spalancati, pieni di interesse, e vi chiedono: Perché il cielo è azzurro? Di cosa sono fatte le stelle? Chi ha insegnato a cantare agli uccelli? Forse ce la mettete tutta per rispondere, ma non è sempre facile. A volte, anche dopo la risposta migliore, vi chiedono ancora : Perché?

Vero! A maggior ragione quindi avremo diritto noi di chiedere ancora “perché?” quando la risposta della WT non è delle migliori. Chi legge giudicherà. Abbiamo già un piccolo precedente no? La risposta data dal libretto alla domanda “quanti sono i libri della Bibbia” la cataloghereste tra le migliori? Sincera? Schietta? Esauriente?...

2 I bambini non sono i soli a fare domande. Mentre cresciamo continuiamo a farne, per sapere come comportarci, per conoscere i pericoli da evitare o per soddisfare la nostra curiosità. Ma sembra che a un certo punto molti smettano di farsi domande, specie quelle più importanti. Perlomeno, smettono di cercare risposte.
3 Pensate alle domande che compaiono sulla copertina di questo libro, nella prefazione o all’inizio di questo capitolo. Sono alcune delle domande più importanti che si possano fare. Eppure molti hanno rinunciato a trovare le risposte. Perché? Nella Bibbia si possono trovare? Alcuni pensano che le risposte che dà la Bibbia siano troppo difficili da capire. Altri si vergognano o trovano imbarazzante fare domande. Altri ancora concludono che sia meglio lasciare simili domande a insegnanti e capi religiosi. Voi che ne pensate?

Noi (cioè io e Petitio perché non sappiamo se e quanto altri condivideranno il nostro modo di vedere le cose) pensiamo che si potrebbero fare altre ipotesi. Per esempio: che tali domande sono importanti e che chiunque nella vita più volte se le pone, ma se si ricevono risposte false, sia perché chi le dà non capisce realmente la Bibbia, sia perché magari la travisa di proposito per altri scopi. E allora, nonostante si scorra la Bibbia ogni giorno, si creano delle prigioni interiori che fanno soffrire e dei miraggi di promesse che mai avverranno e che perciò preludono a cocenti delusioni, quando non anche a spaccatura degli affetti più cari. Non è vero?...

4 Molto probabilmente vi interessa trovare la risposta ai grandi interrogativi della vita. Senz’altro vi sarete chiesti: ‘Qual è lo scopo della vita? La vita è tutta qui? Com’è veramente Dio?’ È bene farsi simili domande, ed è importante non arrendersi finché non si trovano risposte esaurienti, degne di fiducia. Gesù Cristo, famoso per i suoi insegnamenti, disse: “Continuate a chiedere, e vi sarà dato; continuate a cercare, e troverete; continuate a bussare, e vi sarà aperto”. — Matteo 7:7.

Parole sante! Ma a quali porte bussare? A quella dei Mormoni? Degli Avventisti? Di Scientology? Di Sai Baba? Di Baha Ullah? Di Carolina o di Sorella Gabriele che si atteggiano a profetesse? Della Ontopsicologia? Della Psicocibernetica degli Esseni? Del REI-KI? Del Buddismo? Dei bambini di Dio? Di Sri Rainehesh? Di Hare Krshna? Del risorgente reverendo Moon che si propone come nuovo Messia? Di…???
Lo sapete che in Italia ci sono circa 600 denominazioni religiose o sedicenti tali? E che tutte reclamano di avere in esclusiva la parola risolutiva, l’unica vera? E che se non tutte, molte di esse hanno per pretesa base della loro dottrina la Bibbia? E che ciascuno mette in guardia di bussare alle porte degli altri qualificate come false e bugiarde, compresa (ohibò!) quella dei Testimoni di Geova?
Voi cioè, fino a prova contraria, siete, davanti ai sottoscritti, come tutti quelli che offrono una fede alternativa a quella delle chiese storiche. Siete sotto esame “bereano”.* Non basta che vi prodighiate in rassicurazioni. Valuteremo i fatti. “Carta canta” dice il saggio cinese.


5 Se “continuate a cercare” la risposta alle domande importanti, scoprirete che ne vale veramente la pena. (Proverbi 2:1-5) Nonostante quello che potrebbero avervi detto, le risposte ci sono, e nella Bibbia si possono trovare. Non sono difficili da capire, anzi infondono speranza e gioia. E possono aiutarvi ad avere sin d’ora una vita soddisfacente.

Che non siano difficili da capire dovreste chiederlo ai vostri predecessori. Non vi risulta che certe cose che oggi dite che la Bibbia dice non sono state capite per decenni? (cf infra, il paradiso terrestre e il palo sostitutivo della croce).
Il nostro cuore comunque è aperto alla più “bereana” speranza. Cominciate pure…

________________________________
* Per chi è totalmente digiuno di geovismo ricorderemo che i “Bereani”, nel “geovese”, sarebbero gli abitanti dell’antica Berea, i quali, essendo “di mente aperta” e non ottusi, alla visita catechizzante di Paolo e Sila, procedevano “con la massima premura di mente, esaminando attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stessero così”. (cf Atti 17, 11-12 NM)
E’ lo stesso CD dei TG ad elogiare e raccomandare tale attitudine critica e scrutatrice. Quindi non dovrebbe lagnarsi se noi la applicheremo non soltanto nella revisione (da lui desiderata) della nostra fede; né soltanto (come lui desidera) per controllare se le citazioni bibliche che ci propone con questo suo libretto siano o no corrispondenti alla Bibbia; ma la applicheremo anche su qualsiasi affermazione lui farà pretendendo che abbia il requisito della “verità”. Insomma è lui, se non andiamo errati, che, insieme al “cuore sincero” e alla “giusta inclinazione per la vita eterna” (che abbiamo e non può permettersi di dubitarlo se non peccando contro il comando evangelico di non giudicare l’interno delle persone) richiede che NON ci si fidi accogliendo le cose sulla parola. Del resto se si dovesse fare così noi saremmo passati già attraverso una decina di religioni, giacché i Testimoni non sono certo i primi arrivati a proporci un nuovo messaggio di fede nella nostra (ahimé!=che bellezza!) lunga vita interessatissima ai valori religiosi; né sono, a parer nostro, quelli che offrono il messaggio più allettante.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:53 pm

5.

Per cominciare, consideriamo una domanda che ha lasciato perplessi molti.
DIO È INSENSIBILE E CRUDELE?
6 Molti ritengono che la risposta sia sì. ‘Se Dio volesse’, pensano, ‘il mondo non sarebbe molto diverso?’ Ci guardiamo attorno e vediamo un mondo pieno di guerre, odio e miseria. Noi stessi ci ammaliamo, soffriamo e vediamo morire persone care. Molti si chiedono: ‘Se Dio si interessasse di noi e dei nostri problemi, non impedirebbe queste cose?’
7 Peggio ancora, a volte esponenti religiosi inducono a pensare che Dio sia crudele. Come mai? Di fronte a una sciagura dicono che era volontà di Dio. In effetti incolpano Dio delle brutte cose che accadono.

Ma guarda! E’ proprio la stessa deduzione che è venuta a me quando ho appreso che solo dopo 50 anni di geovismo Geova avrebbe fatto capire che c’era un paradiso terrestre e che suo Figlio era stato suppliziato su un palo anziché su una croce.
In effetti sembra proprio che il CD, autoqualificandosi come mero recettore nel “Canale di comunicazione” tra Geova e il suo popolo, sembra che incolpi Geova per non aver detto per tanto tempo la verità. Sarebbe colpa sua se, quanto al paradiso, tanta gente che non si sentiva Unta per il regno dei cieli ha sofferto e con loro hanno sofferto altri che invece si sentivano tali, impediti dal poter sostituire i primi (ci risulta che Convington, già membro del CD, ha avuto problemi di alcoolismo derivanti anche da questa schizofrenia interiore). E, relativamente alla croce, il CD ha fatto peccare di idolatria per 50 anni i suoi Testimoni che andavano in giro “gloriandosi della croce” (Rutherford) che portavano effigiata su una spilla appesa sul bavero della giacca.
E’ proprio vero che a questo mondo e perciò anche a Brooklyn esiste il doppio peso e la doppia misura e la cecità del fariseo che non si mette mai davanti allo specchio per dirsi “medico cura te stesso!” Che buffo! Non dovrebbe derivarne una bereana chiusura della fiducia nei confronti di chi parla così, come se avesse le mani pulite?


È la verità? Cosa insegna realmente la Bibbia? Giacomo 1:13 risponde: “Quando è nella prova, nessuno dica: ‘Sono provato da Dio’. Poiché con i mali Dio non può essere provato né egli stesso prova alcuno”. Quindi la malvagità che vedete nel mondo attorno a voi non ha mai origine da Dio. (Giobbe 34:10-12)

Beh, al tempo in cui l’umanità era così bambina da ipotizzare un dio del bene accanto a un dio del male era diverso. Ma dopo lo sviluppo millenario del pensiero filosofico è assurdo pensare che dall’Assoluto possa originarsi una qualsiasi malvagità. Non occorre che ci sia Giacomo a rispondere per tirare il “quindi”. Anzi, se andiamo ad usare il sistema di cercare versetti e applicarli come una griglia, così come troviamo questo di Giacomo troveremo quello di Giobbe e di vari autori veterotestamentari che “dicono” che da Dio viene sia il bene che il male. Noi cattolici spieghiamo queste stranezze ricorrendo alla categoria del genere letterario e del modo di esprimersi in uso al tempo dell’agiografo, e perciò come parole da decodificare con una intelligente interpretazione. Ma il CD che procede stando ferreamente (dice lui!) a ciò che è scritto e a come è scritto, come se la cava? Fingendo che non esistano tali versetti sconcertanti? Scegliendo ereticamente (àiresis=scelta) solo quelli che trova utili al discorso come quello di Giacomo?

È vero, egli permette che accadano cose brutte. Ma c’è una notevole differenza tra permettere che qualcosa avvenga ed esserne la causa.

Tra parentesi dirò che io per Dio preferirei un “Egli” con la maiuscola; ma se questo passa il convento… Parole sante comunque! Del tutto condivisibili (ohé non facciamo scherzi! Intendo queste e solo queste eh?) Ma allora si prenda in considerazione il fatto che la frase popolare “Non si muove foglia che Dio non voglia” significa “che Dio non voglia se la foglia che si muove è buona” e “che Dio non permetta se la foglia si muove al negativo”.
La Bibbia quindi va decodificata! Ci si deve leggere la sola “permissione” del male da parte di Dio, anche se non viene detto, e anche se viene detto che il male viene da Lui. Anche la lamentela del salmista relativa a Dio che era lontano da lui, è un modo di dire. Lui sapeva benissimo che non era vero e che era lui-uomo a non avvertire la Sua presenza protettiva


8 Per esempio, pensate a un padre saggio e amorevole con un figlio adulto che vive ancora in famiglia. Se il figlio diventa ribelle e decide di andarsene da casa, il padre non glielo impedisce. Il figlio prende una cattiva strada e si mette nei guai. Il padre è forse la causa dei problemi del figlio? No. (Luca 15:11-13) Similmente Dio non ha impedito agli esseri umani di fare scelte sbagliate, ma non è la causa dei problemi che ne sono derivati. Sicuramente non sarebbe giusto incolpare Dio di tutti i guai dell’uomo.

Lettori all’erta!. Qui il CD sta preparando il terreno per giustificare Dio in rapporto alla colpa futura di Adamo. E invece di risolvere il problema ricorrendo alla distinzione tra prevedere e predeterminare che per il protestantico CD dei TG sono la stessa cosa (i protestanti non sono mai riusciti a capirla questa differenza!) la risolverà rendendo Dio inconsapevole del futuro (prima assurdità) e siccome si rende conto che in tal modo toglierebbe a Geova molta della prescienza e quindi dell’onniveggenza, corregge poi il tiro dicendo che avrebbe potuto prevederlo ma non lo ha voluto fare! Cioè Geova non solo sarebbe limitato nella sua onniveggenza dal fatto di non essere onnipresente, ma anche dove potrebbe arrivare userebbe del suo potere preveggente in maniera selettiva, ad libitum. Una autolimitazione questa che, come appunto nella vicenda di Adamo spiegata in questi termini dal CD geovista, in sostanza lascia le creature umane di Geova esposte ai peggiori guai e che nessun genitore terreno degno di tal nome, per quanto abbia un cuore molto piccolo rispetto a quello del Padre che è nei cieli, imiterebbe.
Forse ho anticipato un discorso che spero ritroveremo in seguito. Io procedo leggendo e scrivendo passo passo.


9 Dio ha buone ragioni per permettere all’uomo di seguire una cattiva strada. Il nostro potente e sapiente Creatore non è tenuto a darci spiegazioni.

Ma cosa c’è da spiegare? La ragione è lapalissiana. Ha creato l’uomo con la libertà di scegliere tra il bene e il male. Proibirglielo (oltre che con il comando morale che lo rende solo “illecito” ma non “impossibile”) sia impedendogli fisicamente di attuare la sua libera scelta, sia modificando le circostanze, significherebbe negargli non solo la liceità ma la stessa possibilità di farlo e perciò sarebbe un trattare l’uomo come noi trattiamo le bestie. Ma così facendo andrebbe non solo contro la sua stessa determinazione nell’aver creato l’uomo con quella caratteristica di libertà/autodeterminazione, ma toglierebbe anche all’uomo ogni merito che viene proprio dal vedere il male come cosa a lui possibile, disapprovarlo e compiere il bene a costo di ogni sacrificio.

Per amore, però, Dio lo fa. Imparerete dell’altro circa queste ragioni nel capitolo 11. Ma siate certi che Dio non è responsabile dei nostri problemi. Anzi, è lui che ci dà l’unica speranza di vederne la soluzione. — Isaia 33:2.

Ma se è collegato a questo discorso andiamoci subito al capitolo 11. Vuoi vedere che ci troviamo la storia di Adamo e la conseguente malvagità che si è scatenata dopo la sua colpa?...
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:54 pm

6.
Indovinato! Il capitolo 11 parla proprio di ciò che pensavo. E perciò lo tratteremo qui. Questo è il posto giusto. Sarà una anticipazione e una digressione. Vorrà dire che quando arriveremo alla fine del cap. 10 ricorderemo che l'11 è stato trattato da questo post in poi.
E per non incorrere nella violazione del copyright faremo dei tagli al testo segnalandoli con gli omissis (...). Il punto di riferimento preciso restano, come detto i numeri dei paragrafi presenti nella stesso testo della WT


________________________________________________________________

CAPITOLO UNDICI (pag. 106-114)

Perché Dio permette le sofferenze?
È Dio la causa delle sofferenze?
Quale questione fu sollevata nel giardino di Eden?
In che modo Dio annullerà gli effetti delle sofferenze umane?

Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)
(...)
PERCHÉ C’È TANTA SOFFERENZA?
5 Persone di diverse religioni chiedono a capi e guide spirituali perché c’è tanta sofferenza. Spesso questi rispondono che è volontà di Dio, il quale molto tempo fa ha stabilito tutto quello che sarebbe accaduto, inclusi gli avvenimenti tragici.

Emerita sciocchezza! Dio da sempre non ha stabilito niente, ha solo preconosciuto tutto, e le azioni umane le ha preconosciute tenendo conto della libertà di autodeterminazione dell’uomo. Perciò non è Lui ad aver “stabilito” (che in genovese viene capito come “predeterminato”) ma l’uomo a stabilire le sue azioni, siano esse buone siano malvage. Il fatto che il CD di Brooklyn non riesca a capire la differenza tra preconoscere e prestabilire/predeterminare vuole dire solo che ha bisogno di studiare di più la logica, non che abbia ragione nel dire che sono la stessa cosa, e poi, per farla quadrare davanti agli intoppi, toglie a Dio sia l’onnipresenza che l’onniveggenza che invece Dio ha per natura in maniera non amisibile.

A molti viene detto che le vie di Dio sono un mistero o che è lui a far morire la gente, persino i bambini, per averli con sé in cielo.

Sciocchezza infantile. L’importante è che questo non lo insegni la Chiesa ufficialmente. Se il CD per avere ragione va raccattando comportamenti superstizioni o teologia di menti deboli per far passare queste cose come pensiero ufficiale del cattolicesimo, sappia che sta usando un boomerang. Non ci vorrebbe molto a fare lo stesso per ridicolizzare ciò che si raccoglie da vari TG proclamatori. Ma già sappiamo che a quel punto la WT dirà che, poverini, non hanno ancora “accurata conoscenza”. Perché allora usare doppio peso e non aggiungere, dopo questi “alcuni” criticati, che evidentemente si tratta di gente ai margini del vero cattolicesimo e del pensiero ufficiale espresso dalle varie Dirigenze della Cristianità?

Ma, come avete imparato, Geova Dio non è mai la causa del male. La Bibbia dice: “Lungi sia dal vero Dio l’agire malvagiamente, e dall’Onnipotente l’agire ingiustamente!” — Giobbe 34:10.

Già! Poi ci spiegherete, proprio grazie a Giobbe e ad Abramo come spiegate una certa ingiustizia che voi ritenete invece giusta relativa al non lasciare “né radice né ramo”. Lì saranno davvero dolori!… Lo vedremo a suo tempo…

6 Sapete perché alcuni fanno l’errore di dare a Dio la colpa di tutta la sofferenza che c’è nel mondo? In molti casi se la prendono con l’Onnipotente perché pensano che sia lui il governante di questo mondo. Non conoscono una semplice ma importante verità che la Bibbia insegna. Come abbiamo visto nel capitolo 3, il vero governante di questo mondo è Satana il Diavolo.

Una cosa non esclude l’altra. Che Satana governi il mondo significa semplicemente che da Adamo in poi gli uomini scelgono più facilmente la via del male e dell’interesse anziché quella del bene e dell’altruismo. Ma già sarebbe sbagliato dire che lo fanno perché sono governati da Satana! Satana non è il responsabile della decisione ultima. Può tentare, allettare, suggerire ecc… ma non sostituirsi all’uomo. Se potesse farlo, l’uomo non sarebbe più libero e quindi non sarebbe responsabile. Perciò il governante di questo mondo è sia Satana, su un certo livello, sia l’uomo a livello di causa efficiente delle scelte storiche che avvengono.
E va ricordato anche che, insieme a questo piano creaturale dei diavoli e dell’uomo, esiste anche il fatto che è Dio a mantenere ontologicamente il cosmo nell’esistenza . Perciò se il pugnale dell’assassino non si dissolve nel nulla è perché Dio è causa efficiente della sua permanenza nell’essere. Bisogna fare un’opera di scrutamento teologico molto diversa da quella sempliciotta del CD per scagionare completamente Dio da ogni responsabilità. Le Università pontificie sono pronte a ricevere i TG desiderosi di conoscere a fondo la teologia cattolica (che non è certo quella semplificata e deformata dal CD di Brooklyn capace di ammettere, assurdamente, che il mondo si regge da se stesso nel suo esserci).


7 La Bibbia parla chiaro: “Tutto il mondo giace nel potere del malvagio”. (1 Giovanni 5:19) Se ci pensate, non vi sembra logico? Questo mondo rispecchia la personalità della creatura spirituale invisibile che “svia l’intera terra abitata”. (Rivelazione 12:9) Satana è pieno di odio, è falso e crudele. Perciò il mondo, sotto la sua influenza, è pieno di odio, inganno e crudeltà. Questo è un motivo per cui c’è tanta sofferenza.

Questi sono assolutismi fondamentalisti e unilaterali. Nel mondo c’è anche una montagna di bene. Gesù l’ha illustrato parlando di grano e zizzania. Si tratta di scegliere quale maestro si vuole seguire: Brooklyn o Gesù?

(...) Ma dobbiamo ancora scoprire perché Geova permette tutte queste sofferenze. Se è l’Onnipotente ha il potere di porvi fine. Allora perché non lo fa? L’amorevole Dio che abbiamo imparato a conoscere deve avere una buona ragione. — 1 Giovanni 4:8.

Al nostro prossimo post la valutazione di tale (sic!) “bontà”…
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:56 pm

(seguita la digressione sul cap. 11)

7.

UNA QUESTIONE DI VITALE IMPORTANZA
10 Per scoprire perché Dio permette le sofferenze, dobbiamo riandare al momento in cui ebbero inizio. Quando Satana indusse Adamo ed Eva a disubbidire a Geova, fu sollevata una questione importante. Satana non mise in discussione la potenza di Geova. Anche lui sa che la potenza di Geova non ha limiti. Piuttosto, mise in dubbio il Suo diritto di governare. Dicendo che Dio è bugiardo e priva i suoi sudditi di ciò che è buono, Satana lo accusò di essere un cattivo governante. (Genesi 3:2-5) Insinuò che l’umanità se la sarebbe cavata meglio senza il governo di Dio. Era un attacco alla sovranità di Geova, al suo diritto di governare.
11 Adamo ed Eva si ribellarono a Geova. In effetti dissero: “Non abbiamo bisogno che Geova ci governi. Possiamo decidere noi cosa è giusto e cosa è sbagliato”. In che modo Geova poteva risolvere la questione? Come poteva insegnare a tutte le creature intelligenti che i ribelli avevano torto e che il suo modo di governare era il migliore? Qualcuno dirà che avrebbe potuto semplicemente distruggere i ribelli e ricominciare da capo. Ma Geova aveva dichiarato il suo proposito di riempire la terra dei discendenti di Adamo ed Eva e di farli vivere in un ambiente paradisiaco. (Genesi 1:28) Geova realizza sempre i suoi propositi. (Isaia 55:10, 11) Inoltre se si fosse sbarazzato dei ribelli non avrebbe risolto la questione che era stata sollevata riguardo al suo diritto di governare.

Molto interessante il punto da noi sottolineato. Il problema era quello di “insegnare a tutte le creature intelligente che i ribelli avevano torto”. Ne prendiamo nota per ciò che diremo dopo…
Intanto, tra i vari “avrebbe potuto” noi pensiamo che una buona soluzione avrebbe potuto essere quella di impacchettare Diavoli e progenitori per spedirli in una colonia penale su Saturno. Perlomeno non avremmo avuto né l’influsso diabolico sulla terra nei secoli, né l’attuale (secondo la teologia geovista) rompere le scatole da parte di Satana che nel 1914 sarebbe stato scagliato o “sulla terra” o “nelle vicinanze della terra”. Bah!


12 Facciamo un esempio. Immaginate che un professore spieghi alla classe come risolvere un problema difficile. Uno studente capace ma ribelle sostiene che la soluzione indicata dal professore è sbagliata. Insinuando che il professore non sia qualificato, quel ribelle insiste di conoscere un modo migliore per risolvere il problema. Alcuni studenti pensano che abbia ragione, e si ribellano anche loro. Cosa dovrebbe fare il professore? Se scacciasse i ribelli dalla classe, cosa penserebbero gli altri studenti? Non crederebbero che il loro compagno e quelli che si sono uniti a lui abbiano ragione? L’intera classe potrebbe perdere ogni rispetto per il professore, pensando che abbia paura di essere colto in fallo. Ma supponiamo che il professore permetta al ribelle di dimostrare alla classe come lui risolverebbe il problema.
13 Geova ha agito più o meno come quel professore.
Ricordate che i ribelli in Eden non erano i soli a essere coinvolti. Milioni di angeli stavano a guardare. (Giobbe 38:7; Daniele 7:10) Il modo in cui Geova avrebbe risolto la cosa avrebbe influito molto su tutti quegli angeli e in definitiva su tutte le creature intelligenti. Cosa ha dunque fatto Geova Dio? Ha permesso a Satana di dimostrare come avrebbe governato l’umanità. Ha permesso anche all’uomo di governarsi da sé sotto la guida di Satana.
14 Il professore del nostro esempio sa che il ribelle e gli studenti che parteggiano per lui si sbagliano, ma sa pure che dando loro l’opportunità di sostenere la propria tesi tutta la classe imparerà qualcosa. Quando i ribelli sbaglieranno, tutti gli studenti onesti si renderanno conto che il professore è l’unico idoneo a guidare la classe. Capiranno perché in seguito tutti i ribelli saranno espulsi. Similmente Geova sa che per tutti gli angeli e gli esseri umani onesti sarà un bene vedere che Satana e gli altri ribelli hanno fallito in pieno e che l’uomo non è in grado di governarsi da sé. Come Geremia nel passato, impareranno questa importante verità: “So bene, o Geova, che non appartiene all’uomo terreno la sua via. Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo”. — Geremia 10:23.

Questa spiegazione delle cose, con tutto il rispetto per l’intelligenza in sé, mi sembra la trovata più sciocca che sia venuta in testa alla Dirigenza geovista. L’assurdità generale di questa spiegazione è troppo urtante e la sua illogicità abissale. Proviamo a spiegarlo tenendo d’occhio i punti da noi sottolineati, compreso quello più sopra e ciò che seguirà.
Secondo il CD Geova avrebbe permesso a Satana di fare il cattivo e il pessimo tempo per dare una dimostrazione che convincesse. Solo VEDENDOLA, dice l’esempio alunni-professore, gli studenti avrebbero imparato e si sarebbero resi conto che… Passando agli Angeli; prima di vederla e toccarla per così dire con mano la prova essi avrebbero potuto nutrire il dubbio che… non sia mai che Satana dicesse il vero con la sua insinuazione?
Ma tutto ciò non è assurdo? Come potrebbe la corte celeste degli angeli aver nutrito il minimo dubbio circa la capacità di Dio a governare, ovvero che avrebbe potuto essere Satana ad aver ragione con la sua insinuazione e Geova a reclamare un millantato credito avanzando la sua maggiore capacità di governare? Un pensiero del genere non sarebbe stato un peccato imperdonabile di mancanza di fede nel Signore Creatore e ordinatore sublime del cosmo? Non avrebbe istantaneamente trasformato tutti gli angeli dubitanti in peccatori e demoni? Ma come! Noi noi, semplici esseri umani che mai abbiamo visto il volto di Geova, dobbiamo “procedere per fede e non per visione”. A noi deve bastare la sua Parola, e se non la crediamo pecchiamo di miscredenza, e invece gli Angeli, con tanto di garanzia ricavabile dalla magnificenza ben conosciuta del loro Creatore, avevano bisogno e diritto che facesse una dimostrazione per crederGli?
Ma non è anche assurdo pensare che a tale dimostrazione Satana avesse diritto? Primo egli era uno degli angeli più potenti e intelligenti. E, conoscendo perfettamente Geova, sapeva benissimo di mentire facendo quella insinuazione. Cioè la eventuale dimostrazione non era diretta a lui perché non ne aveva alcun bisogno, né poteva accamparne il diritto perché a un malandrino la… polizia non è tenuta a spiegargli nulla.
Altra assurdità si ricava dal pretendere che tale dimostrazione avrebbe convinto le persone umane intelligenti.
Perché ciò potesse avvenire sarebbe stato necessario che nessuna persona umana, dal tempo di Adamo ed Eva fino al 1914 (data dello STOP all’esperimento) fosse mai morta e avesse potuto sperimentare che ogni forma di governo, storicamente tentato dall’uomo, era in effetti un tentativo sconclusionato di buon governo perché costruito al seguito di guida satanica.
Ma la realtà è che milioni di uomini e centinaia di generazioni sono morti (e pure dopo brevissimo tempo!) senza poter vedere e valutare le varie forme di governo a loro posteriori o antecedenti. Ed è anche lapalissiano che anche quelli esistenti nel 1914, non avevano personalmente sperimentato le forme di governo anteriori alla loro esistenza. Il fatto che fossero state sperimentate da altri uomini non poteva costituire “prova” che erano fasulle. Essi potevano pensare benissimo che non hanno funzionato per stupidità umana e non perché erano sbagliate come forma di governo. Potevano pensare che, esercitate da loro, avrebbero funzionato.
In conclusione Geova avrebbe sottoposto l’umanità a quell’oceano di sofferenza che conosciamo per niente! Non per convincere Satana, non per convincere gli Angeli buoni, non per dimostrare alcunché a tutti gli esseri umani. Il meno che si possa dire di tutto questo? La logica di Geova è sorprendente!
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 7:58 pm

(seguita la digressione sul cap. 11)

8.

PERCHÉ TUTTO QUESTO TEMPO?
15 (…) Perciò è stato necessario lasciar passare del tempo. In migliaia di anni di storia, l’uomo ha sperimentato ogni forma di autogoverno. L’umanità ha fatto dei progressi nella scienza e in altri campi, ma in quanto a ingiustizie, miseria, criminalità e guerre è andata di male in peggio. Il governo umano si è dimostrato un fallimento.

E finiamo con un pizzico di humor questa carrellata di tristissime assurdità, ricordando che ancora non si è sperimentato a livello mondiale una gestione statale come quella che esiste in Vaticano, giudicato dall’ONU il patrimonio artistico dell’umanità. Un’oasi di buon governo “clericale” nel caos generale di stati cosiddetti “laici”..

17 (…)Dio si servirà di Gesù “per distruggere le opere del Diavolo”. (1 Giovanni 3:8) E lo farà proprio al momento giusto. Possiamo essere lieti che non l’abbia fatto prima, perché la sua pazienza ci ha dato la possibilità di conoscere la verità e di servirlo. (2 Pietro 3:9, 10) Nel frattempo Dio cerca attivamente adoratori sinceri e li aiuta a sopportare qualsiasi sofferenza incontrino in questo mondo travagliato. — Giovanni 4:23; 1 Corinti 10:13.

Questo momento, dal CD definito “giusto” in effetti è sperequativo. Appunto perché, come osservato, non può convincere nessun uomo della terra: né quelli passati che non hanno visto le vicende future, né quelli esistenti nel 1914 perché non hanno potuto né vedere né valutare le vicende passate. In più la sua ingiustizia risalta dal fatto che in tale ottica Geova avrebbe adoperato l’umanità come cavia da esperimento. Strano che non gli sia venuto in mente di prendere gli angeli decaduti, seguaci di Satana, costringerli a materializzarsi (sto usando la teologia geovista!) e far sperimentare loro, sulla loro pellaccia quanto era fasullo il loro Governatore a governarli.*
* Ma forse mi sbaglio. Forse avrebbero tutto sommato formato un buon governo dal momento che, come dice il proverbio: “Tra cani nun se mòzzicheno”.



Interpellanze e interrogazioni, riflessioni e/o osservazioni, inviti e richieste, di PETITIO
Naturalmente quoto le osservazioni già formulate da Bery, soprattutto quelle relative all'inammissibile perplessità degli Angeli santi davanti alle ridicole insinuazioni di Satana che era "bugiardo fin dall'inizio", e quelle relative al dovere di Dio di dare una "dimostrazione", il che è del tutto l'opposto che l'esigere fiducia sulla base della sua assoluta santità che gli impedisce di mentire. Lo stesso vostro CD ha scritto "Cose nelle quali è impossibile che Dio menta". Ebbene tra queste cose importantissime e gravide di conseguenze non ci stava di diritto anche quella relativa al suo buon governo? Insomma dove mai poteva radicarsi ragionevolmente il dubbio della corte angelica?
A queste osservazioni aggiungo...
Testimoni di Geova, vi rendete conto che anche in questo frangente la vostra Dirigenza vi sta chiedendo di adorare un Dio fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo? Ma questo non è esattamente il contrario di ciò che dice la Bibbia quando ci insegna che è l’uomo ad essere fatto ad immagine di Dio e non viceversa? E non si pecca di idolatria immaginando un Geova che, né biblicamente né razionalmente, corrisponde al concetto di Dio?
Avete mai riflettuto che la vostra “testimonianza di integrità” in effetti non raggiungerà i destinatari per cui Geova aveva preordinato la “dimostrazione”? e che quindi vi si fa soffrire a vuoto?
E in che modo poi il vostro comportamento “saldo” rallegrerebbe il cuore di Geova quando vi vedesse mantenere l’integrità di fronte alla prove, se Geova, scrutandovi sin dall’utero di vostra madre già sapeva che avreste resistito o capitolato davanti alla tentazione?
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Mer Mar 19, 2008 8:00 pm

(seguita la digressione sul cap. 11 - e termina)

9.

18 Qualcuno potrebbe chiedersi: Ma tutte queste sofferenze non si sarebbero evitate se Dio avesse creato Adamo ed Eva in modo tale che non potessero ribellarsi? Per rispondere dovete ricordare che Geova ci ha fatto un dono prezioso.
COME USERETE IL DONO DI DIO?

Gli ultimi paragrafi (dal 18 al 21) parlano del libero arbitrio di cui Adamo ed Eva erano dotati.

Osservazioni critiche di BERESCITTE
Poiché’ io ritengo che questo trattatello faccia danno sia per ciò che dice, sia per ciò che omette. Inserirò qui una valutazione critica relativa al libero arbitrio e al peccato originale, giacché ho visto, da una rapida scorsa del libretto, che non se ne parla.

Invece di questo argomento se ne parla, e chiaramente, sul manuale “Ragioniamo” alle pag. 99-113. Lì il CD dei TG affronta il problema relativo alla prescienza di Dio e cerca di rispondere al quesito se su Geova ricada o no la colpa di Adamo dal momento che Egli, prevedendola, avrebbe dovuto non crearlo affatto.
Innanzitutto abbiamo l’identificazione, da noi rifiutata, tra presapere/preconoscere e prestabilire/predeterminare. Il CD è convinto (ed è un retaggio del protestantesimo da cui il geovismo deriva) che se Geova preconosce un evento futuro ne predetermina come causa efficiente e in maniera infallibile l’avverarsi. Ecco le sue parole:

«Un Dio giusto e amorevole incoraggerebbe le persone a fare ciò che è giusto, prospettando loro una ricompensa, se sapesse che sono predestinate a fallire?» (Ragioniamo p. 101) e anche:

«Incoraggereste i vostri figli a impegnarsi in un’impresa che prospetta un futuro meraviglioso, sapendo fin dall’inizio che è destinata a fallire? Li mettereste in guardia contro qualche pericolo, pur avendo già programmato tutto affinché si mettano di sicuro nei guai?» (ivi) (sottolineature) nostre)

Al che noi obiettiamo che Dio preconosce il futuro delle cose ma tenendo conto della loro natura. Ovvero: come si comporteranno gli astri lo sa, tenuto conto delle loro leggi necessitanti; come si comporterà l’uomo Egli lo sa tenuto conto degli atti che l’uomo porrà liberamente (e anche di quelli che porrà istintivamente giacché formano le attenuanti delle colpe e la diminuzione del merito nelle scelte positive!). Questo lascia dunque che la causa efficiente dell’atto umano sia l’uomo stesso. Ed è per questo che Dio lo ritiene responsabile del male e titolare di merito nel bene scelto.

Ciò stabilito il CD si preoccupa di scagionare Geova dall’aver predeterminato, con la sua preconoscenza, il peccato di Adamo rendendosene correo. E lo risolve semplicemente togliendo a Geova la prescienza universale. Ovvero dicendo che non sapeva cosa avrebbe fatto Adamo. E non lo sapeva non perché non poteva saperlo ma perché non ha voluto saperlo (appunto per evitare di esserne coinvolto predeterminandolo con la sua preconoscenza).
Ecco l’esempio che il CD ci offre:
«Chi possiede una radio può ascoltare le notizie da varie parti del mondo. Ma il fatto che possa sintonizzarsi su una certa stazione non vuole dire che lo faccia. Deve prima accendere la radio e poi scegliere la stazione. In maniera simile Geova ha la capacità di preconoscere gli avvenimenti, ma la Bibbia mostra che Dio usa questa capacità in modo selettivo e discrezionale…” (ivi p. 101, i corsivi sono nel testo)

Geova dunque, a quanto si apprende sia da “Ragioniamo” che da “Perspicacia”, riguardo al futuro, ha tre eventualità: 1) quella di preconoscerlo perché lo ha predestinato con tanto di personale intervento straordinario miracoloso che lo farà andare appunto come vuole Lui; 2) quella di preconoscerlo, e perciò poterlo predire con sicurezza, basandosi su certi segni che lui può studiare e di cui deve tener conto calcolando tutte le variabili*; 3) e un futuro del tutto inaccessibile quando sono del tutto assenti tali segni.**
Ora, quanto ai segni che avrebbe potuto scrutare su Adamo ed Eva, si afferma che ha preferito distogliere lo sguardo.
________________________________________________
* E’ il caso della scrutatio dei geni dei gemelli nell’utero di Rebecca (cf Ragioniamo p. 102) per preconoscere e profetizzare che il secondogenito Giacobbe, avrebbe soppiantato il primogenito Esaù. E’ il caso di Gesù che Geova era sicuro che ce l’avrebbe fatta “perché ne aveva osservato il modo di pensare e di agire in cielo sin dal principio della creazione” (Ragioniamo p. 99-100)
** E’ il caso dei futuri Unti che Geova ha preconosciuto “sin dalla fondazione del mondo” (che poi il CD è costretto a interpretare come non prima della fondazione del cosmo ma prima della nascita dell’umanità-mondo-Caino e Abele) ma non come singoli soggetti bensì “come classe”. Preconoscerli ed “eleggerli” sin da quel momento avrebbe, di nuovo, reso Geova correo delle defezioni operate dagli Unti apostati!
Geova poi, coerentemente con l’assegnazione datagli dal CD di un “corpo spirituale” fatto “di forma ben definita” che lo obbliga ad abitare in un luogo preciso (cf Potete vivere, pag. 36) e gli toglie perciò l’onnipresenza, è per così dire “aiutato” in questa sua non conoscenza compromettente appunto dalla asserita “non onnipresenza” nel creato. (cf Accertatevi pag. 204)

Inutile dire che, al confronto, il nostro Dio-Trinità (ma anche il Dio-Causa-Prima conosciuto solo razionalmente) che segue obbligatoriamente in ogni istante l’esistenza della più piccola particella dell’universo, e ne conosce da sempre vita morte e miracoli, è ben diverso da Geova. E che sia il Dio “onnipresente” quello vero è detto dalla Bibbia con le parole “In lui viviamo, ci muoviamo e siamo” (Atti 17,28) (gr. èn autò gar zòmen kài kinoùmeta kài esmèn”; passo opportunamente edulcorato dalla NM che lo rende “Poiché mediante lui abbiamo la vita e ci muoviamo ed esistiamo”.


(FINE della digressione sul Cap. 11 – si prosegue riprendendo il cap 1 da dove lo avevamo lasciato)
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 20, 2008 5:41 pm

(riprendiamo qui l’esame del cap. 1 ove eravamo giunti, con il post n.5 , al paragrafo 9 del testo)

10.

10 Inoltre, Dio è santo. (Isaia 6:3) Questo significa che è puro. In Dio non c’è traccia di malvagità. Perciò possiamo avere completa fiducia in lui. Non si può dire lo stesso degli esseri umani, che a volte si lasciano corrompere. Anche l’uomo più onesto al potere spesso non può rimediare ai danni causati da persone malvage. Ma Dio è onnipotente. Può annullare tutti gli effetti che la malvagità ha avuto sull’uomo e lo farà. Quando interverrà, Dio porrà fine al male per sempre. — Salmo 37:9-11.

COSA PROVA DIO PER LE INGIUSTIZIE CHE SUBIAMO?
11 Nel frattempo, cosa prova Dio per ciò che accade nel mondo e a voi stessi? Prima di tutto la Bibbia insegna che Dio “ama la giustizia”. (Salmo 37:28) Quindi non è affatto indifferente a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato. Detesta ogni specie di ingiustizia. La Bibbia dice che un tempo, quando il mondo si riempì di cattiveria, Dio “se ne addolorò nel suo cuore”. (Genesi 6:5, 6) Dio non è cambiato. (Malachia 3:6) Le sofferenze che ci sono nel mondo lo addolorano ancora. E detesta veder soffrire la gente. “Egli ha cura di voi”, dice la Bibbia. — 1 Pietro 5:7.
12 Come facciamo a essere sicuri che Dio detesta vederci soffrire? Un’ulteriore garanzia è che, come insegna la Bibbia, l’uomo è stato creato a immagine di Dio. (Genesi 1:26) Se abbiamo buone qualità è perché Dio ha buone qualità. Per esempio, vi dispiace veder soffrire gli innocenti? Se queste ingiustizie vi affliggono, state certi che Dio si affligge ancor di più.

Rileggo: “Prima di tutto la Bibbia insegna… La Bibbia dice che un tempo… ha cura di voi, dice la Bibbia… garanzia è che, come insegna la Bibbia”.
Stai sprecando carta, caro CD! Questo ritornello condiziona solo chi non è bereano. Solo chi è frettoloso e superficiale può ricevere questo ritornello come continue martellate così che il chiodo che sia la Bibbia a “dire” gli si conficca dentro in maniera subliminale. Ma noi, come detto, siamo Bereani e perciò decodifichiamo. Queste cose non le “dice” la Bibbia! Comunque la giri e per quanto si protesti il contrario la verità è che è la WT, è il CD, sono i Testimoni predicatori a far dire alla Bibbia le cose stampate su questo libro.
E, se è così, la fiducia deve essere sospesa, bisogna verificare. Perché può avvenire, fatto l’accertamento, che quello che il libro dice lo dica realmente la Bibbia se c’è corrispondenza, mentre può darsi anche che chi ha scritto il libro che abbiamo sottomano vada fuori comprensione; e allora ciò che è scritto sul libretto, per quanto il CD martelli che sia la Bibbia a dirlo e per quanto si appoggi a citazioni bibliche, non sarà ciò che dice la Bibbia ma ciò che a Brooklyn interessa far credere che la Bibbia dica. E che noi, con la bereana opera di accertamento, smaschereremo nella sua falsità man mano che lo incontreremo. Sì, continueremo ad essere bereani, anche se il CD ci tacciasse strumentalmente di “cuore non sincero” e “senza la giusta inclinazione per…” bere ciò che lui propina.
Una domanda: quanti lettori con cuore sincero si accorgono di questo uso martellato e strumentale del refrain “dice la Bibbia, la Bibbia dice”?

E passiamo a… “Lo addolorano… detesta… state certi che Dio si affligge…”. Ma così fosse questo sarebbe un uomo non Dio! L’interiorità divina non può essere equiparata al funzionamento del cuore umano. Di nuovo, facciamo dell’airesis? Dove sono i versetti che Dicono “io sono Dio non un uomo, io non muto” e che parlano del “felice Iddio”? perché non li citate qui e risolvete il busillis del contrasto se potete?
Invero questa insistenza sull’umore variabile di Dio nel geovismo è creduta alla lettera! E allora io penso che questo Dio, cioè il Geova di Brooklyn, sia un Dio “umano, troppo umano” direbbe Nietzsche . Io non saprei che farmene. Qui si tocca con mano la deformazione nel capire la Bibbia se la si legge fondamentalisticamente. E’ vero che le parole bibliche suonano così e assegnano a Dio questi sentimenti di Gioia e dolore, collera e felicità, decidere una cosa e ripensarci, non sapere una cosa e venire a vedere per certificarla ecc… Ma guai se le cose nella realtà funzionassero così. Non avremmo a che fare con Dio di cui l’uomo è immagine ma con un Dio fatto ad immagine dell’uomo.


13 Una delle caratteristiche più belle degli esseri umani è la capacità di amare. Anche in questo assomigliamo a Dio. La Bibbia insegna che “Dio è amore”. (1 Giovanni 4:8) Noi amiamo perché Dio ama. L’amore non vi spingerebbe a porre fine alle sofferenze e alle ingiustizie che vedete nel mondo? Se ne aveste il potere, non lo fareste? Certamente! Potete essere altrettanto certi che Dio porrà fine alle sofferenze e alle ingiustizie.

Ma che razza di imbroglio è questo? Giochiamo a cambiare le carte in tavola? Ma come? Fate le domande che spingerebbero ogni uomo buono ad un urgente e tempestivo intervento salvatore e ve ne uscite con la promessa che Dio invece non si muove ma si muoverà? la domanda è perché mai non si muove preventivamente, come farebbe ogni buon padre terreno, così da evitare anche l'esperienza di errori e sofferenze, invece di limitarsi a riparare alla fine gli effetti del male! Ma che per caso sono suoi figli solo quelli presenti nel momento che si muoverà e non anche quelli che, nell’attesa del soccorso invocato e aspettato invano con fiducia, hanno dovuto piangere, soffrire e morire senza vederGli muovere un dito?
Date retta a Bery, voi del CD di Brooklyn. Vi conviene ricorrere alla trovata del Capitolo 11 e dire che Geova non può impedire il male ora perché è tutto relegato nel suo reame dei cieli dai quali potrebbe sapere le cose ma solo se gliele riferisce lo spirito santo dopo che sono avvenute e perciò la maggior parte gli sfuggono. Quanto a quelle che, grazie alla sua scrutatio dei segni potrebbe prevedere e prevenire, non lo fa perché preferisce usare la scrutatio in maniera selettiva, cioè non usarla per niente altrimenti non potrebbe arrivare a tutto perché non può essere onnipresente, farebbe sperequazione negli interventi salvifici, si dovrebbe addossare una gran parte di responsabilità per non aver organizzato un sistema preventivo più efficiente (per es. un robot come quello di "ultimatum alla terra" che avrebbe dissuaso qualunque crimine) e... e altro ancora che adesso non mi viene; ma è tutta conseguenza logica della vostra concezione della divinità che voi del CD o non vedete o non volete tirare.

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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 20, 2008 5:52 pm

11.

Le promesse menzionate nella prefazione non sono semplici sogni o speranze vane. Le promesse di Dio si avverano sempre! Tuttavia, per riporre fede in queste promesse dovete conoscere meglio il Dio che le ha fatte.

DIO VUOLE CHE SAPPIATE CHI È

Mah! Se continua così mi sa che è meglio per Lui essere ignorato. Ma continuo sperando che appunto siate voi a dipingerlo come non è e non che il Dio biblico sia realmente così.

14 Se desiderate presentarvi a qualcuno, cosa fate? Non gli dite il vostro nome? E Dio ha un nome? Molte religioni affermano che si chiama “Dio” o “Signore”, ma questi non sono nomi propri. Sono titoli, come “re” e “presidente”. La Bibbia insegna che Dio ha molti titoli, fra cui “Dio” e “Signore”. Ma insegna pure che Dio ha un nome proprio: Geova. Salmo 83:18 dice: “Tu, il cui nome è Geova, tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra”. Se nella vostra traduzione della Bibbia non c’è questo nome, potete consultare l’Appendice alle pagine 195-7 per sapere come mai. La verità è che il nome di Dio compare migliaia di volte negli antichi manoscritti biblici. Perciò Geova desidera che conosciate il suo nome e che lo usiate. In un certo senso, si serve della Bibbia per presentarsi.

Ecco una sorprendente trovata. Voglio conoscere Dio e mi si dice di porre somma attenzione a qualcosa che, nelle relazioni conoscitivo/affettive tra padre e figlio è del tutto trascurata: chiamarlo per nome!
A me i miei piccoli mi chiamavano “papà e papino” . Adesso ho un nipotino che mentre scrivo sa dire solo “papà” e adopera quella parola come vocabolario universale; e il padre si strugge per lui dalla tenerezza. Immaginate un po’ se un giorno cominciasse a chiamarlo per nome “Marco!, Marchino bello!” Io credo che il padre gli correrebbe appresso per tutta casa, gridando “Chi ti ha insegnato a prendere in giro papà?”
Lo so che la WT la pensa diversamente, ma a me basta il parere di Gesù che ha detto "voi dite Padre" per chiudere qui il discorso su questa faccenda del nome.
Che poi Geova sia non una traduzione ma solo la pronuncia e per giunta sbagliata di quello che molto probabilmente era “Yahweh” (anch’esso un titolo indicante una qualità) è un discorso fatto le mille volte che rimando alle trattazioni che si trovano su questo sito e su vari 3D del forum.


15 Dio si è dato un nome pieno di significato. Questo nome, Geova, significa che egli è in grado di adempiere qualsiasi promessa e di portare a compimento qualsiasi cosa si proponga di fare. Il nome di Dio è unico, senza uguali. Spetta solo a lui. Geova è unico sotto diversi aspetti. Quali?
16 Abbiamo visto che Salmo 83:18 diceva di Geova: “Tu solo sei l’Altissimo”. Similmente, solo Geova viene definito l’“Onnipotente”. Rivelazione 15:3 dice: “Grandi e meravigliose sono le tue opere, Geova Dio, Onnipotente. Giuste e veraci sono le tue vie, Re d’eternità”. Il titolo “Onnipotente” ci insegna che Geova è l’essere più potente che ci sia. La sua potenza è incomparabile, suprema. E il titolo “Re d’eternità” ci ricorda che Geova è unico sotto un altro aspetto. Lui solo è sempre esistito. Salmo 90:2 dice: “Da tempo indefinito fino a tempo indefinito [o, per sempre] tu sei Dio”. Questa idea non vi incute un timore reverenziale?

No. Io ho un’idea molto più strepitosa di quella che si ricava da questi poveri accenni biblici e che evidenzia una potenza divina che nessuno scrittore biblico avrebbe mai immaginato. Loro per “soppesare” la potenza del Creatore facevano riferimento alla natura. Ma, come sappiamo, ne avevano una conoscenza infantile e superficiale. Certamente quella loro idea sarebbe stata sostituita e di corsa se avessero saputo che la materia è fatta di atomi e particelle e che la materia più dura è fatta comunque soprattutto di vuoto perché lo spazio tra nucleo ed elettroni è stratosferico, e che in quel fregnetto piccolo così si cela la potenza della bomba atomica… E si sarebbero sturbati dall’emozione la sera vedendo il cielo stellato se non avessero immaginato il firmamento come una sorta di cupola rigida che stava ad una altezza raggiungibile (la torre di Babele aveva appunto in progetto di arrivarci per conquistare il reame dei cieli che vi poggiava sopra) ma quello che è in realtà: uno spazio da misurare col metro degli anni luce… eccetera… E questo dalla sola scienza.
Se poi passiamo all'apporto della filosofia finiamo in coma dall'emozione, perché essa può assicurare (come ho già detto) che Dio conosce 'per nome e cognome' ogni singola particella della sua creazione e ne segue le vicende dall'inizio del cosmo fino ad oggi, anzi sa già come andrà a finire quando Lui instaurerà "nuovi cieli e nuova terra".
Sì, io ritengo senz'altro che questa nostra conoscenza naturale supera di molte spanne l’idea di grandezza di Dio ricavabile dalla Bibbia. Almeno fin quando non si arriva alle pagine ove si parla della… risurrezione di Gesù.

PS - Quasi lo dimenticavo. la prima riga sottolineata, ove si dice che Geova è "l'essere più potente che ci sia" è già sbagliata. Perché livella Dio/Essere alle creature/esseri mettendolo sullo stesso piano e all'interno del cosmo. Quando la verità è che Egli, essendo trascendente il cosmo e tutti i cosmi possibili, sta per forza di cose su un livello non paragonabile ad alcuna potenza creata, se non altro perché (potenza della filosofia!) ogni potenza creata deriva da Lui il proprio essere con tutti gli annessi, potenza compresa. Ed è matematicamente impossibile che il meno ontologico non sia inferiore al più ontologico come è impossibile che la parte sia uguale o superiore al tutto.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 20, 2008 5:53 pm

12.

17 Inoltre Geova è unico in quanto lui solo è il Creatore. In Rivelazione 4:11 si legge: “Degno sei, Geova, Dio nostro, di ricevere la gloria e l’onore e la potenza, perché tu creasti tutte le cose, e a causa della tua volontà esse esisterono e furono create”. Ogni cosa a cui potete pensare, dalle celesti creature spirituali invisibili alle stelle che brillano nel cielo notturno, ai frutti che crescono sugli alberi o ai pesci che guizzano nei mari e nei fiumi, tutto esiste perché Geova è il Creatore!

POTETE ESSERE VICINI A GEOVA?
18 Leggendo delle straordinarie qualità di Geova alcuni si sentono un po’ a disagio. Temono che un Dio così grande sia fuori della loro portata, che non potrebbero mai avvicinarsi a lui né interessargli. Ma è giusto pensarla così? La Bibbia ci insegna proprio il contrario. Dice che Geova ‘in effetti non è lontano da ciascuno di noi’. (Atti 17:27) Anzi la Bibbia ci esorta: “Accostatevi a Dio, ed egli si accosterà a voi”. — Giacomo 4:8.

Oh, se è per questo la filosofia insegna assai di più. L'ho già anticipato e lo preciso. Essa spiega l’essere delle cose, poiché sono tutte contingenti e non hanno in sé la ragione del proprio esserci, come partecipato dall’Essere divino, il che è quanto dire sostenuto istante per istante sul vuoto del niente dalla volontà creatrice di Dio. La creazione cioè non è avvenuta una volta per tutte, come pensa il CD dei TG che immagina addirittura Geova immerso nello spazio e tempo fisici, e, immaginandolo provvisto di corpo, lo ritiene non onnipresente e perciò totalmente ignaro di ciò che avviene fuori della sua portata visiva (a meno che non mandi lo spirito santo a fargli da reporter per ciò che gli interessa).
La filosofia - chi provi a bazzicarla un tantino -, non solo non è demonizzata ma aiuta anzi la corretta comprensione biblica se ci dice che il versetto più genuinamente espressivo così come suona della Bibbia è “in Lui ci muoviamo esistiamo e siamo”. Altro che lontananza! Dio è obbligato a tenerci in essere ad ogni frazione infinitesimale di tempo. Ed è questa idea di vicinanza. Direi meglio di “compenetrazione” totale e intima, che fece esclamare ad Agostino che Dio gli era “intimior intimo meo” (più intimo a me del mio stesso intimo); verità questa, che unita a quella della filiazione adottiva e dell’essere in Sua grazia, dà a noi della “cristianità” quell’atteggiamento fiducioso e filiale che forse molti TG ignorano, in favore del giudaico timore reverenziale.


(. . .)
21 Un po’ alla volta capirete perché la Bibbia ci insegna a pensare a Geova come a un Padre. (Matteo 6:9) Non solo ci ha dato la vita, ma desidera che viviamo nel miglior modo possibile, come ogni padre amorevole vorrebbe per i figli. (Salmo 36:9) La Bibbia ci insegna pure che gli esseri umani possono diventare amici di Geova. (Giacomo 2:23) Pensate: potete diventare amici del Creatore dell’universo!

Grazie, ma “figli” ci piace di più. Io lo preferisco. A voi invece, non la Bibbia ma un certo CD che la legge per voi, ha fatto credere che la figliolanza sia riservata a soli 144.000 eletti.

22 Man mano che imparate altre cose dalla Bibbia, qualche persona benintenzionata potrebbe insistere che smettiate di studiarla. Forse teme che cambiate religione. Ma non permettete a nessuno di impedirvi di stringere la migliore amicizia possibile.

Sì, non permettete, fratelli di fede cattolica che simpatizzate per i TG, non permettete al geovismo di defraudarvi della vostra figliolanza divina, donatavi nel Battesimo. “Se sei figlio sei anche erede”, dice la Bibbia. Perciò ponderate bene che, in questo preciso caso del rapporto “parentale” tra noi e il Creatore e Padre donatoci da Gesù, con l’inserimento nel suo Corpo (ricordate la similitudine della vite e dei tralci?) ponderate bene che il geovismo vi sta proponendo di sostituire la “figliolanza divina adottiva” a cui avete diritto con il diventare “figli della schiava”, la primogenitura con un piatto di lenticchie, il caffè che avete con il surrogato, i gioielli con la paccottiglia, la perla preziosa (grazia=veste nuziale che permette l’ingresso al banchetto dei cieli) con una semplice carta di credito che vale quanto un… dollaro bucato per la sua labilità. (beh, la WT è americana e quindi un pizzico di western non guasta)

Non vi sembra che anche quell’acccenno all’eventualità che qualcuno benintenzionato insista perché voi non studiate la Bibbia è una insinuazione molto studiata? In realtà il CD sa benissimo che nessuno al mondo vi dissuaderebbe mai “perché studiate la Bibbia”. Semmai se qualche parente o amico premuroso lo facesse lo farebbe perché la volete studiare con i Testimoni che, notoriamente, hanno sia un’esegesi stiracchiata e strumentalizzata della Bibbia sia perfino una traduzione falsata che ve ne stravolge in gran parte il senso..
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 20, 2008 5:55 pm

13.

23 Certo, ci saranno cose che inizialmente non capirete. Può essere un po’ umiliante chiedere aiuto, ma non trattenetevi perché provate un certo imbarazzo. Gesù disse che è bene essere umili, come i bambini. (Matteo 18:2-4) E i bambini, come sappiamo, fanno un sacco di domande. Dio desidera che troviate le risposte. La Bibbia loda alcuni che erano ansiosi di imparare a conoscere Dio e controllavano con cura nelle Scritture che quanto stavano imparando fosse la verità. — Atti 17:11.

E’ la famosa citazione che rimanda ai cosiddetti “Bereani” o abitanti di Berea di cui abbiamo già parlato. Ma ci risulta che il CD da un lato invita i suoi TG ad essere tali, e dall’altro, quando questi lo fanno sul serio e perciò la loro indagine va verso i cosiddetti scheletri nell’armadio (inconsistenze di dottrina e pecche direzionali che per la WT è vantaggioso tenere nascoste) allora la Dirigenza mette in atto tanti di quegli accorgimenti/paletti atti ad impedire l’esercizio libero di quel tanto vantato bereanesimo. Tra i vari paletti, ad esempio, eccellono: 1) attenzione all’orgoglio che ti porta verso il pensiero indipendente…; 2) resisti a Satana che ti tenta facendoti diminuire la fiducia nell’Organizzazione…; 3) guarda che in certe posizioni e contestazioni c’è il pericolo del pensiero apostata (cioè dei fuorusciti con cui la Bibbia dice di non parlare)…; 4) temi il pericolo derivante dalla filosofia che sarebbe una cosa condannata dalla Bibbia (quindi si ricorre perfino allo humour!)…; 5) guarda che corri il pericolo di perdere quel tempo – molto ridotto in questi ultimissimi giorni!!! - che Geova ti concede pazientemente per “riscattare” il tempo che hai perduto seguendo Babilonia la Grande (=l’impero mondiale della falsa religione che ha per capocoro la Chiesa Cattolica)… e via spaventando…

24 Il modo migliore per conoscere Geova è esaminare la Bibbia. È diversa da qualsiasi altro libro. In che senso? Nel prossimo capitolo tratteremo questo argomento.

Io preciserei. Il modo migliore per conoscere Geova è leggere cosa ne dice il CD della WT di Brooklyn. Mentre il modo migliore di conoscere l’identikit di Dio rivelatoci da Gesù è la Bibbia, ben tradotta e capita ad mentem ecclesiae Christi alla quale il suo Spirito ha fatto e fa capire tuttora “ogni cosa”. I primi grandi esegeti della Bibbia, sia dell'AT che del NT, sono infatti stati Giovanni evangelista e Paolo di Tarso: due vescovi.
La conoscenza di Dio, mediata dalla Bibbia, e quindi oltre quella ottenibile con la sola speculazione razionale è senz’altro il modo migliore per conoscerLo. Perché la Bibbia, oltre ciò che è ricavabile dalla sola riflessione razionale che rumina con stupore sulle meraviglie della natura, ha un di più di verità inimmaginabili e insondabili con la ragione, come: la tripersonalità divina, l’incarnazione del Figlio; la figliolanza adottiva; la grazia santificante; il Corpo Mistico che ci rende “consanguinei” di Dio e fratelli; la presenza reale e continua di Cristo Salvatore nella sua Chiesa; i suoi ministri che ne prolungano con i sacramenti i gesti di salvezza; l’eucaristia ove Gesù mantiene una presenza reale con l’umanità; l’inabitazione dello Spirito che ci fa templi di Dio; la risurrezione come trasformazione di anima e corpo; la destinazione ultima alla comunione con la trinità; il dono di un cuore di Madre e altro…
E’ quindi senz’altro il modo migliore e irrinunciabile visto che è un dono dal Signore della luce, ma a patto che sia ben interpretata e che ne sia rispettato il testo a partire dalla traduzione. Cosa che invece nel geovismo non avviene, sia sull’uno che sull’altro dei fronti. Ecco perché è bene che i parenti dissuadano un proprio caro dallo studio della Bibbia se tale studio vuol essere condotto con i testimoni di Geova. Può un cieco condurre un altro cieco?...
FINE DEL CAPITOLO UNO
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 27, 2008 11:00 pm

14.

D’ora in poi, per non violare il copyright, restringeremo ancora di più il testo del libretto riportando solo i punti che vogliamo commentare. Ogni amico lettore, interessato a questi nostri rilievi, dovrà provvedersi della copia cartacea per controllare bereanamente se non sia mai stessimo violando la regola del contesto per accusare il “nemico” di dire ciò che non dice.
Dal momento che il testo del libretto, come è d’uso quasi sempre della WT nelle sue pubblicazioni, è suddiviso in paragrafi, il punto preciso lo si troverà facendo attenzione al numeretto del paragrafo che riporteremo, senza far riferimento alle pagine.

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CAPITOLO DUE (pag. 18-26)
La Bibbia: il libro di Dio

Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)

Sotto quali aspetti la Bibbia è diversa da qualsiasi altro libro?
Come può aiutarvi ad affrontare i vostri problemi?
Perché si può riporre fiducia nelle profezie della Bibbia?
AVETE mai ricevuto un bel regalo da un caro amico? Sarete stati molto felici e vi sarete anche commossi. Dopo tutto un regalo vi dice che chi ve l’ha fatto ci tiene alla vostra amicizia. Senza dubbio l’avete ringraziato per il suo bel pensiero.
2 La Bibbia è un dono di Dio, di cui possiamo essere davvero riconoscenti. Questo libro unico rivela cose che altrimenti non potremmo mai scoprire. Per esempio ci parla della creazione dei cieli stellati, della terra e dei primi esseri umani.(...)

Per “cose che non potremmo mai scoprire” noi cattolici intendiamo le verità soprannaturali, e la visuale di fede, cioè il considerare la realtà con l’occhio di Dio che, come dice la stessa Bibbia, ha dei pensieri molto diversi dai nostri. Ma che il cielo stellato e la terra siano sue creazioni lo sappiamo anche dalla filosofia e dalle scienze umane, e con maggiore esattezza di quanto se ne ricavi dal prescientifico e metaforico esprimersi degli autori biblici che non ci parlano assolutamente del sistema solare, delle supernovae o del big bang avvenuto… al buio e nel silenzio più totale.

4 Se avete una copia della Bibbia, non siete i soli. Per intero o in parte, la Bibbia è stata pubblicata in oltre 2.300 lingue e quindi è alla portata di più del 90 per cento della popolazione mondiale. In media ogni settimana si distribuiscono oltre un milione di Bibbie. Ne sono state prodotte miliardi di copie, complete o parziali. Sicuramente non esiste un libro simile alla Bibbia.

Che questo sia un voler già insufflare l’importanza del libro scritto è pacchiano. Ma sarebbe altrettanto pacchiana la pretesa che la religiosità della maggior parte dei credenti si poggi sulla Bibbia e non piuttosto, come è di fatto anche se lo si nega, sulla tradizione teologica trasmessa dalla propria denominazione religiosa. Si ha fede prima di imparare a leggere, se ne ha anche se si resta analfabeti, se ne avrà quando la vista ci abbandonerà, e se ne ha anche in piena salute ma lasciando ad alcuni fratelli, eletti “dottori e maestri” dallo Spirito Santo, l’onere di sviscerare la Bibbia notte e giorno per esporcene poi il succo.

5 Per di più la Bibbia “è ispirata da Dio”. (2 Timoteo 3:16) In che senso? La Bibbia stessa risponde: “Degli uomini parlarono da parte di Dio mentre erano sospinti dallo spirito santo”. (2 Pietro 1:21) Facciamo un esempio: Un uomo d’affari può incaricare la segretaria di scrivere una lettera che spieghi il suo punto di vista e dia istruzioni. Ma la lettera è sua, non della segretaria. Similmente nella Bibbia troviamo il messaggio di Dio, non quello degli uomini che la scrissero. Quindi l’intera Bibbia è veramente “la parola di Dio”. — 1 Tessalonicesi 2:13.

Ecco una bella smussatura del discorso rispetto a “Potete vivere”. Con questa nuova dizione il CD si è messo al riparo dall’accusa di dettatura, perché l’uomo d’affari incaricando la segretaria non è detto che gliela detti la lettera. Ma ciò che qui è nascosto è rivelato dall’illustrazione presente in “Potete” ove si fede l’uomo d’affari accanto alla Segretaria, il che significa che non le sta dicendo “dica che…” e la lascia libera di fare, ma le sta dettando la lettera. Cosa che, in rapporto alla Bibbia il CD sa che è una cosa insostenibile, criticata da tutto il mondo esegetico. Perché è di tutta evidenza che nella Bibbia esistono stili di autori diversi, obbedienza a generi letterari in uso al tempo, conoscenze e fonti di informazione limitate dalla cultura dello scrittore… cioè tutti aspetti che non possono appartenere a Dio, autore unico e totale del senso del messaggio religioso.
Il che fa stare in piedi l’affermazione ineludibile, per quanto al CD dispiaccia, che la Bibbia è un libro teandrico, cioè di Dio e dell’uomo, e non al 50 per cento ciascuno: lo è totalmente per entrambi. E’ tutto dell’uomo quanto a cultura, stile, conoscenze scientifiche, genere letterario, fonti di notizie etc… ed è tutto divino quanto al senso (non alla lettera che uccide!) del messaggio religioso, ovvero attinente alla salvezza: cioè le idee di Dio sull’uomo, la moralità, il suo ultimo fine etc…


7 (...) L’ultimo libro ci rivela che tutta la terra diventerà un paradiso, cioè un giardino. (...)

Hanno dimenticato di aggiungere “oggi, dal 1935 a questa parte. Mentre ieri, dalla nascita del geovismo fino al 1935, data della scoperta delle "altre pecore-grande folla" e della invenzione/scoperta del paradiso terrestre per loro, la Bibbia (sempre lei!) rivelava che esisteva solo la speranza celeste, esclusiva per 144.000 individui. Così che di quelle che dal 1935 furono denominate “altre pecore” o “grande folla” non si sapeva che fare. Come ipotesi teologica si ipotizzava una serie B in qualche cantuccio nel reame dei cieli ma con sorte del tutto diversa da quella riservata ai 144.000 (visto che anche il geovismo aveva il suo Limbo?)

8 La Bibbia è scientificamente accurata. Contiene informazioni che precorrevano di molto i tempi. Per esempio il libro di Levitico conteneva leggi sulla quarantena e l’igiene, date all’antico Israele quando le nazioni circostanti ignoravano completamente nozioni del genere. In un’epoca in cui si avevano idee sbagliate circa la forma della terra, la Bibbia accennava al circolo, o sfera, della terra. (Isaia 40:22) Diceva correttamente che la terra è ‘sospesa sul nulla’. (Giobbe 26:7) Certo la Bibbia non è un testo scientifico, ma quando menziona argomenti scientifici è accurata. Non è quello che ci aspettiamo dal libro di Dio?
Davvero? Ma allora andiamo nei moderni ospedali e documentiamo a quei presuntuosi dei medici che, Bibbia alla mano, nel cuore necrotizzato non c’è sangue e siero ma "sangue e acqua"!
E poi non sfugga la smussatura o la non accuratezza di chi oggi ha scritto questo libro. Si è infatti evitato (per rinuncia o mancanza di accurata informazione?) a citare come accuratezza scientifica la “lepre ruminante” e la “pelle dei denti” di venerata memoria. E c'è da chiedersi anche come mai il CD non raccoglie e continua a correre la staffetta con il testimonio del “fermati o sole” lasciato cadere dalla Chiesa Cattolica?


9 La Bibbia è accurata e attendibile anche dal punto di vista storico. (...)

Vale la stessa osservazione appena fatta giacché il livello di attendibilità è lo stesso: approssimativo e prescientifico, per cui ora corrisponde ora no. Per avere la certezza dobbiamo trovare riscontri in fonti letterarie parallele, geografia, archeologia ecc.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Gio Mar 27, 2008 11:03 pm

15.

UN LIBRO PIENO DI SAGGEZZA
10 Essendo ispirata da Dio, la Bibbia è “utile per insegnare, per riprendere, per correggere”. (2 Timoteo 3:16)

Qui si fa finta di non sapere che questa frase di S. Paolo non può essere applicata a priori. Cioè prima di aver determinato quali manoscritti siano Bibbia=Parola di Dio. Quando S. Paolo l’ha detta esisteva solo la Bibbia ebraica e qualche scritto neotestamentario non ancora ritenuto Parola di Dio alla pari delle Scritture. E’ un particolare di gran peso. Infatti se lo si tiene presente si dovrà cercare esternamente alla Bibbia, che non contiene l’elenco dei libri ispirati, il criterio che abbia fatto giudicare ispirati alcuni manoscritti e altri no. E se lo si fa ci si accorge che tale discernimento è stato operato dalla Chiesa Cattolica verso la fine del 400 DC e con alla base il criterio fondamentale che certi manoscritti esprimevano compiutamente (senza sottrazioni né aggiunte esageranti) la fede che essa predicava da secoli attraverso una Traditio=trasmissione=consegna orale risalente al tempo degli Apostoli, ininterrottamente e fedelmente custodita come “sacro deposito”.
Il che pone ovviamente la Traditio al livello intermediario tra i fatti e detti di Cristo (fonte) e il racconto scritto di essi (Bibbia/libro). Ed è grottesco ipotizzare che questa mediazione, in base alla quale la Traditio coonesta e codifica la Bibbia/libro sia, come pretende il geovismo, una realtà avversata dalla Bibbia (quando Gesù nella Bibbia avversa proprio il contrario, cioè la sostituzione della Traditio sacra con una traditio umana). Ancor più grottesco è pertendere che la Chiesa Cattolica abbia fatto tale discernimento, infallibilmente veritiero, in un tempo in cui il geovismo ritiene che fosse governata da Satana e preda di una spaventosa apostasia.

Piccola pausa di respiro per una domanda: quante persone tra quelle abbordate dai solerti proclamatori geovisti sanno che le cose sono andate come stiamo dicendo? Quante sarebbero capaci di fermare il proclamatore TG che galoppa in fa maggiore da un capitolo all’altro fermandolo su questo preciso punto, fondante la Bibbia, e obiettandogli le cose che stiamo enucleando?


La Bibbia è davvero un libro pratico.

Ah! Questo “pratico” mi sa tanto di americano. Sembra quasi detto masticando la gomma.
E noi che pensavamo che i libri “pratici” dovessero avere piccolissima mole e contenere poche parole schematiche…


Rispecchia una profonda comprensione della natura umana. Questo non sorprende, dato che il suo Autore, Geova Dio, è il Creatore. Egli capisce i nostri pensieri e i nostri sentimenti meglio di noi stessi. Inoltre sa di cosa abbiamo bisogno per essere felici. E sa quali comportamenti dobbiamo evitare. (…)

Ricordiamo come le “sa” queste cose. Le sa studiando il comportamento umano e congetturando su tutte le possibili variabili. Insomma Geova è diverso da un coltissimo saggio umano solo per grado e non per natura e tipo di conoscenza.

UN LIBRO DI PROFEZIE
13 La Bibbia contiene numerose profezie, molte delle quali si sono già adempiute. (…)
17 Non rafforza la fede constatare che la Bibbia è un libro di profezie degne di fiducia? Dopo tutto, se Geova Dio ha mantenuto le promesse in passato, abbiamo ogni ragione per avere fiducia che manterrà anche la promessa di trasformare la terra in un paradiso. (Numeri 23:19) Quindi abbiamo senz’altro la “speranza della vita eterna che Dio, che non può mentire, promise prima di tempi di lunga durata”. — Tito 1:2.

Fatte alcune riserve per alcune profezie che (vedi nel libro “Tutta la Scrittura è utile…”) vengono inserite con leggerezza tra le cose previste, quando potrebbero essere benissimo postviste perché la WT non accetta la datazione scientifica dei libri biblici e pensa addirittura che il primo scrittore biblico sia stato Adamo, il discorso sulle profezie lo riteniamo valido.
In verità l’attività profetica ha una portata più ampia che quella di profetizzare eventi futuri. E’ farsi portavoce di Dio che consola, rimprovera, promette, ammonisce, blandisce, insegna ecc… Ma è comunque certo che laddove si ha davvero predescritto un evento del tutto non prevedibile (metti Isaia che parla del Messia servo sofferente di Jahweh) là c’è il timbro di Dio onniveggente.


“LA PAROLA DI DIO È VIVENTE”
(…)
19 Leggere la “parola” o il messaggio di Dio nella Bibbia può cambiarci la vita. Può aiutarci a esaminare noi stessi in maniera del tutto nuova. (…)

Beh, questo lo possono fare anche altri libri. Per quanto mi riguarda, io confesso che
certe idee che hanno contribuito a formare il sottoscritto, non sono state tratte dalla Bibbia ma da testi di psicologia, da testi di spiritualità, da esempi di vite vissute, da lezioni della storia e dell’esperienza personale, dalla parola amica di persone buone e perfino dai rimproveri di qualche persona che non aveva Dio nel proprio orizzonte ma un’idea della coerenza e della giustizia sì.



Interpellanze e interrogazioni, riflessioni e/o osservazioni, inviti e richieste, di PETITIO
Se ho ben capito il CD fa derivare l’ispirazione e quindi la divinità della Bibbia da alcuni fattori presenti in quello che oggi è un libro unico ma che all’origine erano scritti sparsi: accuratezza, utilità spirituale, coerenza, profezie, esattezza scientifica… (strano che abbia dimenticato i miracoli) Mentre Bery dice che il criterio seguito dalla Chiesa è stato solo quello della corrispondenza degli scritti con la fede che essa predicava da secoli. La domanda: ma voi TG avete coscienza di essere tributari di quel testo biblico, unificato in unico volume e comprendente tutti i libri, che fu codificato dalla Chiesa cattolica o no?

Se sì, perché vi inventate criteri diversi per stabilire l’ispirazione quando sapete che il criterio scelto dalla Chiesa è diverso dai vostri e che se essa non fosse degna di fede utilizzando quel criterio voi non avete più la Bibbia=Parola di Dio ma solo un testo antico alla stregua di quelli di Omero & Co?

Che coerenza c’è poi a ritenere (come ritenete oggi) infallibilmente sacro un testo assemblato in piena apostasia e dichiarato ispirato-sacro sotto l’influsso di Satana sviatore e menzognero?

E’ vero o no che solo al tempo di Lutero la Riforma protestante ha rifiutato sette libri dell’AT considerandoli apocrifi? Con quale diritto assegnate alla Chiesa ora una facoltà di bene che ci indovina infallibilmente (nel codificare il Canone biblico) e ora uno sviamento totale nell’apostasia? Tantopiù che Satana sviatore e l’apostasia se sono presenti oggi non è che fossero assenti nell’epoca costantiniana!

Ma è vero o no che anche presso i Testimoni il verdetto interpretativo rimane in facoltà dello Schiavo che lo esprime tramite la WT e questo con il suo CD? E allora questo non equivale a dire che è la vostra tradizione teologica, di studio, quindi umana, ad avere l’ultima parola sullo scritto della Bibbia? E perché mai dite “la Bibbia dice… insegna…” se alla fin fine l’insegnamento sullo scritto, soprattutto quando è di difficile comprensione, va dato dallo Schiavo e lo si deve considerare come teocraticamente inviato e benedetto da Geova?


FINE DEL CAPITOLO DUE
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Ven Mar 28, 2008 9:57 pm

16.

CAPITOLO TRE (pag. 27-36)
Qual è il proposito di Dio per la terra?

Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)

Qual è il proposito di Dio per l’uomo?
In che modo Dio è stato sfidato?
Come sarà nel futuro la vita sulla terra?
IL PROPOSITO di Geova Dio per la terra è davvero meraviglioso. (...) disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela”. (Genesi 1:28; 2:8, 9, 15) Quindi era proposito di Dio che gli esseri umani avessero figli, estendessero i confini di quella dimora paradisiaca fino a includere tutta la terra e si prendessero cura degli animali.

Come già accennato (e lo ripeteremo, al seguito delle ripetizioni che il testo ne fa, così come faremo per qualsiasi altra affermazione che riteniamo contestabile) abbiamo già accennato che quel “quindi” non è vero. “Quindi” in italiano vuol dire “da qui, in base a questa scrittura, stanti queste affermazioni della Bibbia ecc…”, ma se così fosse il “quindi” sarebbe stato individuato subito nella Bibbia e non dopo 50 anni di geovismo, quando si è scoperto il paradiso terrestre, pressati dall’afflusso delle altre pecore che sennò non sapevano dove alloggiarsi. Sono queste scoperte relativamente recenti della WT, e cioè la sua interpretazione di ciò che oggi la Bibbia dice alla Dirigenza assediata dalle altre pecore che diverrebbero leoni se le si rifiutasse come spazzatura, a fornire in realtà il “quindi” in base a cui prende corpo oggi l’affermazione tranquilla che sia la Bibbia a dire queste cose che invece continua a non dire, poiché il “proposito di Dio” è quello di “ammetterci alla comunione con sé” (Vaticano II), nessuno escluso, Testimoni compresi se ovviamente faranno certi aggiustamenti a partire dalla rivolta “proletaria” delle Altre Pecore contro il Rimanente che si autodichiara Unto (tra l’altro sbagliandosi spesso, visto che il numero degli Unti rimanenti invece di diminuire a volte cresce, non è vero?).

2 Pensate che il proposito di Geova Dio che l’uomo viva in un paradiso terrestre si realizzerà mai? “Sì, l’ho proferito”, dichiara Dio, “anche lo farò”. (Isaia 46:9-11; 55:11) Sicuramente Dio farà quello che si è proposto. Egli dice che “non . . . creò [la terra] semplicemente per nulla”, ma “la formò pure perché fosse abitata”. (Isaia 45:18) Quali persone Dio voleva che vivessero sulla terra? E per quanto tempo? La Bibbia risponde: “I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre”. — Salmo 37:29; Rivelazione 21:3, 4.

Ma pensa quali e quanti riferimenti biblici confermavano quella verità del paradiso terrestre! E l’Unto rimanente, colui che si autoproclama “qualificato per insegnare”, non aveva capito che c’era anche questo nel proposito di Dio e non solo una salvezza celeste, come ha insegnato fino al 1935. Luce crescente? Incapacità ermeneutica? Opportunismo del vedere nella Bibbia tutto ciò che serve e nel preciso momento che serve? Decida il bereanesimo di ciascuno.

COMPARE UN NEMICO
4 Il primo libro della Bibbia dice che nel giardino di Eden fece la sua comparsa qualcuno che si opponeva a Dio. È definito “il serpente”, ma non si trattava di un semplice animale. L’ultimo libro della Bibbia lo identifica con “colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata”. Viene chiamato anche “l’originale serpente”. (Genesi 3:1; Rivelazione 12:9) Quel potente angelo, o creatura spirituale invisibile, parlò a Eva per mezzo di un serpente, come un ventriloquo può far sembrare che la sua voce provenga da un pupazzo o un fantoccio vicino.

Ma questo è enorme! Se le cose sono andate così, cioè se Eva avesse davvero sentito con le sue orecchie una voce e con essa un ragionamento provenire dal serpente-bestia, una delle due:
- o intuiva che quello era un fenomeno soprannaturale e, dato il suo tenore di invito alla ribellione, non poteva provenire che da un nemico di Dio e quindi allarmarsi (cosa che non ha fatto);
- oppure pensava davvero che una bestia potesse avere idee e parlare e allora la perfettissima e intelligentissima Eva era più scema delle donne imperfette di adesso le quali sanno che le bestie non parlano e non parlano perché non hanno pensieri. Ma - lo sa perfino la giustizia umana! -, una scema non commette alcun peccato per incapacità mentale.


(...)
6 Fu quello che accadde a Satana il Diavolo. A quanto pare Satana sentì quando Dio disse ad Adamo ed Eva di avere figli e riempire la terra della loro progenie. (Genesi 1:27, 28) Evidentemente pensò: ‘Ah, se tutti gli esseri umani adorassero me anziché Dio!’ Quindi nel suo cuore crebbe un desiderio sbagliato. Infine passò all’azione e ingannò Eva mentendo riguardo a Dio. (Genesi 3:1-5) Così diventò il “Diavolo”, che significa “calunniatore”. Al tempo stesso diventò “Satana”, che significa “oppositore”.

Ecco un altro "quindi" campato per aria.
La teologia cattolica, più modestamente e credo meno puerilmente, ritiene che dalla Bibbia non si possa ricavare il tipo di tentazione che trasformò Lucifero in Satana-Diavolo. Ritiene però che, in quanto creature libere, ogni persona creata da Dio debba guadagnarsi il paradiso (il che equivale ad amare Dio) con una scelta libera. Perciò alla tentazione di ribellione fu sottoposto certamente non solo il Cherubino Lucifero “curiosone e guardone circolante nel giardino” ma tutti gli angeli del cielo e sin dal momento in cui furono creati. Evento quindi non avvenuto nel tempo. Insomma quando Satana tentò i progenitori era già Satana, Serpente, Dragone e Diavolo da un pezzo, e con lui i suoi seguaci, creati da Dio angeli “una tantum”. Gli angeli non crescono per generazione. Ciascuno di loro è una specie. Sono stati creati tutti una simul fuori del tempo. Numericamente sufficienti ad ogni servizio. Pensati e voluti singolarmente da una mente divina onniveggente che non impara e cambia parere o decide sollecitata da eventi che sarebbero avvenuti nel futuro temporale del cosmo fisico.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Sab Mar 29, 2008 12:55 pm

17.

7 Con astuzia e menzogne, Satana il Diavolo indusse Adamo ed Eva a disubbidire a Dio. (Genesi 2:17; 3:6) Perciò alla fine essi morirono, come Dio aveva detto che sarebbe accaduto se avessero disubbidito. (Genesi 3:17-19)

Non è così. Dio disse che nello stesso giorno in cui Adamo avesse assaggiato sarebbe morto. Ma Adamo ha assaggiato e non è morto in quel giorno. Questo significa che la “morte” minacciata non era di tipo fisico ma spirituale. E consiste esattamente in quella che la cristianità di ogni tempo ha chiamato “perdita della grazia di Dio” che significa non essere più tempio di Dio, non essere più in comunione d’amore con Lui, aver perso la compartecipazione alla divina natura, l’innesto nella Vite direbbe Gesù.
La riduzione del peccato, fenomeno che riguarda lo spirito/anima a fenomeno di degradazione fisica, oltre che a trasformare in materialistico ciò che è spirituale, costringe la WT ad arrampicate sugli specchi. Eccone due:

-volendo essere fedele “alla lettera” e disprezzando lo spirito, va ipotizzando che nella mente di Adamo c’era già la regola che sarebbe stata istituita molti secoli dopo “un giorno per mille anni”. Così riesce a far morire Adamo, molto longevo, “entro lo stesso giorno” cioè prima che fossero passati 1000 anni;

-non potendo spiegare come mai il dono di grazia ricevuto con la Redenzione di Gesù, risanando dal peccato non fa diventare gli uomini non mortali, è perfino costretto a negare la validità sacramentale del battesimo (riconosciuta invece dai protestanti) e a trasformare la grazia sacramentale santificante, da realtà ontologica che inabita nel giusto, in un mero atteggiamento di benevolenza da parte di Dio (immeritata benignità) il quale non giustifica in realtà nessuno ma solo “dichiara giusti” quelli che vuole salvare.


Poiché peccando Adamo diventò imperfetto, tutti i suoi discendenti ereditarono da lui il peccato. (Romani 5:12) Per spiegare la situazione si potrebbe fare l’esempio di uno stampo per dolci. Se usiamo uno stampo ammaccato, come verranno tutte le torte? Ogni torta avrà un’ammaccatura, o imperfezione. Similmente ogni essere umano ha ereditato da Adamo l’“ammaccatura” dell’imperfezione. Ecco perché tutti invecchiamo e moriamo. — Romani 3:23.

A quanto pare è sparito l’accenno al fatto che il peccato avrebbe immesso nelle cellule un principio disgregativo che portava alla morte? Il che configurava il peccato – realtà prettamente spirituale e quindi malattia e morte ma non in senso fisico – come una sorta di veleno per l’organismo; cioè che cominciò a funzionare da quando entrò nello stomaco quel frutto.*

Così la WT ha materializzato una realtà che trascende l’organismo. Ma il peccato (come insegna Gesù, lo si compie a livello personale con il pensiero (cf “Ma io vi dico chiunque guarda una donna con desiderio…”). L’azione è solo l’attuazione successiva di esso. Davanti a Dio lo si è già commesso. Cioè Eva è “entrata nel disfavore divino”, ha perso la grazia di Dio, non appena ha deciso di accettare la tentazione; se vogliamo, non appena ha allungato la mano verso il frutto, prima ancora di morderlo.

E quindi il peccato non consiste nell’imperfezione fisica, ma nella morte spirituale. Nella perdita dell’amore divino, che alberga nel cuore del giusto, quando decide di divenire ingiusto. La punizione di perdere la perfezione fisico/mentale, che noi consideriamo una situazione non dovuta ad una natura calata nella storicità e quindi dono preternaturale, è stata un aggravio che il Signore ha aggiunto sottraendo ai progenitori quei doni preter-naturali che consistevano nella scienza infusa (Adamo è nato già colto quanto bastava per il suo ambiente), nella affrancatura dal dolore e dalla morte (cose ricavabili dalla condanna a partorire nel dolore e alla morte fisica) alla padronanza sulle proprie passioni (si veda l’accenno al fatto che erano nudi e non ne avevano vergogna).

Per questo, e coerentemente, la Chiesa insegna che il Redentore ci ha restituito il dono essenziale ad essere figli di Dio, la grazia-compartecipazione alla vita divina, in base alla quale si è eredi del Regno, ovvero si ottiene in dono da Dio il pegno della vita eterna nella gloria, e ci ha lasciato senza i doni preternaturali affinché “completassimo nella nostra carne quello che manca alle sofferenze del Cristo, a beneficio del suo corpo che è la Chiesa”, chiesa effettiva (=cristiani) e chiesa chiamata a farne parte (=umanità).
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Sab Mar 29, 2008 1:13 pm

18.

8 Inducendo Adamo ed Eva a peccare contro Dio, Satana in realtà stava capeggiando una rivolta. Stava sfidando il governo di Geova. In effetti diceva: ‘Dio non è un buon governante, mente e priva i sudditi di cose buone. Gli esseri umani non hanno bisogno che Dio li governi. Possono distinguere da sé il bene dal male. E sotto il mio dominio starebbero meglio’. Come avrebbe reagito Dio a questa accusa infamante? Alcuni pensano che avrebbe dovuto semplicemente mettere a morte i ribelli. Ma così avrebbe confutato l’accusa di Satana? Avrebbe dimostrato che il Suo modo di governare è quello giusto?
9 Il perfetto senso di giustizia di Geova non poteva permettergli di mettere immediatamente a morte i ribelli. Dio decise che ci voleva tempo per dare una risposta convincente all’accusa di Satana il Diavolo e dimostrare che è un bugiardo. Perciò permise che per qualche tempo gli esseri umani si governassero da sé sotto l’influenza di Satana. Nel capitolo 11 vedremo perché Geova ha agito in questo modo e perché ha lasciato passare tanto tempo prima di risolvere la questione.

Confutare… dimostrare… tempo per dare una risposta convincente… tutte assurdità da noi già esaminate nell’anticipazione che abbiamo fatto del commento del CAPITOLO UNDICI.
Qui cogliamo un’altra bugia. Non è vero che Dio non permise “per qualche tempo”. Lo permise “per tutto il tempo della storia umana”, se è vero che essa è durata solo 6000 anni e solo all’inizio del settimo millennio la prova è finita con la cacciata di Satana e l’instaurazione del Regno di Dio nei cieli,* e che tra poco pochissimo tempo il mondo finirà._______________________________________


* Anzi si dà un’altra assurdità squassacervello. Stando sia alla dottrina geovista che spiega la prima guerra mondiale come insufflata da Satana confinato “nelle vicinanze della terra”, sia l’aumento dei disastri a livello planetario in maniera esponenziale dal 1914 ad oggi, la logica dovrebbe far dire che la prova (il “qualche tempo”!), è tutt’altro che finita; anzi è entrata nella fase culminante.


Intanto, però, facciamo bene a chiederci: Adamo ed Eva avevano ragione di credere a Satana, che non aveva mai fatto niente di buono per loro? Era giusto credere che Geova, a cui dovevano tutto, fosse un perfido bugiardo? Voi cosa avreste fatto?

Beh noi avremmo detto che era da matti credere che dalla bocca di Satana potesse venire alcunché di vero. E perciò la sua insinuazione era di sicuro menzognera per il semplice fatto che l’aveva fatta lui. Invece sembra che a questa semplicissima conclusione non ci sia arrivata né la corte celeste che aspettava la dimostrazione per convincersi, né il CD-Schiavo di Brooklyn che ritiene ragionevole l’atteggiamento di Geova-professore che si piega a dare la dimostrazione invece di sculacciare tutta la corte celeste per miscredenza nella sua Parola e… per non aver detto in coro a Satana “Trovane un’altra che questa è ridicola!”.


10 Facciamo bene a riflettere su queste domande perché tutti noi ci troviamo in una situazione simile. Sì, abbiamo l’opportunità di schierarci dalla parte di Geova e confutare l’accusa di Satana. Possiamo lasciarci governare da Geova e contribuire a dimostrare che Satana è un bugiardo. (Salmo 73:28; Proverbi 27:11) Purtroppo, fra i miliardi di abitanti della terra, solo pochi fanno questa scelta. Questo solleva una domanda importante: La Bibbia insegna realmente che Satana governa il mondo?

Ma sì, schieriamoci dalla parte di Dio, fratelli Testimoni, sì. Ma non per confutare Satana. Ma solo per dimostrare al Padre il nostro amore di Figli e la piena disponibilità a farsi corredentori insieme al Figlio per l’avvento del Regno/Salvezza dell’umanità. Che poi, teologicamente pensando, non è una dimostrazione a Dio che già sa quello che faremo, ma un training autogeno con cui dimostriamo a noi stessi, e ciò facendo ci infervoriamo sempre più e cresciamo fino alla piena statura di Cristo, che non siamo proprio da buttar via ed è entusiasmante e commovente che il Padrone della vigna ci abbia assunto al suo servizio facendoci partecipi del merito del suo Figlio quando poteva benissimo fare tutto da solo.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Dom Mar 30, 2008 12:51 pm

19.

CHI GOVERNA IL MONDO?

11 Gesù non dubitò mai che Satana fosse il governante di questo mondo. Una volta, con qualche prodigio, Satana mostrò a Gesù “tutti i regni del mondo e la loro gloria” e gli promise: “Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un atto di adorazione”. (Matteo 4:8, 9; Luca 4:5, 6) Riflettete. Questa offerta sarebbe stata una tentazione per Gesù se Satana non fosse stato il governante di quei regni?

Riflettete voi, fratelli TG. Satana non era il governante né il proprietario di quei regni. Tutto ciò che è sotto il cielo appartiene secondo una certa prospettiva ai figli degli uomini. Cielo e terra=cosmo appartengono contemporaneamente secondo un altro livello a Dio.
Satana ha sì un possesso del mondo ma spirituale in quanto vi fa diffondere vizi, passioni, violenza, ingiustizie e quant’altro, così che si può dire che è sotto il suo dominio di influsso. Quindi Satana non offrì a Gesù i governi, ma le ricchezze, il potere, il possesso, la soddisfazione di tutte le voglie. E per far sì che questo costituisca una tentazione basta che il tentato si lasci prendere dall’avidità di possesso e dalla bramosia del piacere. Non occorre che sia vero ciò che promette il tentatore. Basta che lui sappia ben reclamizzare il miraggio. Mai sentito parlare di un paese dei balocchi che riduceva in schiavitù i bambini trasformandoli in asinelli dopo che aveva promesso loro mari e monti? O di spacciatori di droga che promettono ai ragazzi di diventare uomini mentre li riducono ad essere schiavi apportatori di luridi guadagni?



Gesù non negò che tutti i governi del mondo appartenessero a Satana. Certamente l’avrebbe fatto se Satana non li avesse avuti in suo potere.

Certamente eh? Andiamo per supposizioni? Ci sbilanciamo "oltre ciò che è scritto"? A parte il fatto che io penso che Gesù sapeva benissimo che ogni atomo della terra è possesso perenne e irrinunciabile di Dio. Tutto è creatura che si regge sul niente per la permanente onnipotenza creatrice del Creatore. Ma, applicando questo criterio dell’evidentemente, potremmo dire che almeno Geova lo sapeva di sicuro che mille versetti della Bibbia esaltano Dio come Signore e padrone di tutto il creato, e che perciò Satana mentiva. Eppure Geova non è mai intervenuto nelle Scritture Ebraiche dicendo a Satana: “Zittto tu, mentitore!”
Invero il “possesso” di Satana riguardo al mondo è solo un possesso consistente nell’aver egli diffuso l’egoismo tra l’umanità, scaturigine di ogni cattiveria e quindi di aver contaminato con lo “spirito del mondo” le categorie mentali da cui l’umanità si lascia prevalentemente guidare. E’ completamente fuori luogo parlare di possesso dei beni terreni da parte di Satana che non può prelevare neanche un cent in banca.



12 Geova è l’Onnipotente Dio, il Creatore del meraviglioso universo. (Rivelazione 4:11) Eppure la Bibbia non dice mai che il governante di questo mondo sia Geova Dio o Gesù Cristo. Anzi, Gesù definì esplicitamente Satana “il governante di questo mondo”. (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11) La Bibbia lo definisce persino “l’iddio di questo sistema di cose”. (2 Corinti 4:3, 4) A proposito di questo oppositore, o Satana, l’apostolo Giovanni scrisse: “Tutto il mondo giace nel potere del malvagio”. — 1 Giovanni 5:19.

Appunto, è una signoria delle menti, non dei beni materiali.


IN CHE MODO IL MONDO DI SATANA SARÀ ELIMINATO

13 Ogni anno il mondo diventa sempre più pericoloso. È piagato da eserciti in guerra, politici disonesti, capi religiosi ipocriti e criminali incalliti. Il mondo malvagio nel suo insieme è irriformabile. La Bibbia rivela che si avvicina il momento in cui Dio lo annienterà durante la guerra di Armaghedon. Questo spianerà la strada a un giusto nuovo mondo. — Rivelazione 16:14-16.

Niente affatto, la Bibbia, con Gesù Redentore ha immesso nel mondo un “già e non ancora” capace di far maturare tutta la “pasta”, grazie al prolungamento del “Corpo di cristo” che sono le sue membra, fino alla “piena statura del Cristo”. Che si avvicini il momento della fine, grazie al passare del tempo, è una cosa così lapalissiana che non occorre dirla. Andrebbe fatta l’esortazione a non perdere il proprio tempo, il kairòs della propria grazia, invece di augurarsi che presto venga meno il tempo per la conversione dell’umanità.


14 (…) Come vedremo più avanti, il Regno di Dio presto eliminerà tutti i governi del mondo e prenderà il loro posto. (Daniele 2:44) Allora il Regno di Dio porterà il Paradiso sulla terra.

Non porterà il paradiso sulla terra e non avverrà presto. I vari “presto, incombe, tra poco… ecc” geovisti sono diventati la barzelletta mondiale con tutte le date profetizzate e fallite. E il paradiso sulla terra è – lo abbiamo detto – un’elucubrazione funzionale del geovismo seconda maniera.
Il CD ci vedeva meglio quando pensava che c’è solo la salvezza celeste. Anche se poi sbagliava assegnandola solo a 144.000 soggetti.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Dom Mar 30, 2008 12:53 pm

20.

UN NUOVO MONDO È VICINO!

15 La Bibbia ci assicura: “Secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia”. (2 Pietro 3:13; Isaia 65:17) A volte nella Bibbia l’espressione “la terra” indica gli abitanti della terra. (Genesi 11:1) Quindi la giusta “nuova terra” è la società umana che avrà l’approvazione di Dio.

"A volte...quindi"? Ma allora si potrebbe fare un ragionamento opposto: Se a volte nella Bibbia l’espressione “la terra” indica gli abitanti della terra, vuole dire che molte più volte indica il pianeta: quindi “nuovi cieli e nuova terra” indicano un mondo fisico ricostituito nella purezza originaria del preinquinamento. E saremmo fuori strada in entrambi i casi. I “quindi” facili sono ingannevoli!
Se invece inquadriamo la promessa di Gesù come l’entrare in comunione con Dio, come lui ha promesso nell’ultima cena e dintorni, allora avremo che “nuovi cieli e nuova terra” saranno una metafora del Regno di Dio, un regno che, siccome è dei cieli e vi abita Gesù (con tanto di corpo spirituale direbbero i TG) non indica gli abitanti della terra ma la società dei beati in paradiso (paradiso cattolico, cioè celeste).



16 Gesù promise che nel futuro nuovo mondo quelli che sarebbero stati approvati da Dio avrebbero ricevuto il dono della “vita eterna”. (Marco 10:30) Aprite la Bibbia, leggete le parole di Gesù riportate in Giovanni 3:16 e 17:3 e notate cosa si deve fare per ottenere la vita eterna. Ora riflettete sulle benedizioni di cui godrà, secondo la Bibbia, chi sarà idoneo per ricevere questo meraviglioso dono di Dio nel futuro Paradiso terrestre.

La promessa è vera, ma da tutto l'insieme del Vangelo si capisce che non riguarda il nuovo mondo in un paradiso terrestre bensì l’altro mondo. Dicendo “vita eterna” si sottintende una vita eterna gloriosa, la partecipazione al “gaudio del tuo Signore”, vita di gioia estatica che in sostanza è l’unica degna di questo nome. Quella che in pratica voi riservate agli Unti (ma neanche perché è molto di più di quello che il geovismo riesce ad immaginare dal momento che ha di Dio un'idea molto piccola). Ma anche i dannati vivranno eternamente – è pure Gesù a garantirlo - e senza il “dono” della vita eterna ma con la sanzione di vivere eternamente lontani dall’Amore, così come loro hanno scelto liberamente.


17 Malvagità, guerra, criminalità e violenza finiranno. “Il malvagio non sarà più . . . Ma i mansueti stessi possederanno la terra”. (Salmo 37:10, 11) Ci sarà pace perché ‘Dio farà cessare le guerre fino all’estremità della terra’. (Salmo 46:9; Isaia 2:4) Allora “germoglierà il giusto, e l’abbondanza di pace finché non ci sia più la luna”, cioè per sempre. — Salmo 72:7.

Metafore, ancora metafore. Si tratta dello stile apocalittico che basta un’inezia ad obbligare di non prenderlo alla lettera. Si pensi a quel famoso “un terzo delle stelle del cielo precipitate sulla terra” di cui parla Apocalisse. Cosa possibilissima se si trattasse di lampadinette, financo di 1000 watt l’una, ma non certo se si tratta delle stelle così come sono!


18 Coloro che adorano Geova vivranno in tutta sicurezza. Nei tempi biblici, finché ubbidivano a Geova gli israeliti erano al sicuro. (Levitico 25:18, 19) Come sarà meraviglioso godere della stessa sicurezza nel Paradiso! — Isaia 32:18; Michea 4:4.

Qui si danno tre ipotesi:
1) o il CD preferisce “non dire certe cose ai nuovi interessati” (cf pag 173 del manuale della Sicula di Ministero teocratico”;
2) o non ha studiato bene il geovismo perché ignora che sulla terra paradisiaca la sicurezza non ci sarà mai, poiché “Geova potrà sempre comminare la pena di morte a possibili ribelli” (Rutherford);
3) o se lo ricorda benissimo ma teme che se lo dicesse terrorizzerebbe i nuovi pesci e si sentirebbe obiettare dai più logici: “Ma allora che senso ha, se tutto può ricominciare da capo come in una storia infinita?”



19 Non ci saranno più carestie. “Ci sarà abbondanza di grano sulla terra”(...) finché tutta la terra sarà bella e fertile come il giardino di Eden. E immancabilmente Dio ‘aprirà la sua mano e sazierà il desiderio di ogni vivente’. — Salmo 145:16.

No che non lo sazierebbe, se fosse così.
Non sazierebbe affatto il desiderio più profondo dell’essere umano. Quello già espresso dal salmista “io cerco il tuo volto Signore, mostrami il tuo volto” e da Filippo “Signore mostraci il Padre e ci basta”. La terra paradisiaca geovistica è una sorta di ipermercato gratuito ove ci sarà tutto fuorché ciò che più desidera la creatura: vedere il volto di suo Padre e di Gesù.



21 Ci sarà pace tra l’uomo e gli animali. Animali feroci e animali domestici pascoleranno insieme. Persino un bambino piccolo non avrà niente da temere da parte di animali che adesso sono pericolosi. — Isaia 11:6-9; 65:25.

Se questa non è una metafora c’è da dedurre che verranno cambiati gli stomaci e la dentatura ai carnivori e tolto il pungiglione a tutte le zanzare…


22 Le malattie spariranno.(...) Tutti quelli che sono morti e sono nella memoria di Dio saranno riportati in vita. In effetti “ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti”. — Atti 24:15; Giovanni 5:28, 29.

Attenzione, qui il CD non la dice tutta. Non dice che ci sono morti che non sono più neanche nella memoria di Dio; negando così a Dio la sua facoltà di onniscienza. La cosa non torna neanche se intende dire che Geova ricorda solo quelli che meriterebbero di essere risuscitati, perché il CD sa che ci sarà una resurrezione sia dei giusti che degli ingiusti, e quindi Geova deve ricordarsi assolutamente di ogni essere umano morto. Infine se intende dire che per “essere nella memoria di Geova” si allude solo ad un elenco di eletti che Geova ha già pre-giudicati come meritevoli di vivere in eterno a fronte di altri che non avendolo meritato non saranno affatto risuscitati, anche il tal caso il CD realizza un infortunio perché dimentica che ha insegnato che “la morte assolve da ogni peccato” e che quindi Geova dovrebbe risuscitare comunque tutti perché «contrariamente all’opinione comune, egli [Cristo giudice – ndr] non giudicherà le persone in base ai loro peccati passati… La Bibbia spiega che alla morte l’individuo è prosciolto o assolto da tutti i peccati commessi… i risuscitati saranno giudicati in base a quello che faranno durante il Giorno del Giudizio [il millennio sulla terra – ndr] non a quello che hanno fatto prima di morire.» (Potete vivere…, pag. 175).
Quando uno le cose non le sa, si impastoia come un micetto nella lana!...



24 Quale avvenire meraviglioso attende coloro che decidono di imparare a conoscere e a servire il nostro grande Creatore, Geova Dio! Gesù si riferiva al futuro Paradiso sulla terra quando promise al malfattore che morì accanto a lui: “Tu sarai con me in Paradiso”. (Luca 23:43) È essenziale conoscere meglio Gesù Cristo, per mezzo del quale si realizzerà tutto questo.

Ah sì? E come mai lo avete capito solo dopo 50 anni di scrutamento delle Scritture? Come mai fino al 1935 il vostro Movimento non contemplava l’esistenza della terra paradisiaca per il malfattore suddetto & Co.? E come mai Gesù gli ha detto che sarebbe stato "con se" se Gesù sarebbe stato nel cielo e il peccatore nel nulla in attesa di Armaghedon e dopo di esso confinato sulla terra, cioè in un posto dove Gesù non sarà mai?
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   Dom Mar 30, 2008 12:55 pm

21.

CAPITOLO QUATTRO (pag. 37-46)

Chi è Gesù Cristo?
Che ruolo straordinario ha Gesù?
Da dove veniva?
Che tipo di persona era?


Osservazioni critiche di BERESCITTE (lungo il testo in neretto)
(…)
3 È importante conoscere la verità su Gesù. Perché? La Bibbia dice: “Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo”. (Giovanni 17:3) Sì, conoscere la verità su Geova Dio e Gesù Cristo può farci avere la vita eterna su una terra paradisiaca. (Giovanni 14:6)

Attenzione Giovanni 14,6 dice che, rispondendo a Tommaso «Gesù gli disse : “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.» Non è un controllo inutile. Serve a verificare che di terra paradisiaca non se ne parla affatto in questo passo.

(…) Nel primo capitolo si è parlato della verità riguardo a Dio. Adesso vediamo cosa insegna realmente la Bibbia su Gesù Cristo.

“Realmente” eh? È la promessa di copertina che finora non ci ha mica convinti troppo. Ma andiamo avanti perché ci interessa davvero saperlo in questo mondo pieno di falsi profeti e di falsi fondatori di religioni. Sapete le religioni nel mondo sono la bellezza di 20.000 e in Italia, stando al Centro Studi Nuove Religioni, sono più di 600. (Cf CESNUR “Le religioni in Italia, ELLEDICI-VELAR, Leumann (TO), 2006)

IL MESSIA PROMESSO

8 (…)Ed ecco, ci fu una voce dai cieli che disse: ‘Questo è mio Figlio, il diletto, che io ho approvato’”. (Matteo 3:16, 17) Visto e udito ciò, Giovanni era sicuro che Gesù era stato mandato da Dio. (Giovanni 1:32-34) Quel giorno, nel momento in cui lo spirito di Dio, la sua forza attiva, fu versato su di lui, Gesù diventò il Messia o Cristo, il Condottiero e Re designato. — Isaia 55:4.

Che lo “spirito di Dio”, nell’insieme della Bibbia consista anche in una energia speciale che Dio dà è ben attestato, ma che ogni volta che si incontra questo SPIRITO (ruah, in ebraico e pneuma in greco) si tratti sempre e solo di forza attiva questo è un partito preso. E’ precisamente uno dei ritornelli insistiti della WT, perché le preme demolire ogni prova biblica a favore della Trinità; e questo passo ove la Bibbia mostra il Figlio, lo Spirito e il Padre insieme è marcatamente trinitario. In realtà nella Bibbia troveremo che c’è anche uno “SPIRITO” particolare che pensa, intercede, comanda, guida, insegna e cose del genere, così che sarà ben difficile negarne la personalità.
Che poi Gesù sia diventato Messia in quel momento direi che è una sottigliezza legata ai termini messia e cristo che significano entrambi “unto” il che sta per “consacrato”. Ma è chiaro che Gesù, avendo avuto una “esistenza preumana”, come dice il geovese, era messia nella sua persona sin dalla nascita.



DA DOVE VENIVA GESÙ?

10 (…) In molte occasioni Gesù stesso disse di essere vissuto in cielo prima di nascere come uomo. (Giovanni 3:13; 6:38, 62; 17:4, 5) In cielo, come creatura spirituale, Gesù aveva avuto un rapporto speciale con Geova.

Io penso che ci vorrebbe un po’ di pudore e prudenza prima di definire così gratuitamente Gesù “creatura” al mondo cristiano. Un mondo di quasi un miliardo e mezzo di persone che lo ritengono persona divina e perciò facente parte della Divinità increata ed eterna. Ma forse siamo di fronte a quelle mossette studiate dal CD per saggiare l’attenzione e la preparazione religiosa dei “pesci” a cui si offre la nuova esca.

11 Per Geova, Gesù è il Figlio più caro, e a ragione.

E qui non viene detto, ma lo si dovrebbe, che per la dottrina geovista si tratta di Figlio “putativo”, cioè considerato tale ma non reale, perché Geova non avrebbe generato alcun figlio. E gli angeli, sue creature, non sono propriamente parlando figli ma realtà che non partecipano della stessa natura del Creatore.

È definito “il primogenito di tutta la creazione”, perché è stato la prima creazione di Dio. (Colossesi 1:15)

Qui bisogna fermarsi e porre attenzione. Confrontando con la versione CEI (che secondo le rassicurazioni di approccio che ogni proclamatore è invitato a ripetere dovrebbe essere una versione che va bene per supportare l’ideologia geovista) troviamo “generato prima di ogni creatura”, il che è un concetto diametralmente opposto a quello che la NM vuole inculcare. Gesù - o meglio il Figlio di Dio giacché nell’inno di Colossesi fino al v 17 si parla di lui e non del Gesù storico di cui si parlerà, dal 17 in poi, come “il capo del corpo, cioè della Chiesa” – questo Figlio non è presentato dalla mia Bibbia come la prima delle creature, come vorrebbe il CD dei TG, bensì come non creatura (perché lo si definisce generato e non creato e anche perché generato prima che la creazione ci fosse). Egli quindi è fuori di ogni creaturalità che, come vedremo proseguendo la lettura e come sappiamo da Giovanni 1, 3, è susseguente al suo esserci perché “tutte le cose son venute all’esistenza per mezzo di lui e senza di lui neppure una cosa è venuta all’esistenza.” (NM); tutta la creazione cioè nasce dalla sua attività congiunta con il Padre perché il Verbo/Logos/Figlio è da sempre “nel seno del Padre” (Gv 1,18 CEI, confusionariamente tradotto dalla NM con “nella posizione del seno presso il Padre”).


Ma qualcos’altro lo rende speciale: è l’“unigenito Figlio”. (Giovanni 3:16) Questo significa che Gesù è l’unico a essere stato creato direttamente da Dio.

Ma fino a prova contraria “unigenito” non significa questo, ma significa solo che Dio non ha generato altri Figli oltre a Lui.


È anche l’unico di cui Dio si sia servito per creare tutte le altre cose. (Colossesi 1:16)

E’ interessante notare che questa dizione “altre cose” nella Bibbia geovista sia ripetuta ben cinque volte dal v 16 al v 20 di Colossesi e che in tutte e cinque le volte l’aggettivo “altre nell’originale greco non esiste. Cioè è incredibile – ma tremendamente istruttivo se si inquadra il modo di procedere della WT come ispirato alla BIG LIE! - constatare come il CD di Brooklyn proceda come se non fosse stato obiettato (ormai almeno da venti anni e ripetutamente) che nel testo sacro originale quella parola “altre” non esiste.
Ricerche bereane hanno accertato anche che la WT ne è ben consapevole perché nella sua Bibbia pone quell’aggettivo tra parentesi quadre, e a pag. 7 della Bibbia con riferimenti si spiega che le parole tra parentesi quadre non fanno parte del testo sacro.
Il fatto è che la WT sa anche che con quella aggiunta di “altre” si declassa il Figlio dalla sua divinità e, trasformato in creatura, seppur la prima tra tutte, lo si inserisce nel livello creaturale. Che questo sia l’intento esplicito lo si ricava da Ragioniamo che, citando il passo con tanto di “altre” senza le parentesi quadre, dichiara “Viene così indicato che anch’egli è un essere creato, parte della creazione di Dio”. (cf pag. 406) La sottrazione costante delle parentesi quadre, quando poi si citerà nei vari stampati geovisti questo passo di Colossesi completa la manovra che si configura come manipolazione testuale recidiva.
Domanda interessante: con questi chiari di luna ci sarà ancora speranza di sapere “cosa insegna realmente la Bibbia su Gesù Cristo” seguendo questo testo geovista?
Risposta, sì, se si segue la contestazione di tutte le deformazioni che segnaleremo; quindi alla verità ci si arriva lo stesso ma di riflesso e con l’aiuto del GRIS.



Inoltre Gesù è definito “la Parola”. (Giovanni 1:14) Questo ci fa capire che parlava per conto di Dio, trasmettendo agli altri figli, spirituali e umani, i messaggi e le istruzioni del Padre.

Che bello finiamo questo post con una battuta umoristica!
Così, tanto per confrontarci, dato e non concesso che (come si dirà più avanti) che il Figlio di Dio in cielo non era altri che l’arcangelo Michele, la nostra teologia ci insegna che gli angeli, essendo puri spiriti non hanno corpo, e perciò devono comunicare tra loro in maniera telepatica. Non c’è bisogno di alcun “portavoce” di Dio soprannominato “la Parola” per consentire a Dio di trasmettere il Suo pensiero a tali Suoi “servitori”.
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MessaggioOggetto: Re: Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"   

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Analisi e critica "bereana" di "Cosa insegna realmente la Bibbia?"
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