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 Il sangue una questione medica o dottrinale?

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Godel



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Data d'iscrizione : 11.04.08

MessaggioTitolo: Il sangue una questione medica o dottrinale?   Gio Apr 17, 2008 12:25 am

L’argomento che ci accingiamo a considerare è complesso e delicato.
Complesso perchè gli argomenti che esso porta con se a corollario sono infiniti, e l’accrescimento della conoscenza scientifica su di esso è veloce e rende obsolete considerazioni recentissime. Delicato perchè è un argomento medico, un argomento per addetti ai lavori e non si presta ad imprecisioni. Un imprecisione, una leggerezza possono significare vita o morte.

E’ innanzitutto d’obbligo distinguere due grossi ambiti entro i quali l’argomento può essere affrontato. Mi riferisco all’ambito medico/biologico e all’ambito dottrinale.
Credo di poter porre come assioma di questa serie di considerazioni il fatto che i due ambiti non possono incontrarsi a darsi aiuto ne negarsi l’uno con l’altro.
Ciò non implica che non si possa raggiungere conclusioni analoghe perseguendo isolatamente i due percorsi. Semplicemente nella trattazione dottrinale non possono essere usati argomenti scientifici o viceversa.

Il lettore si starà chiedendo il perchè di questa considerazione. Ebbene ciò che ritengo personalmente è che ciò sia la causa della grande confusione che si è generata su questo tema nel movimento dei tdG. Essi, di fatto, hanno fuso questi due ambiti sostenendone uno con l’aiuto dell’altro.
Giustificano l’astensione in parte con argomenti dottrinali ma di fatto la campagna d’informazione più grande è stata improntata sui rischi medici delle emotrasfusioni. Tutto ciò ha generato disinformazione e confusione tanto che il tdG medio in realtà non comprende qual’è la vera ragione per cui non accetta emotrasfusioni.
Questa non è una trattazione pro-sangue. Personalmente ritengo molto validi i chirurghi che limitano il ricorso alla emotrasfusione alla condizione di estrema ratio. Evitare una trasfusione è in genere la soluzione preferita. Sia per i rischi connessi alle emotrasfusioni che per la reazione stessa del corpo nel ricevere un tessuto che non gli appartiene. Da un punto di vista strettamente medico la ricerca di tecniche chirurgiche di ‘risparmio del sangue’, e la ricerca di soluzioni alternative è encomiabile. Tuttavia queste considerazioni rientrano nei diritti e nei doveri del paziente prima di tutto e dei familiari in seconda istanza quando questi sia incapace di intendere e di volere.
Il paziente deciderà secondo le sue convinzioni e il suo credo, ovviamente. I familiari rispettaranno questo credo. Ma è necessario che il suo adeguamento a questo credo sia dovuto ad una informazione corretta, equilibrata e scevra da errori formali.
Lo scopo delle considerazioni che seguiranno è quello di portare alla luce gli errori logici e di semantica che stanno dietro le ultime posizioni del tdG sulla questione sangue.

Per quanto mi riguarda mi accingerò a trattare l’ambito medico/biologico. Vista la complessità dell’argomento cercherò di costruire uno schema in modo da avere una visione d’insieme per poi zoomare su ciascun argomento.
Ringrazio in anticipo tutti coloro che ci seguiranno in questo percorso d’informazione.

Godel
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