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Il dimissionario
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MessaggioTitolo: Un altro punto   Dom Dic 25, 2011 2:09 pm

Sempre l'articolo di un mio amico che qui pubblico e riporto:

"Molto spesso vediamo negli articoli delle Torri di Guardia o in siti gestiti da epigoni geovisti delle citazioni di avvenimenti storici di papi o vescovi in cui venivano emanati decreti o bolle completamente assurde e folli.
Concordo naturalmente con la follia o l'assurdità di tali decreti, ma non concordo assolutamente con la conclusione che questi episodi abbiano dimostrato che la Chiesa non è infallibile.

La teologia cattolica infatti stabilisce che la Chiesa non è infallibile in ogni documento o in ogni decreto presentato da un membro del clero, persino se tale decreto è presentato dal Papa in persona. La teologia cattolica è ben chiara nell'evidenziare che l'infallibilità della Chiesa si presenta solo ed esclusivamente a carattere dogmatico (o di definizione morale) durante un concilio ecumenico.

Questo significa che se nella storia ci sono stati papi o vescovi che hanno additato una data per la fine del mondo, papi o vescovi che hanno emanato decreti per uccidere gli eretici, papi o vescovi che abbiano decretato lo sterminio di una determinata etnia, ecc, ecc, ecc, ciò va ascritto al singolo papa o al singolo vescovo in quanto i loro decreti o i loro documenti non sono il risultato di un concilio ecumenico della Chiesa.

L'infallibilità della Chiesa come detto infatti si basa sui concili ecumenici e non in ogni azione intrapresa dal clero.

E' infatti stato un concilio ecumenico a stabilire quali sono i libri del canone del Nuovo Testamento a cui tutti i cristiani, inclusi i TdG, fanno fede come verità rivelata nonostante considerino apostata la Chiesa che l'ha scelti.

Abbattere l'infallibilità della Chiesa - ma come abbiamo visto le loro asserzioni fendono l'aria senza centrare assolutamente l'obiettivo - ha conseguenze mortali anche sulla stessa Bibbia visto che questa è stata messa insieme da tale Chiesa. Senza infatti la garanzia dell'infallibilità della decisione del concilio ecumenico, cosa vieta di pensare che l'apocalisse di Giovanni sia un libro apocrifo? Dopotutto ormai la critica testuale ha appurato che tale libro non è stato scritto davvero dall'apostolo Giovanni ma da due suoi seguaci che parlavano fingendo di essere l'apostolo. Cosa vieta di pensare che la Didachè sia ispirata? Dopotutto come testo è ancora più antica della stessa lettera agli Ebrei datata nel secondo secolo e non scritta, come si supponeva prima, dall'apostolo Paolo.
Cadendo quindi l'infallibilità della Chiesa cadono dunque i presupposti per tenere fermo il canone e dunque ognuno potrebbe farsi il canone che preferisce.

Gli attacchi quindi all'infallibilità della Chiesa si rivelano essere un arma a doppio taglio in quanto il suo abbattimento avrebbe conseguenze mortali sulla stessa Bibbia e abbatterebbe il già difettoso metodo del Sola Scriptura.

Anche andare alla ricerca della definizione dei concetti cristiani è un colpo nel vuoto. E' infatti risaputo, tanto per fare un esempio, che alcuni Padri della Chiesa, in riferimento al concetto di anima immortale, avessero delle opinioni che si avvicinavano a quelle aristoteliche (Aristotele, grande filosofo greco) mentre altri avevano delle concezioni più vicine a quelle di altri pensatori ellenici. Chiaramente una corrente di pensiero ha avuto la maggioranza sull'altra ma questo non significa che allora la concezione derivasse integralmente dalla cultura greca ma besì che tali Padri abbiano strumentalizzato i concetti presenti altrove per dare una definizione a qualcosa che la Chiesa credeva già dogmaticamente: l'anima.

I concetti ellenici quindi vennero usati per dare una definizione più precisa su concezioni già esistenti. Giacchè sappiamo che "lo spirito soffia dove vuole" (Giovanni 3:8) sappiamo anche che anche in altre religioni o culture potevano benissimo essere presenti elementi di verità, che poi i Padri hanno preso a prestito per dare una definizione migliore dei concetti cristiani già esistenti."
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