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 Testimoni di Geova e il nazismo

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Sammy3

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MessaggioTitolo: Testimoni di Geova e il nazismo   Ven Mar 14, 2008 5:47 pm

Un TdG ritenuto un "fratello esemplare" dalla Società Torre di Guardia fu Erich Frost. Un articolo con la sua esperienza venne pubblicato nella rivista La Torre di Guardia tedesca del 1 Luglio 1961 (edizione italiana del 15 ottobre1961, pp. 630-636).

Nella sua esperienza Frost racconta del suo arresto, avvenuto il 21 marzo 1937 e del fatto che venne picchiato dai nazisti.

Quello che non dice è che fu costretto a rivelare tutte le informazione in suo possesso riguardanti i suoi confratelli e l'opera da lui diretta. Attualmente in Germania sono disponibili i documenti della Gestapo contenenti i particolari della sua deposizione dalla quale si rileva che Frost fece i nomi di tutti i responsabili nelle filiali e dei rispettivi incarichi. Si è in possesso dei protocolli del 2, 15, 20, 21, 24, 26 e 29 aprile 1937. (Freienwalderstr. ZB I - 561 und ZBI - 1279 , "Gauckbehörde" XX/4 1415) che rivelano questa sua ...'collaborazione'.

Nelle sue deposizioni Frost denunciò diversi "fratelli" alla Gestapo, spiegò come era organizzata l'opera clandestina dei TdG, dove venivano stampate le riviste, da quale frontiera veniva introdotta la letteratura nel paese e quali erano i nomi dei "contrabbandieri".

Molto interessante è un articolo che venne pubblicato dalla rivista "Der Spiegel" durante un Assemblea tenuta ad Amburgo. Non risulta che il contenuto di questo articolo sia mai stato messo in dubbio o contestato dalla Società Torre di Guardia


DER SPIEGEL
DAS DEUTSCHE NACHRICHTEN-MAGAZIN
19. Juli 1961 Nr. 30

SEKTEN
ZEUGEN JEHOVAS

Papà Frost

Migliaia di carpentieri, installatori e scavatori - tutti volontari - trasformano in questi giorni il prato del grande parco di Amburgo in una grande sala del Regno a cielo aperto.

In questo locale arieggiato si radunerà una setta religiosa, che conta più di 700.000 affiliati, che nel mondo civilizzato quando si presentano vengono spesso derisi o perseguitati: i Testimoni di Geova.Questa setta ha avuto origine in America e con zelo missionario predica che Dio deve rivendicarsi, perché Lucifero ha avvelenato l'umanità, i governi e le chiese, incluso il Papa di Roma.

In questa sala a cielo aperto di Amburgo i Testimoni vogliono tenere un congresso internazionale dal 18 al 23 luglio, al quale partecipano delegati di 50 paesi. Per queste giornate di edificazione sono state preparate 75.000 sedie, costruite tende per la mensa e piantati 12.000 fiori.

Nel bel mezzo di questo podio floristico si presenterà al pubblico Geovista una 'trinità' costituita

dal capo dell'organizzazione mondiale, Mister Nathan Homer Knorr di Brooklyn (New York),

dal capo tedesco della succursale dei Testimoni di Geova, "Servitore" della filiale Konrad Franke di Wiesbaden,e

dal suo predecessore, Erich Frost.

Il sessantenne Frost occupa in questo triunvirato il ruolo di autorità ideologica: egli dirige da Wiesbaden la Societa Torre di Guardia di Bibbie e Trattati, la centrale spirituale dei Testimoni di Geova tedeschi, ed è inoltre il redattore responsabile della "Torre di Guardia".

Papà Frost, come viene chiamato nel cerchio più intimo, vuole usare questa degna cornice per ricordare le 2000 vittime del regime di Hitler che vengono compiante dalla setta.
Del ruolo avuto da Frost stesso in questo calvario dei Testimoni di Geova, negli atti della Gestapo rinvenuti, viene tuttavia presentata una storia diversa da quella pubblicata prima del congresso dal "musicista da caffetteria" Frost nella "Torre di Guardia" sotto il titolo "Liberazione dall'inquisizione totalitaria mediante la fede in Dio".

Quando al tempo dei nazisti i Testimoni di Geova in Germania potevano operare solo clandestinamente, Frost rivestiva l'incarico del cosiddetto "servitore del Reich". Il servitore del Reich era il funzionario Geovista più alto, a lui sottostavano il servitore di distretto e a questi il servitore di circoscrizione e il servitore locale [nota: l'incarico è lo stesso di un attuale Servitore di Filiale, ma l'espressione usata in quel tempo era "servitore del Reich". In tedesco si diceva "Reichsdiener", termine che oggi in Germania non si usa più ma l'usavano i TdG di allora. Un altro modo per ottenere le simpatie dei Nazisti?]

Dato che i servitori di Geova insorsero coraggiosamente contro il Terzo Reich, affermando che anche la Germania di Hitler era opera di Lucifero, fu emanato dopo il 1933 dal Führer il decreto di abolizione: uffici e tipografie vennero chiusi, il denaro dell'associazione trasferito all'assistenza popolare nazista e tutta la letteratura confiscata.

I Testimoni però non si lasciarono scoraggiare da queste vessazioni. Quando nel 1936 fu deciso, in un congresso Geovista tenuto a Lucerna, di organizzare un'azione di volantinaggio per protestare contro il bando della setta, Frost in poco tempo poté prontamente confermare l'esecuzione di tale azione. Il 12 Settembre 1936, tra le ore 17 e le 19, furono imbucati nelle cassette postali di quasi tutte le città principali del Reich i volantini della cosiddetta "risoluzione di Lucerna"- in tutto 300.000 esemplari - senza che i nazisti se ne accorgessero. Inoltre furono spediti, dai Testimoni di Geova di altri paesi, 20.000 telegrammi di protesta a "Sua Eccellenza Hitler, Germania".

I Testimoni di Geova rifiutarono nella Germania di Hitler - come anche, se pur con meno pericolo, in altri paesi - il servizio militare e persino il servizio sostitutivo, anche in tempi pacifici.
I Bibelforscher tedeschi, diretti da lontano, dagli USA e dalla Cecoslovacchia, coraggiosamente si astennero dal saluto tedesco.

Le conseguenze: molti Testimoni di Geova del Terzo Reich finirono in prigione e in campi di concentramento.
Ma anche dopo la grossa ondata di arresti del 1936, l'organizzazione lavorava in modo efficiente, perché i funzionari al vertice rimasero anonimi. Le cose cambiarono solo dopo che la Polizia Segreta dello Stato riuscì nel 1937 a mettere le mani sul "servitore del Reich", Frost.
Questo il racconto di Frost:

«Il 27 marzo, alle due del mattino udii dei violenti colpi e dei calci contro la porta dell'appartamento! In pochi secondi nascosi nel materasso del mio letto un piccolo rotolo di carta contenente informazioni di grande importanza. Entrarono dieci agenti della polizia segreta: "Bene, Frost, alzati e vestiti. È ora di finirla!"».

Secondo questa versione del suo arresto, degna di un copione cinematografico, fu possibile a Frost nascondere la lista dei suoi collaboratori davanti agli occhi della Gestapo. Quando più tardi Frost fu interrogato, egli avrebbe capito dal tono della voce adirata che i suoi fratelli non erano incappati nella rete della polizia.
Frost implorò, come racconta ora nella "Torre di Guardia", per giorni interi l'aiuto di Geova di non farlo parlare per amore dei suoi fratelli. Nel suo racconto Frost dà l'impressione di essersi comportato davanti ai suoi interrogatori come Daniele nella fossa dei Leoni.

Nell'elenco degli arrestati numero 292 della polizia segreta di Berlino, posto di servizio II B 2, vi è però scritta tutt'altra cosa. Secondo i protocolli d'interrogazione tuttora esistenti, firmati da Frost stesso, il "servitore del Reich" confessò il 2, 15, 20, 21, 24, 26 e 29 aprile 1937 dettagliatamente ogni cosa riguardo ai suoi seguaci.
Frost raccontò nei dettagli, secondo il protocollo d'interrogazione, l'attività della sua organizzazione e rivelò due luoghi d'incontro dei suoi funzionari: "La Metropolitana (di Berlino) Alexanderplatz" e "bei Reiche in Zeuthen-Niersdorf, Lange Straße 5."

Infine - secondo il protocollo d'interrogazione - elencò alla Gestapo anche i nomi dei servitori di distretto:

Arthur Nawroth (Ostschlesien, Grenzmark)

August Fehst (Westschlesien, Teile Sachsens),

Otto Dauth (Berlin, Mark Brandenburg),

Fred Meier (Westsachsen, Anhalt),

Walter Friese (Thüringen, Harzgebiet, Hannover),

Heinrich Ditschi (Schleswig-Holstein, Oldenburg, Westfalen, Ruhrgebiet),

Albert Wandres (Rheinland, Baden und Württemberg) e

Karl Siebeneichler (Bayern).

Frost stesso riuscì dopo l'interrogatorio della Gestapo a cambiare la sua cella con un posto di lavoro forzato in Emslandmoor. Venne poi rilasciato e durante la guerra finì nel campo di concentramento di Sachsenhausen ed "infine ci sbarcarono sulla rocciosa isola di Alederney, che si trova fra la costa francese e quella inglese, facendoci passare per un'impresa di costruzione delle SS".

In quest'isola, cosi scrive Frost ora nell'articolo della "Torre di Guardia", osservammo "in una notte stellata ... l'invasione degli Alleati".
Alla fine dell'esperienza, mentre viene consegnata l'edizione "Torre di Guardia" ad ogni presente del congresso per far comprendere meglio il pensiero di Frost, egli cita inaspettatamente il giornalista Svedese Björn Hallström, che disse riguardo alle sofferenze dei Testimoni di Geova sotto Hitler: "Mediante la loro fede in Dio, riuscirono meglio di tutti gli altri a sopravivere".



Questo articolo fa comprendere chi fosse in realtà E. Frost, descritto dalla Watch Tower come uno dei TdG rimasti fedeli durante la persecuzione. Certo non si può biasimare del tutto questa persona, perché se egli non avesse collaborato sicuramente sarebbe stato ucciso dalla Gestapo. Si potrebbe dire che è più biasimevole il comportamento della Società Torre di Guardia che decide arbitrariamente chi è da ritenersi esemplare e chi non lo è, nascondendo ai suoi seguaci questi particolari della condotta dei suoi responsabili.

Un'altra testimonianza in cui si mostra che tipo di persona fosse Frost.
Molti si meravigliarono del fatto che Frost fosse stato nominato "Servitore di Filiale". Secondo le norme della Società, infatti, egli non avrebbe dovuto essere nominato. Questa era l'opinione di tutti coloro che erano stati con lui nel campo di concentramento. La condotta di Erich Frost non lasciò trasparire, infatti, alcun comportamento fraterno.

Nel campo di concentramento Frost era in buoni rapporti con il comandante delle SS e aveva sempre molto cibo, al punto che persino il pane che gli veniva dato ammuffiva mentre altri TdG morivano di fame. "Frost non abitava insieme a noi nelle baracche, ma abitava nella casa delle guardie, dato che come ex-musicista doveva suonare per le guardie delle SS ad ogni occorrenza. Una volta gli fu chiesto da un fratello un pezzo di pane dato che lui ne aveva molto invece gli altri morivano di fame. Frost rispose: Se io ti dessi un po' di questo pane potrebbe costarmi la vita ed io non sono disposto di essere punito per la mia benignità".

Qui l'articolo originale dello Spiegel:

http://digilander.libero.it/alorenzi/spiegel1.jpg
http://digilander.libero.it/alorenzi/spiegel2.jpg
http://digilander.libero.it/alorenzi/spiegel3.jpg

Qui sotto invece si può visualizzare il rapporto in cui si dichiara che Frost 'collaborò' con i nazisti.

http://digilander.libero.it/alorenzi/DEPOS1.JPG


Si legge chiaramente che "la riorganizzazione illegale degli Studenti Biblici e il loro modo di operare sono stati chiariti grazie alle deposizioni dei funzionari Siebeneichler, Rabe, Daut e Frost. Il fatto è che tutti i funzionari principali che risiedono o risiedevano in Germania illegalmente, sono in possesso di documenti falsi e trovano rifugio non solo dai loro confratelli ma anche da persone anziane".

Nella Torre di Guardia del 15 aprile 1992 è riportata l'esperienza di Hermann Laube, un altro "fratello" additato dalla Watch Tower come esempio di fedeltà di fonte alla persecuzione (in questo caso da parte dei comunisti).

Nella Repubblica Democratica tedesca (DDR) esistevano i cosiddetti IM (collaboratori informali), agenti della famigerata Stasi, la polizia segreta del regime. Tali agenti avevano tutti un soprannome con cui si identificavano fra di loro. Quando vennero aperti gli archivi segreti della Stasi molti di questi nomi vennero alla luce e si poté così sapere chi erano le persone a cui appartenevano. Uno di questi nomi da IM era "Hans Voss di Zittau". Questo Hans Voss non era altri che Hermann Laube di Zittau! Anche la Società ne è al corrente ed infatti lo ha rimosso da ogni incarico. Fatto curioso, gli archivi della Stasi vennero aperti prima del 15 Aprile 1992, cioè prima che venisse pubblicato l'articolo sulla Torre di Guardia. O gli scrittori erano a corto di esperienze, o scrissero l'articolo ignorando il fatto che Hermann Laube era un IM.




Fonte:
http:\\www.infotdgeova.it/storia/frost.php
http:\\digilander.libero.it/alorenzi/frost.htm
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Dario Piraino
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MessaggioTitolo: Re: Testimoni di Geova e il nazismo   Sab Ago 30, 2008 4:39 pm

Discorso di Achille Aveta sui Testimoni di Geova in Germania al tempo del nazismo

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