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 Vaccinazioni e trapianti: temi sgraditi ai Testimoni di Geova

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Dario Piraino
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MessaggioTitolo: Vaccinazioni e trapianti: temi sgraditi ai Testimoni di Geova   Lun Mag 31, 2010 11:57 am

Vaccinazioni e trapianti: temi sgraditi ai Testimoni di Geova


C.J. Woodworth, responsabile della rivista geovista The Golden Age (ora nota come Svegliatevi!), era decisamente contrario alla pratica delle vaccinazioni. Woodworth non considerava il programma di vaccinazione universale contro il vaiolo un’iniziativa benefica per l’umanità al punto che in The Golden Age del 5 gennaio 1929, pag. 502, era scritto: «La gente riflessiva preferirà il vaiolo alla vaccinazione, perché quest’ultima semina sifilide, tumori, eczemi, erisipela, scrofolosi, tisi, perfino lebbra e molte altre odiose malattie. Perciò la pratica delle vaccinazioni è un crimine, un oltraggio, e un inganno». (Si vedano anche The Golden Age del 12 ottobre 1921, pag. 17, e del 4 febbraio 1931, pag. 293) Pronunciandosi esplicitamente contro le vaccinazioni, la rivista The Golden Age del 24 aprile 1935, pag. 465, dichiarava: «Siccome la vaccinazione è una iniezione diretta di sostanza animale nel circolo sanguigno, la vaccinazione è una diretta violazione della legge di Geova Dio».

Improvvisamente, all’inizio degli anni Cinquanta (si veda The Watchtower del 15 dicembre 1952, pag. 764), dopo la morte di Woodworth, i vertici geovisti cambiarono idea e abolirono il divieto di vaccinarsi, dimenticando l’esplicita condanna espressa qualche decennio prima; eppure, accanto a questa posizione, la letteratura geovista registrava ancora negli anni Sessanta un giudizio negativo sulle vaccinazioni; infatti La Torre di Guardia del 1°giugno 1962, pag. 351, definiva la vaccinazione “una contaminazione dell‘organismo umano“. Infine, negli anni Settanta, i vertici del geovismo decisero che ciascun Testimone di Geova avrebbe potuto decidere personalmente secondo coscienza!

È inevitabile chiedersi: Dio aveva cambiato idea sulla questione, o gli ideologi geovisti avevano preso un ennesimo, colossale abbaglio a tutto danno dei fedeli e acritici affiliati?

E’ spesso accaduto che, venuto meno il veto dei vertici dottrinali geovisti, i singoli Testimoni si sono di buon grado sottoposti a pratiche prima vietate (come nel caso delle vaccinazioni). Questo conferma che per i Testimoni di Geova l’obiezione di coscienza non è un’autonoma scelta, ma un comportamento condizionato dalla volontà di conservare l’appartenenza al gruppo; da strumento di elevazione della personalità umana essa si trasforma in mezzo di difesa dell’identità del gruppo geovista. Sotto quest’aspetto sarà illuminante esaminare anche l’evoluzione dell’ideologia geovista riguardo alla pratica dei trapianti d’organi.

I trapianti d’organo? cannibalismo!

Sulla possibilità da parte degli affiliati di sottoporsi a trapianti, La Torre di Guardia del 15 marzo 1963 sosteneva: «non pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. E’ quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé». Ma questa libertà di coscienza durò ben poco. Infatti, La Torre di Guardia del 15 marzo 1968, pag. 190 ss., incredibilmente legiferò: «Quelli che si sottopongono a tale operazione (=trapianto d’organo) si sosterranno quindi della carne di un altro uomo. Questo è cannibalesco … Geova Dio non diede agli uomini il permesso di cercar di perpetuare la propria vita mettendo cannibalescamente nei loro corpi carne umana, sia masticandola che nella forma di interi organi o parti del corpo tolte da altri». Quindi, sul presupposto illogico e non biblico che un trapianto d’organo equivalesse a un gesto di cannibalismo, ai Testimoni di Geova dell’epoca si inculcava il convincimento che

- sottoporsi a un trapianto di rene equivale a mangiare un rene;

- farsi trasfondere del sangue (in parte o in toto) equivale a mangiare sangue.

A sostegno di questa nuova posizione, il geovismo ricorreva a ogni sorta di “fonte” scientifica, inculcando negli affiliati che: «Da molto tempo si sa che coloro che hanno subìto trapianti cardiaci hanno problemi psichiatrici postoperatori in numero superiore alla media. Ma pare si possa dire la stessa cosa riguardo ad alcuni altri trapianti di organi vitali, come i trapianti di reni. … Talora si registra un fatto singolare, il cosiddetto “trapianto di personalità”. Cioè in alcuni casi la persona che ha ricevuto l’organo ha apparentemente adottato certe caratteristiche della personalità di colui da cui proveniva l’organo. … Dopo un trapianto, un uomo d’indole mite divenne aggressivo come il donatore». (cf. La Torre di Guardia del 15 febbraio 1976, pag.103)

L’idea che una persona subisse un “trapianto di personalità” per effetto di un trapianto d’organo venne sostenuta anche ricorrendo alla paradossale tesi con la quale si affermava che il cuore fosse la letterale sede dei sentimenti dell’individuo. Infatti La Torre di Guardia del 15 agosto 1971, pag. 486 ss., sosteneva dogmaticamente: «che cos’è il cuore? Potete dire: Di quale cuore parli? Voi sapete di avere un cuore nel torace, quello che pompa il sangue in tutto il vostro corpo, provvedendo a ogni singola cellula tale flusso vitale. Ma avete un altro “cuore” nella testa, un “cuore figurativo”? Fa esso parte del vostro cervello o è esso quella capacità astratta del cervello che chiamiamo “mente”? No! Il cervello, in cui ha sede la mente, è una cosa e il cuore che abbiamo nel torace, con la sua facoltà di spronare, ne è un’altra. … Salvo poche eccezioni, l’uso della parola “cuore” nella Bibbia è limitato alle funzioni del cuore umano come centro dei propri desideri, delle proprie emozioni e dei propri affetti, come luogo che include le capacità di spronare. La Bibbia non parla di un cuore simbolico o spirituale facendo un contrasto con il cuore carnale o letterale, come non parla di una mente simbolica, e pertanto non vogliamo fare l’errore di considerare il cuore letterale come una semplice pompa carnale come fa oggi la fisiologia ortodossa. La maggioranza degli psichiatri e degli psicologi hanno la tendenza a mettere in una categoria superiore la mente e ad attribuire poca se non nessuna influenza al cuore carnale … C’è una stretta interdipendenza fra il cuore e la mente, ma sono due diverse facoltà, accentrate in luoghi diversi. Il cuore è una pompa muscolare fatta in modo meraviglioso, ma, in modo più significativo, insite in esso sono le nostre facoltà emotive e di spronare. Amore, odio, desiderio (buono e cattivo), preferenza per una cosa piuttosto che per un’altra, ambizione, timore, in effetti, tutto ciò che serve a spronarci in relazione con i nostri affetti e i nostri desideri ha origine dal cuore. … La Bibbia fa una netta distinzione fra cuore e mente. Gesù fece tale distinzione … È significativo che quelli che sono stati sottoposti a trapianto di cuore, quando i nervi che collegano il cuore al cervello sono tagliati, hanno gravi problemi emotivi dopo l’operazione. … Una cosa è certa, perdendo il loro proprio cuore, sono stati privati delle facoltà del “cuore” edificate in loro col passar degli anni e che contribuivano a renderli quello che erano in quanto alla personalità».

Quale fu l’effetto di queste direttive? Una testimonianza narrata da un Testimone dell’epoca ben ne illustra le dolorose conseguenze; costui narra: «potevo sopravvivere e andare avanti bene con un solo rene sano. Scelsi di farmi togliere il rene. Il giorno prima dell’operazione il capo dell’équipe per i trapianti di reni venne a chiedermi se accettavo di mettere il rene cui rinunciavo a disposizione di un giovane paziente i cui reni avevano smesso di funzionare. Pare che, sebbene l’arteria che alimentava il rene non funzionasse, il rene stesso fosse in buone condizioni. Il medico desiderava avere il mio rene, ma gli spiegai che come testimone di Geova dovevo conformarmi a quello che indica la legge di Dio a tale riguardo. … Più tardi, quel giorno, lo informammo del nostro atteggiamento biblico rispetto alla carne umana e al suo uso, citando dalla Parola di Dio passi attinenti. Chiese se potevo avere una buona coscienza dopo aver negato al suo giovane paziente il mio rene. Rispondendo gli dissi che non potevo dare il mio rene perché non mi apparteneva, e che lo si doveva usare in armonia con la volontà di Colui che l’aveva creato». (La Torre di Guardia del 1° giugno 1970, p. 349 ss.)

Nel 1980, per incanto com’era comparso, il bando sui trapianti sparì per effetto di quanto sostenuto da La Torre di Guardia del 1° settembre 1980, pag. 31: «La congregazione dovrebbe intraprendere qualche azione disciplinare nei confronti di un cristiano battezzato che accetta il trapianto di un organo umano, come una cornea o un rene? … Si può anche sostenere che i trapianti d’organo sono diversi dal cannibalismo, dal momento che il “donatore” non viene ucciso per essere mangiato. … Mentre la Bibbia vieta esplicitamente il consumo di sangue, non c’è alcun comando biblico che vieti specificamente di introdurre nel proprio corpo tessuti di un’altra persona. Per questa ragione ciascun individuo … deciderà in base alla propria coscienza ciò che può o non può fare davanti a Dio. Se qualcuno accettasse un trapianto, il comitato giudiziario della congregazione non prenderebbe misure disciplinari nei suoi confronti».

Ancora una volta, come nel caso delle vaccinazioni, non si fa ammenda da parte dei vertici del Movimento per i danni causati dal divieto fatto rispettare per anni sotto lo spauracchio dei “comitati giudiziari”!

Scomparso il veto sui trapianti, anche la risibile tesi del “trapianto di personalità” per effetto di un trapianto di organo è scomparsa dalla letteratura geovista, allo stesso modo è svanita nel nulla la teoria del cuore come sede dei sentimenti; anzi, oggi, spudoratamente dimentichi di quanto affermato fino a qualche anno prima, i vertici del Movimento ironizzano su quest’ultima teoria: «Gli antichi egizi credevano che il cuore fisico fosse la sede delle facoltà intellettuali e dei sentimenti. Pensavano anche che il cuore possedesse una volontà propria. I babilonesi dicevano che il cuore ospitasse sia l’intelligenza che l’amore. Secondo il filosofo greco Aristotele, il cuore era la sede dei sensi e la sfera d’attività dell’anima. Ma col passare del tempo e col crescere della conoscenza, queste concezioni vennero messe da parte. Infine si comprese cos’è effettivamente il cuore: una pompa che fa circolare il sangue in tutto il corpo». (La Torre di Guardia del 1° giugno 1986, pag. 15) Il Direttivo geovista – senza fare alcun riferimento alla propria posizione ampiamente sostenuta in precedenza – con un disarmante candore afferma ora ciò che è lapalissiano per tutti da moltissimo tempo: «Come dobbiamo dunque comprendere la parola “cuore”? … Che straordinario numero di diverse funzioni e capacità vengono attribuite al cuore! Sono tutte nel cuore letterale? Difficilmente potrebbe essere così. … è chiaro che sia il termine greco che quello ebraico tradotti “cuore” vengono usati dagli scrittori biblici per riferirsi alla serie di qualità emotive e morali che contribuiscono a formare l’intimo di una persona». (La Torre di Guardia del 1° novembre 1984, pag. 4 ss.)

Un imbarazzante capitolo della storia del geovismo viene così chiuso e nulla si sa ufficialmente di quali e quanti dolorosi effetti possano essere stati prodotti, in termini di morti e invalidi fatti soffrire inutilmente!
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